Centrodestra e centrosinistra in parità: Salis ribalta le primarie
Il quadro politico italiano si riavvicina: a maggio, secondo una rilevazione dell’Istituto Demopolis diretto da Pietro Vento, le due coalizioni principali risulterebbero di fatto alla pari in caso di ritorno alle urne per le Politiche. Il passaggio da un vantaggio netto del centrodestra a un equilibrio quasi completo segnala un’evoluzione rilevante dell’assetto elettorale progressivo verso una maggiore competizione tra gli schieramenti.
barometro politico demopolis: campo largo e centrodestra verso il pareggio
La misurazione di maggio indica che, nell’ipotesi di elezioni politiche “oggi”, il cosiddetto Campo largo (centrosinistra) mostrerebbe un lieve vantaggio: +0,5%. In termini comparativi, la situazione si capovolge rispetto a dicembre 2025, quando il centrodestra risultava avanti di oltre tre punti e mezzo.
Nello specifico, il Barometro politico dell’Istituto Demopolis attribuisce al centrosinistra il 45,8% e ai partiti dell’attuale maggioranza una quota appena sotto, pari al 45,3%. La fotografia elettorale include anche valutazioni per forze che corrono da sole: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci stimato al 3,6% e Azione al 2,7%.
composizione dell’area progressista analizzata da demopolis
La sfera progressista considerata nella rilevazione fa riferimento a un perimetro definito da mesi: Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, +Europa e Italia viva. All’interno di questo contesto, il centrosinistra raggiunge 45,8%, mentre la coalizione di maggioranza si attesta 45,3%.
trend demopolis: avvicinamento tra coalizioni e impatto del voto referendario
Il trend registrato dall’Indagine Demopolis evidenzia un riavvicinamento tra i due poli principali. Nel confronto tra dicembre e maggio, il Campo largo cresce dal 45% al 45,8%. Parallelamente, il centrodestra scende dal 48,6% al 45,3%.
Tra le cause richiamate nella rilevazione emerge un ruolo significativo legato alla partita referendaria, insieme a un fattore politico ulteriore: la nascita del partito di Vannacci viene indicata come elemento di pressione sull’assetto dell’area di centrodestra.
primarie e scelta del premier del centrosinistra: preferenze dell’elettorato
All’interno di uno scenario per le Politiche del 2027, che secondo l’analisi presenta un esito definito incerto, il direttore Pietro Vento assegna alle primarie un peso particolare nella selezione del candidato premier del centrosinistra. La rilevazione segnala che il 53% dell’elettorato progressista le giudica necessarie.
Il quadro non è uniforme: il 38% preferirebbe una soluzione senza passare dai gazebo. Per misurare lo stato dell’orientamento, l’Istituto Demopolis rileva le preferenze tra i leader dei due principali partiti della coalizione.
leader a confronto: schlein, conte e area indecisa
Se chiamati a scegliere tra i leader dei due maggiori partiti del campo progressista, l’indagine attribuisce:
- 44% alla segretaria del Partito democratico Elly Schlein
- 40% al presidente del M5S Giuseppe Conte
- 16% a chi risulta indeciso
scenario a tre candidati: conte in vantaggio su schlein, salis terza
Il quadro elettorale cambia nel caso in cui, tra i candidati per la successione di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, venisse considerata anche la sindaca di Genova Silvia Salis. In una partita a tre, l’indagine stima un esito in cui Conte risulterebbe il primo candidato con 35%.
Nel confronto diretto, Conte supera di 3 punti Schlein, che in questo scenario viene collocata al 32%. Silvia Salis ottiene invece 20%.
principali figure politiche citate nella rilevazione
La rilevazione coinvolge diversi protagonisti politici indicati direttamente nei dati e negli scenari proposti:
- Pietro Vento
- Elly Schlein
- Giuseppe Conte
- Silvia Salis
- Giorgia Meloni
- Roberto Vannacci

