Clan Lo Russo, tre fermati per il tentato omicidio del nipote del boss
Un video ha riacceso i riflettori sul tentato omicidio di Vincenzo Lo Russo, avvenuto lo scorso 17 aprile a Napoli. Le immagini mostrano dettagli dell’agguato e supportano quanto ricostruito dagli inquirenti nel relativo decreto di fermo firmato dalla Dda di Napoli, con procuratore Nicola Gratteri e pm Enrica Parascandolo e Maria Sepe.
tentato omicidio di vincenzo lo russo: il video e i dettagli dell’agguato
Nel filmato si vede la vittima dare un bacio sulla guancia alla persona che poco dopo estrae la pistola dalla tasca sinistra. L’aggressore, una volta impugnata l’arma con la mano destra, fa ripetutamente fuoco indirizzandosi verso di lui. L’episodio è descritto come un attacco nel corso del quale Lo Russo viene raggiunto da cinque colpi d’arma da fuoco, restando salvo per miracolo.
momenti precedenti all’attacco: colpi, aggressione e fuga
Le riprese risultano nitide e, poco prima degli spari, mostrano Lo Russo colpito con il calcio della pistola. Nella stessa fase viene anche preso a pugni e colpito a schiaffi da tre persone. Dopo i maltrattamenti, Lo Russo scappa e poi scompare dalla visuale di una telecamera collegata a un sistema di videosorveglianza.
carabinieri e indagini: nomi dei tre aggressori e movente legato a un litigio
Le indagini condotte dal nucleo operativo della compagnia dei carabinieri del Vomero hanno consentito di identificare i tre malviventi e di individuare il movente. Secondo l’impostazione investigativa, la causa sarebbe un vecchio litigio in carcere tra detenuti.
fermi disposti: luigi russo ed emmanuel di marzo
Il fermo è stato applicato nei confronti di Luigi Russo ed Emmanuel Di Marzo. Per il terzo indagato, indicato come irreperibile, è avviata la ricerca.
misure cautelari e contestazione: tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso
Dopo l’applicazione del fermo, è seguita l’emissione di un’ordinanza di misura cautelare. Il reato contestato è il tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
videochiamata intercettata: parole sull’azione e timore di un seguito in ospedale
Il movente è stato individuato anche grazie all’intercettazione di una videochiamata tra la vittima e il padre detenuto. Nella conversazione emergono elementi orientati alla vendetta: “Te lo ricordi? Quello con cui ebbi una discussione anni fa”, cui segue l’esortazione a farsi giustizia. Le frasi riportate indicano: “fallo piangere”.
segnali senza nominare i responsabili: indicazioni al padre e raccomandazioni
Durante la videochiamata, Vincenzo Lo Russo riesce a far comprendere al padre chi sarebbe il responsabile, senza citarne esplicitamente il nome. A quel punto, il genitore avanza raccomandazioni e chiede di prestare attenzione.
preoccupazione per un nuovo attacco: camici e completamento dell’azione
Il timore principale riguarda la possibilità che i killer completino il lavoro anche in ospedale, presentandosi con il camice addosso per sembrare dei medici. La conversazione contiene inoltre un invito a lasciare rapidamente Napoli con la famiglia, senza però rinunciare alla vendetta: “fallo piangere”, e anche “buttagli due a terra (cioè ‘uccidigli due persone’, ndr)… pure se devi prendere l’ergastolo”.
ruolo di un parente nel clan: interrogativi e possibili conseguenze
Nella stessa videochiamata vengono sollevati entrambi interrogativi sul ruolo di un parente all’interno del clan Lo Russo, indicato come una figura di rilievo. L’ipotesi discussa è duplice: se il familiare avesse dato il via libera all’operazione, allora meriterebbe di essere ucciso. Se invece l’accaduto fosse avvenuto senza il suo consenso, il compito attribuito sarebbe portare davanti a lui la testa di chi ha sparato, così da ottenere “soddisfazione”.
indagati citati nel provvedimento di fermo
- Vincenzo Lo Russo
- Luigi Russo
- Emmanuel Di Marzo
- Nicola Gratteri
- Enrica Parascandolo
- Maria Sepe
