Censura in Europa contro campagne pro life: cosa sta succedendo

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Censura in Europa contro campagne pro life: cosa sta succedendo

La libertà di espressione, e il modo in cui può essere limitata da norme e pratiche applicate in ambito europeo, è stata al centro di un confronto istituzionale nella Camera dei Deputati. In un intervento a margine di un evento dedicato alla censura e al tema del cosiddetto “bavaglio” alle opinioni pro life, Jacopo Coghe ha posto l’attenzione sull’impatto delle regole europee e sui provvedimenti che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero portato a una compressione della libertà di espressione dei cittadini.

libertà di espressione e normativa europea: il focus sul digital services act

Jacopo Coghe, portavoce e vicepresidente di Pro Vita e Famiglia, ha impostato il ragionamento a partire dall’Europa e dalle normative adottate dall’Unione Europea. Al centro dell’attenzione è stato il Digital Services Act, indicato come elemento che, nella prospettiva espressa durante l’iniziativa, contribuirebbe a comprimere la libertà di espressione dei cittadini europei.

Nel corso del confronto, Coghe ha collegato la cornice normativa a un tema più ampio: la rimozione e la censura delle comunicazioni considerate, dall’associazione, riconducibili a un tentativo di limitare la possibilità di far circolare idee pubbliche.

pro vita e famiglia e denuncia della censura: rimozione di campagne pubbliche

All’interno dell’iniziativa, il portavoce ha denunciato una situazione definita “compressione della libertà di espressione”, descritta come avvenuta tramite la rimozione e la censura di specifiche attività di comunicazione. Nella ricostruzione fornita, sarebbero state coinvolte 12 campagne di comunicazione pubbliche promosse dall’associazione negli ultimi anni.

le campagne citate: aborto e libertà educativa dei genitori

Le campagne ricordate riguarderebbero temi contro l’aborto e iniziative a tutela della libertà educativa dei genitori. L’intervento ha quindi collegato la contestazione alla rimozione di messaggi pubblici a contenuti considerati sensibili nell’ambito del dibattito sociale e culturale.

principio di tutela: espressione civile e responsabilità dello stato

Nel merito della libertà di espressione, Coghe ha ribadito una posizione fondata su un principio generale: le idee possono essere diverse e ognuno può formarsi opinioni su temi specifici. Il punto centrale, come espresso durante l’intervento, riguarda il fatto che le opinioni vengano espresse in modo civile e corretto.

Secondo quanto dichiarato dal portavoce, uno Stato dovrebbe tutelare la libertà di espressione, purché l’esercizio del diritto avvenga in modo rispettoso e conforme alle regole della comunicazione civile.

evento alla camera dei deputati: censura e bavaglio alle opinioni pro life

L’iniziativa si è svolta presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, con un focus sulla censura e sul cosiddetto “bavaglio” alle opinioni pro life. Nell’ambito dell’incontro, la denuncia ha riguardato la rimozione di campagne pubbliche e il collegamento tra il quadro regolatorio europeo e l’effetto percepito sulla libertà di espressione.

Personaggi menzionati:

  • Jacopo Coghe

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