Chiara petrolini ai giudici non sono un assassina non volevo fare del male

• Pubblicato il • 5 min
Chiara petrolini ai giudici non sono un assassina non volevo fare del male

Nel silenzio dell’aula della Corte d’assise di Parma, Chiara Petrolini ha preso la parola nel corso del processo che la vede imputata per omicidio premeditato e soppressione dei cadaveri dei due figli neonati. L’imputata, giudicata capace di intendere e volere dai periti del Tribunale, ha reso dichiarazioni spontanee per circa sette minuti, leggendo da un foglio con voce monocorde davanti ai giudici.

chiara petrolini in aula: dichiarazioni spontanee e negazione delle accuse

Il procedimento riguarda la morte dei due bambini, secondo l’accusa partoriti a distanza di un anno: nel maggio 2023 e nell’agosto 2024. Nel suo intervento, Petrolini ha respinto l’immagine che sarebbe emersa nel racconto pubblico della vicenda, sostenendo di non corrispondere alla figura di persona indicata dalle contestazioni.

La giovane ha affermato: “Non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”. Ha aggiunto che quei neonati erano per lei una parte di sé, descrivendo una sofferenza profonda: “è una sofferenza che distrugge dentro”.

solitudine interiore e distanza dall’immagine esterna

Petrolini ha tentato di ricostruire lo stato d’animo degli ultimi anni, riferendo una distanza tra ciò che gli altri avrebbero visto e ciò che lei percepiva dentro. Ha indicato che, pur apparendo all’esterno una ragazza con una vita ordinata, all’interno si sentiva sola anche quando non lo era realmente.

Nel racconto è emerso un sentimento descritto come spazio vuoto incapace di essere colmato e un malessere presente in tutte le giornate, insieme alla sensazione di sentirsi sbaggliata e giudicata.

gravidanza: dubbi, assenza di test e ricerche nei momenti di incertezza

Uno dei punti centrali della ricostruzione processuale riguarda la consapevolezza della gravidanza. L’imputata ha spiegato di aver dichiarato di sapere di essere incinta perché, secondo il suo ragionamento, sembrava l’unica spiegazione possibile. Ha inoltre sostenuto di non aver mai effettuato un test: “Non ho mai fatto un test di gravidanza, non sono mai stata sicura di esserlo”.

Secondo il racconto della giovane, i dubbi si sarebbero intensificati in alcuni momenti, come durante la doccia, quando avrebbe visto una pancia che, a suo dire, non veniva notata da altri. In quei frangenti avrebbe svolto ricerche, senza però mettere in pratica iniziative concrete, riferendo di essere stata stanca e confusa.

accusa e ricostruzione: premeditazione, raggiri e domande sul web

La prospettiva dell’accusa contrasta con quanto sostenuto dall’imputata. La ricostruzione giudiziaria indica una condotta ritenuta premeditata, con un comportamento finalizzato a nascondere la gravidanza. L’accusa sostiene che Petrolini fingesse di avere il ciclo.

Stando alle indagini, nel tempo sul web sarebbero state cercate informazioni su come gestire la situazione: da come nascondere la pancia a come indurre il parto, fino a riferimenti ad opzioni di interruzione della gravidanza e a tempistiche legate alla decomposizione di un cadavere.

sepoltura nel giardino della villetta di traversetolo: spiegazioni sulla scelta

Nel corso del racconto, Petrolini ha anche cercato di motivare la dinamica successiva alla nascita, includendo la ragione per cui i neonati sarebbero stati sepolti nel giardino della villetta familiare a Traversetolo (Parma). Ha affermato che, pur non aspettandosi le gravidanze, avrebbe comunque previsto di tenere i bambini e di volerli crescere. Ha definito quanto fatto una scelta sicuramente sbagliata, descrivendola come presa senza ragionare, e ha spiegato che, in quel momento, le sarebbe sembrata quella più giusta per non allontanarsi da loro: tenerli vicino a me.

viaggio negli stati uniti dopo il secondo parto: riferimenti indicati in aula

Nel prosieguo della dichiarazione, Petrolini ha ribadito elementi collegati alla propria percezione personale della gravidanza, sostenendo che nella sua mente la gravidanza sarebbe apparsa impossibile e che, se fosse stato così, gli altri avrebbero se ne sarebbero accorti. Ha collegato tale convinzione ad alcuni comportamenti: ad esempio fumare o bere.

Ha inoltre negato specifici segnali o interventi collegati al parto, dicendo di non aver avuto nausea, di non aver preso farmaci per anticipare il parto e di non essere stata preoccupata di partorire in aereo. Tale riferimento richiama il viaggio negli Stati Uniti compiuto con la famiglia dopo il secondo parto, avvenuto nell’agosto 2024, circostanza già emersa nelle indagini.

Con riferimento alla gravità delle contestazioni, l’imputata rischia fino all’ergastolo.

la pm francesca arienti: morte reale, nomi dei bambini e ricostruzione delle motivazioni dell’accusa

Durante la requisitoria, la pm Francesca Arienti, con il procuratore Alfonso D’Avino, ha sottolineato che il procedimento riguarda la morte di due bambini realmente esistiti, non solo un fatto riportato in documenti. La pm ha proiettato anche un’immagine del neonato morto, riferita a Angelo Federico, situato in una specifica posizione indicata durante il racconto.

nomi dei neonati e indicazione dei certificati di morte

Diversamente dalla giovane, la pm ha richiamato i due bambini con i nomi utilizzati dai genitori. Al momento del riconoscimento per il certificato di morte, mesi dopo i fatti, i nomi citati sono Angelo Federico e Domenico Matteo. La pm ha collegato la fase successiva del procedimento alle indagini condotte e alla ricostruzione degli elementi emersi.

gravità dell’impostazione attribuita a chiara: scelta privata, stile di vita incompatibile e tendenza a mentire

Ricostruendo la vicenda, la pm ha sostenuto che in Chiara emergerebbe la scelta netta di rendere la gravidanza una questione personale, senza manifestarla a nessuno. La requisitoria avrebbe indicato anche uno stile di vita incompatibile e dannoso per il nascituro.

È stata inoltre citata, secondo l’accusa, una tendenza sistematica a mentire, definita come pervasiva e persistente.

figure citate nell’aula

Personaggi e membri del procedimento menzionati:

  • Chiara Petrolini
  • Francesca Arienti
  • Alfonso D’Avino
  • Angelo Federico
  • Domenico Matteo
“Non sono una madre assassina”, i 7 minuti di dichiarazioni di Chiara Petrolini. Inizia la requisitoria e la pm ricorda i nomi dei neonati uccisi
Categorie: Cronaca

Per te