Caso Garlasco: oggi Sempio in procura, cosa succederà e decisioni attese
Sempio entra nella fase decisiva della nuova indagine riaperta sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco. Oggi, mercoledì 6 maggio, l’indagato varca la porta della Procura di Pavia e si siede davanti al procuratore aggiunto Stefano Civardi, titolare dell’inchiesta insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. L’incontro assume un valore particolare perché si tratta del primo faccia a faccia dopo un mancato confronto avvenuto un anno fa, quando per un errore procedurale Sempio decise di non presentarsi.
Andrea Sempio e Procura di Pavia: interrogatorio e facoltà di non rispondere
Alla base della scelta difensiva c’è la motivazione secondo cui le indagini non risultano chiuse e, di conseguenza, il quadro probatorio con cui confrontarsi in sede di interrogatorio non sarebbe ancora completo. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti spiegano che Sempio, avvalendosi del codice, intende si avvarrà della facoltà di non rispondere. L’atto si inserisce in un percorso che la difesa collega alla possibile richiesta di confronto in una fase successiva, eventualmente dopo la chiusura indagine, considerata imminente.
interrogatorio con procuratore aggiunto stefano civardi
La presenza di Stefano Civardi davanti al quale Sempio si presenterà oggi rappresenta il perno dell’appuntamento giudiziario. La partecipazione dei pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano completa il quadro dell’ufficio requirente coinvolto nel fascicolo riaperto. La tempistica dell’interrogatorio si intreccia con la necessità, evidenziata dalla difesa, di leggere atti, testimonianze e consulenze raccolte nell’arco di un anno e mezzo di indagini.
strategia difensiva e motivazioni tecniche: dna, impronte e ricostruzione
La strategia adottata da Sempio muove dal presupposto di non rispondere al buio. La difesa indica come punto centrale la possibilità di prendere visione del materiale accumulato durante le investigazioni. Nel merito, contro l’indagato vengono richiamati elementi tecnici presenti nel fascicolo: da un lato la perizia sul dna, dall’altro un’impronta rilevata sulla scala del luogo in cui la vittima, secondo l’accusa, è stata colpita alla testa.
perizia dna sulle unghie e contestazione sul significato del reperto
Secondo l’impostazione della perizia, il dna risulterebbe compatibile con la linea maschile rispetto a quello trovato sulle unghie della vittima. La genetista Denise Albani avrebbe indicato come impossibile stabilire se tale materiale derivi da contatto diretto oppure da trasferimento indiretto. Dal canto suo, i consulenti dell’indagato contestano la rilevanza del reperto e affermano che l’impronta genetica non sarebbe attribuibile a Sempio.
impronta 33 sulla scala: attribuzione contestata dai consulenti
La ricostruzione accusatoria richiama anche un’impronta individuata sul numero 33, che, secondo chi indaga, sarebbe lasciata dall’assassino sulla scala dove la ventiseienne sarebbe stata colpita ulteriormente alla testa. I consulenti di Sempio ritengono che tale impronta non sia attribuibile all’indagato.
accuse e movente: rifiuto di avance e contenuti online “andreas”
La Procura di Pavia non avrebbe ancora fornito l’orario, rivisto rispetto alla Cassazione, in cui sarebbe avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007. Dall’impostazione dell’accusa emerge un orientamento critico verso l’alibi di Sempio, collegato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, ritenuto non pienamente credibile.
Nei contenuti rientrano anche elementi che si collegano al presunto movente. La Procura sarebbe orientata a inserire nella chiusura indagine le numerose chat a firma “Andreas”. La ricostruzione descrive Sempio accusato del delitto aggravato da motivi abietti e da crudeltà: nei messaggi online emergerebbe un’ossessione verso una ragazza. La difesa, però, sostiene che la giovane indicata nelle chat non sarebbe Chiara Poggi ma una barista di una birreria, precisazione accompagnata dall’esibizione di altre conversazioni.
marco poggi testimone: rapporti, video protetti da password e nuovi elementi
Per oggi è prevista una risposta sicuramente in veste di testimone da Marco Poggi, fratello della vittima, convocato a Pavia con indicazioni che, salvo sorprese, porterebbero a una sua presenza. Il confronto segue un precedente: a distanza di un anno, Marco Poggi era stato chiamato in contemporanea con Sempio, quando però l’intervento accusatorio vedeva anche Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 15 anni di carcere come unico assassino dell’allora fidanzato.
villetta di via pascoli a garlasco e accesso dell’amico
Oggi Marco Poggi sarebbe chiamato a chiarire nuovamente le stanze della villetta di via Pascoli a Garlasco in cui aveva accesso l’amico. La convocazione riguarda anche i rapporti tra la sorella e l’indagato, oltre al contenuto dei video intimi della ventiseienne e di Stasi, protetti da password, che sarebbero stati trovati nel computer di casa.
visualizzazione esclusa dalla perizia e consulenza recente della procura
La perizia sul punto, secondo quanto riportato, avrebbe escluso tracce di visualizzazione dei file. Una recente consulenza della Procura potrebbe però aver apportato elementi differenti. Nel 2007, Marco Poggi aveva sostenuto di non aver mai visto quei contenuti, mentre per chi indaga tali video potrebbero essere considerati centrali nel movente del delitto.
persone coinvolte nell’udienza e figure citate
Nel contesto della convocazione odierna e delle figure collegate alle dinamiche descritte emergono i seguenti nominativi:
- Andrea Sempio
- Stefano Civardi
- Giuliana Rizza
- Valentina De Stefano
- Angela Taccia
- Liborio Cataliotti
- Denise Albani
- Marco Poggi
- Alberto Stasi