Colombia al voto pace totale o mano dura contro narcos e guerriglia

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Colombia al voto pace totale o mano dura contro narcos e guerriglia

Le elezioni presidenziali in Colombia si avvicinano a un appuntamento decisivo: quaranta milioni di elettori sono attesi al primo turno, con quattordici candidati in competizione. La corsa appare già fortemente segnata dalla polarizzazione, che lascia undici aspiranti con poche possibilità di incidere realmente sull’esito finale. La sfida più concreta, secondo gli scenari, si concentra quindi su chi può raggiungere il ballottaggio, diviso tra chi insiste su “pace totale” e dialogo con i gruppi armati e chi propone “guerra” e mano dura contro guerriglia e narcos.

ballottaggio colombiano: pace totale e mano dura in corsa per la seconda fase

La traiettoria verso il secondo turno coinvolge tre candidati, con posizioni che rappresentano due visioni opposte del Paese. Da una parte si colloca Iván Cepeda Castro (Pacto Histórico), orientato alla pace totale e a una strategia basata sul dialogo. Dall’altra, in linea con l’idea di un confronto più duro, compaiono l’outsider Abelardo De La Espriella (Defensores de la Patria) e Paloma Valencia (Centro democratico), incentrati su “guerra” e “mano dura” contro guerriglia e gruppi criminali.

iván cepeda castro: dialogo, riforma agraria e lotta a povertà e disuguaglianze

Iván Cepeda Castro, classe 1964, lega la sua proposta politica alla ricerca di verità sulla morte del padre, il deputato di Unión Patriótica Manuel Cepeda, ucciso nel 1994 in una località di Bogotà intitolata a J.F. Kennedy, con la complicità di settori deviati dello Stato. Nella sua visione rientra l’idea che l’America Latina debba essere “zona di pace”, senza ingerenze militari di alcun tipo. Il programma include dialogo, riforma agraria e la lotta a povertà e disuguaglianze, elementi presentati come pilastri di una stabilità duratura.

abelardo de la espriella e paloma valencia: allineamento con gli usa e scontro totale

Abelardo De La Espriella e Paloma Valencia, entrambi classe 1978, insistono invece su una linea di forte contrapposizione ai gruppi armati e criminali. Il modello proposto si fonda sul pieno allineamento con gli Stati Uniti e sulla scelta di entrare nella coalizione Shield of The Americas. Nel programma rientrano operazioni di addestramento alle forze dell’ordine colombiane e una prima fase di scontro totale contro guerriglie e organizzazioni criminali.

Valencia, che punta a diventare la prima presidente donna della Colombia, propone l’impiego di 60mila nuovi agenti tra forze armate e polizia, oltre a un aumento della capienza nelle carceri. De La Espriella, la cui campagna avrebbe ricevuto finanziamenti poco chiari, dichiara di aver investito 7 milioni di dollari e promette dieci megacarceri sul modello di El Salvador.

sondaggi e quote: cepeda avanti, de la espriella e valencia si contendono il secondo posto

Le proiezioni indicano che Cepeda avrebbe un vantaggio significativo. Secondo i sondaggi del Centro nacional de consultoría, il candidato del Pacto Histórico risulta in posizione favorevole con il 34,5% delle preferenze. Il confronto per la seconda piazza appare invece più instabile: De La Espriella e Valencia oscillerebbero tra il 20% e il 15%, variando a seconda dei sondaggi disponibili.

polymarket e reazioni internazionali nelle ore prima del voto

Nel quadro delle probabilità, Polymarket attribuisce a De La Espriella e/o ai suoi potenziali alleati una posizione già avanzata per il secondo turno, stimando 67% di probabilità. Poche ore prima del voto, il presidente ecuadoriano Daniel Noboa avrebbe sospeso i dazi sulle importazioni colombiane dopo l’incontro con il candidato, descrivendo la scelta come “segnale di buona volontà, affetto e speranza”. A interpretare diversamente il gesto è Camilo Romero, ex governatore di Nariño e alleato del presidente uscente Gustavo Petro, secondo cui il provvedimento mostrerebbe la presenza di un “piano dell’estrema destra contro il progressismo”.

stati uniti: minacce ai candidati, intimidazioni e possibili conseguenze sul riconoscimento del voto

La campagna e la vigilia del voto includono anche prese di posizione statunitensi. Gli Stati Uniti ricordano l’omicidio del senatore e pre-candidato conservatore Miguel Uribe Turbay e dichiarano di essere preoccupati per le crescenti “minacce contro candidati presidenziali”. Viene inoltre ribadita la condanna per ogni intimidazione e violenza diretta contro qualsiasi candidato politico.

