Centrodestra diviso e agrigento al voto con 4 candidati sindaco tra strascichi del flop capitale della cultura

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Centrodestra diviso e agrigento al voto con 4 candidati sindaco tra strascichi del flop capitale della cultura

Tra incontri, annunci e smentite, ad Agrigento la competizione per le comunali si accende senza riuscire a trovare una linea condivisa nel centrodestra. La città arriva a fine mandato con un contesto politico frammentato e con l’ombra del fallimento della Capitale della Cultura, mentre il voto di domenica 25 e lunedì 26 maggio chiamerà gli elettori a scegliere tra due candidature del centrodestra e gli sfidanti provenienti da area progressista e da liste civiche.

elezioni comunali ad agrigento: due candidati del centrodestra senza accordo unitario

Il centrodestra non riesce a convergere su un’unica candidatura sindacale, lasciando spazio a due diversi nomi in corsa per le elezioni comunali. L’impossibilità di definire un accordo complessivo apre così la strada a una campagna elettorale strutturata su assetti distinti, chiamata a confrontarsi con un candidato del campo progressista e con un civico.

capitale della cultura 2025: il flop e le ricadute sulla corsa elettorale

La tornata elettorale si svolge con lo sfondo del fallimento di Agrigento Capitale della Cultura 2025, caratterizzato da gaffe, intoppi organizzativi e da una bocciatura della Corte dei conti sull’uso di circa sei milioni di euro di fondi. L’evento ha inoltre lasciato tracce concrete nelle settimane di preparazione, con lavori e interventi rimediati dopo criticità legate all’asfalto steso rapidamente per accogliere il presidente Sergio Mattarella.

francesco miccichè fuori dalla ricandidatura: dinosauri politici e scelta del nome

L’attuale sindaco Francesco Miccichè appare tra i principali riferimenti del ciclo che ha accompagnato la Capitale della Cultura 2025. Nel tempo ha ridimensionato le critiche, considerate “cattiverie”, e ha invitato la cittadinanza a gestire in modo più diretto le questioni “in casa”. Nonostante ciò, il percorso politico si chiude senza una nuova corsa: Miccichè viene indicato come agnello sacrificale del fiasco e per lui non è prevista la ricandidatura.

dinio alonge come scelta finale del centrodestra

Gli sponsor politici che hanno sostenuto la sindacatura uscente convergono, dopo lunghe meditazioni, sul nome dell’avvocato Dino Alonge. Dietro la candidatura si colloca un’area politica ampia, che include Popolari e autonomisti del deputato regionale ed ex assessore Roberto di Mauro, Fratelli d’Italia con il parlamentare nazionale Lillo Pisano e Forza Italia con il deputato regionale Riccardo Gallo, oltre a Udc e a una lista civica degli azzurri.

inchieste su di mauro e pisano: rischi legati all’immagine e al voto

In fase di campagna emergono però elementi di tensione. Roberto di Mauro risulta indagato nell’inchiesta della Procura di Agrigento su un presunto giro di tangenti nelle pubbliche forniture, includendo anche lavori per la nuova rete idrica. Lillo Pisano è invece indagato per truffa e peculato, con attenzione all’uso di fondi regionali e comunali destinati a eventi culturali; l’emersione dell’indagine viene collocata a fine marzo, poco dopo il rientro del parlamentare in Fdi.

Lo scenario si collega anche alle polemiche social legate a vecchi post in cui Pisano definiva Adolf Hitler “un grande statista”, con successive minimizzazioni da parte dello stesso. In questo quadro, la candidatura di Alonge si muove tra peso elettorale degli sponsor, presenza ingombrante e i rischi derivanti dalla percezione di una continuità con l’amministrazione precedente, oltre all’attenzione per il possibile voto disgiunto.

michele sodano per il campo progressista: m5s escluso dal simbolo, ma presente nei programmi

Il boomerang legato alla Capitale della Cultura diventa un’occasione anche per Michele Sodano, indicato come il più giovane dei candidati. Ex deputato nazionale ed eletto con il Movimento 5 stelle, prova a conquistare un feudo del centrodestra. A sostenere la candidatura si schiera il fronte progressista con Pd, che rilancia il proprio simbolo dopo averlo tenuto chiuso alle ultime comunali, e con la Casa riformista dei renziani.

no all’uso del simbolo m5s e rischio caos nelle liste

Non è prevista la lista del M5s: da Roma arriva un no all’utilizzo del simbolo nella scheda elettorale. La decisione provoca tensioni tra i candidati al consiglio comunale, già impegnati a preparare facsimili con il logo del Movimento. Sodano, inoltre, è ricordato come espulso dal M5s nel 2021 per non aver dato il proprio assenso al governo Draghi e per le critiche rivolte al leader Giuseppe Conte.

Nel programma elettorale di Sodano compare però il simbolo del Movimento 5 stelle e i candidati M5s trovano spazio in altre liste a sostegno. La candidatura è descritta come espressione del movimento fondato dal deputato regionale ed ex Iena Ismaele La Vardera, oggi molto presente in campagna elettorale. Per La Vardera si tratta del primo vero banco di prova per il partito chiamato ControCorrente.

taormina e altre voci di sicilia: cateno de luca a sostegno di luigi gentile

La competizione elettorale ad Agrigento, in un contesto in cui l’attenzione dei cittadini è richiamata dalla questione idrica e dai turni di distribuzione in vista dell’estate, attira anche figure politiche da altre aree della Sicilia. Un esempio è il sindaco di Taormina Cateno De Luca, chiamato a fare da contraltare a La Vardera.

de luca tra sostegno elettorale e lista con noi moderati

De Luca è indicato come vicesindaco designato dell’altro candidato del centrodestra, Luigi Gentile, descritto come ex finiano oggi leghista. Per sostenerlo viene presentata anche una lista in tandem con Noi Moderati, unica insieme a una civica a non esprimere il numero massimo di aspiranti consiglieri, 24.

Nei comizi non mancano attacchi all’“altro” centrodestra, mentre Gentile, ex deputato regionale e già assessore in Sicilia per Infrastrutture, Lavori pubblici e Formazione, è sostenuto anche da Lega e da Democrazia cristiana.

democrazia cristiana e assenza di totò cuffaro per motivi giudiziari

La Democrazia cristiana in questa tornata elettorale risulta orfana del suo fondatore, Totò Cuffaro, finito a dicembre ai domiciliari per corruzione. Dopo un percorso di pena legato a una condanna per favoreggiamento alla mafia, con il tempo in carcere a Rebibbia, viene indicato che Cuffaro abbia ottenuto di patteggiare tre anni senza carcere nell’ambito di una nuova inchiesta su appalti e nomine nella sanità.

Il testo evidenzia che dal venerdì risulta tornato in libertà, con un limite: non potrà frequentare soggetti con cariche politiche, secondo le prescrizioni accessorie della sentenza. L’assenza può avere ricadute per un partito che in città ha già registrato una diaspora dal gruppo consiliare, e per questo la lista in Comune viene presentata dal genero Marco Zambuto, già sindaco della “Città dei Templi” nel 2007, ricordato anche per il motto “il coraggio di cambiare” e per i cambi di appartenenza politica nel tempo.

giuseppe di rosa civico: contestazione ai partiti e scena sul palco del pirandello

Chiude la rosa dei candidati in cerca di fascia tricolore Giuseppe Di Rosa, descritto come l’unico civico. La sua campagna si basa sulla contestazione della presenza dei partiti dietro gli altri candidati.

no ai simboli di partito: percorso politico e ritorno in corsa

Di Rosa è indicato come ex vicepresidente del Consiglio comunale ed ex coordinatore provinciale di “Noi con Salvini”, oltre che già candidato sindaco nel 2015 senza successo. In passato aveva annunciato il ritiro dalla politica, per poi cambiare idea, tornando nuovamente in corsa con il sostegno di due liste. Dopo essere stato sponsor dell’allora candidato Francesco Miccichè, diventa uno dei principali contestatori.

confronto pubblico al pirandello: test antidroga e colpo di scena

Di Rosa risulta protagonista anche di una scena “teatrale” durante un confronto pubblico sul palco del Pirandello: durante il dibattito distribuisce contenitori per urine, sfidando gli altri candidati a sottoporsi a un test antidroga. Successivamente arriva il colpo di scena: Sodano e Alonge tirano fuori dalle tasche le buste con gli esiti negativi già ottenuti con analisi effettuate in anticipo.

327 candidati e caos da ordinare: la campagna elettorale nel segno di “contrata caos”

Con 327 candidati in corsa per i 24 posti da consigliere comunale e con quattro personaggi impegnati per conquistare il ruolo di vertice cittadino, gli elettori agrigentini sono chiamati a mettere ordine in una campagna segnata da frammentazioni e contrasti. Il clima viene richiamato anche dallo stesso nome con cui compare, sui cartelli stradali, la zona della casa natale di Luigi Pirandello: “contrata Caos”, associata alla dicitura “Valle di Templi”, in un’eco di scivoloni che accompagna la perdita di centralità della non più Capitale della Cultura.

personaggi in primo piano nelle candidature

  • Francesco Miccichè
  • Dino Alonge
  • Roberto di Mauro
  • Lillo Pisano
  • Riccardo Gallo
  • Michele Sodano
  • Ismaele La Vardera
  • Cateno De Luca
  • Luigi Gentile
  • Totò Cuffaro
  • Marco Zambuto
  • Giuseppe Di Rosa
Centrodestra diviso e gli strascichi del flop di Capitale della Cultura: Agrigento al voto con 4 candidati sindaco e lotte intestine

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