Il senatore repubblicano Bernie Moreno aggiunge un ulteriore avvertimento, affermando che, in caso di coercizione o intimidazione, gli Stati Uniti potrebbero non riconoscere le elezioni come “giuste e libere”.

violenza pre-elettorale e attese per l’elezione: episodi legati ai gruppi armati

Nei momenti immediatamente precedenti all’apertura delle urne si registrano alcuni episodi di violenza, attribuiti a gruppi armati. Tra questi rientra l’ultimo scontro tra dissidenze Farc nella zona rurale di Guaviare, con un bilancio di 50 vittime.

attivisti e mediatori: mobilitazione locale e rischio di escalation oltre l’elezione

La decisione elettorale viene collegata anche al ruolo degli attivisti. Dionny Segura, attivista di De La Espriella, descrive la scelta come “opportunità storica” per i colombiani e sostiene una posizione che lega la critica alla linea di politica di sicurezza attribuita a Petro, definendo la “guerra” come una “frottola” che avrebbe dissanguato il Paese. Anche Julia Hurtado, sostenitrice di Valencia nella località di Barrancas (La Guajira), richiama l’idea che sia in gioco “il futuro dell’intero Paese”, e collega la sua preferenza all’obiettivo di una mano dura con un orientamento umanitario, richiamando l’espressione di un “grande cuore”.

pacto histórico: presenza capillare e sostegno nelle aree rurali

A sinistra, Hernán Gómez Ospino, tra i coordinatori di campagna del Pacto Histórico, sostiene che la formazione politica sia presente in tutti i municipi, con un lavoro descritto come “casa per casa”. Viene inoltre citato un sostegno legato alle comunità indigene e alle zone rurali, presentate come elementi determinanti per la mobilitazione.

comunità di sant’egidio e dialogo di pace: attenzione alla polarizzazione regionale

Nella fase più delicata, il punto di vista di Gianni La Bella, mediatore della Comunità di Sant’Egidio, collega la campagna al rischio di un’escalation. Secondo La Bella, si può andare incontro a una escalation di tensioni che non si esaurirà con l’elezione del nuovo presidente. La polarizzazione osservata a Bogotà viene associata a un clima più ampio nell’area dell’America Latina, definito come una possibile “nuova internazionale nera”.

In merito alla pace totale, La Bella richiama un arresto legato al governo ultraconservatore di Iván Duque nel gennaio 2019, sostenendo che l’intervento non abbia giovato all’implementazione degli accordi. Per il mediatore servirebbe una maggiore presenza dello Stato nelle periferie, in territori in cui operano gruppi armati, oltre a più solidarietà internazionale. Il quadro politico resterebbe incentrato su Bogotà come crocevia politico del continente.

personaggi citati nella campagna e nel dibattito pubblico

  • Iván Cepeda Castro (Pacto Histórico)
  • Abelardo De La Espriella (Defensores de la Patria)
  • Paloma Valencia (Centro democratico)
  • Manuel Cepeda (Unión Patriótica)
  • J.F. Kennedy
  • Daniel Noboa
  • Camilo Romero
  • Gustavo Petro
  • Miguel Uribe Turbay
  • Bernie Moreno
  • Dionny Segura
  • Julia Hurtado
  • Hernán Gómez Ospino
  • Gianni La Bella
  • Iván Duque
  • El Salvador
  • Farc (dissidenze)
La Colombia elegge il nuovo presidente. È corsa a tre tra chi vuole la pace attraverso il dialogo e chi invoca le armi contro narcos e guerriglia

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