Casinò di saint-vincent in amministrazione giudiziaria: rimuovere situazioni tossiche e illegali
Dopo sei mesi di indagini, sequestri e persone iscritte nel registro degli indagati, il Tribunale di Torino ha disposto l’amministrazione giudiziaria per il Casinò di Saint–Vincent. Il provvedimento rappresenta un passaggio rilevante perché si tratta della prima applicazione di questo tipo di misura a una casa da gioco, inserita all’interno di un’indagine più ampia avviata nel dicembre 2025.
amministrazione giudiziaria Casinò di Saint–Vincent: il decreto del Tribunale di Torino
Il decreto nasce da un quadro investigativo che coinvolge operazioni e sospetti legati al riciclaggio e a condotte ritenute illecite. Nelle motivazioni del provvedimento è indicato un “sistema di riciclaggio incentrato sulla casa da gioco valdostana”, collegato a reati tra cui associazione a delinquere, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.
Secondo l’impostazione adottata dal Tribunale, il sistema avrebbe potuto svilupparsi anche grazie a una inerzia ritenuta ingiustificata da parte dell’amministratore e di altri dirigenti. Da qui deriva l’osservazione secondo cui la società, per colpa, non avrebbe predisposto una struttura organizzativa adeguata e idonea a impedire i reati contestati.
poteri agli amministratori giudiziari per eliminare le criticità
Il Casinò sarà affidato a due amministratori giudiziari che, nel periodo iniziale di un anno, avranno poteri specifici per “eliminare le criticità”. L’obiettivo è intervenire sulle condizioni che avrebbero reso l’ambiente più permeabile rispetto ad attività illegali.
inchiesta avviata nel dicembre 2025: sequestri e numero degli indagati
L’intero impianto investigativo prende avvio nel dicembre 2025. La Guardia di Finanza di Aosta ha condotto accertamenti che hanno portato a coinvolgere 33 persone a vario titolo e a disporre sequestri per circa 5 milioni di euro.
Le risultanze dell’attività svolta hanno poi trovato coordinamento nell’area giudiziaria competente, con un’inchiesta definita ampia e strutturata su più figure.
colpa di organizzazione e controlli mancati secondo il Tribunale
Le motivazioni del provvedimento richiamano la posizione dei vertici dirigenziali: pur non risultando direttamente coinvolti nei reati contestati, viene sostenuto che non siano state prese iniziative per arginare le criticità. Nel testo si parla di una condotta descritta come “sorvolare negligentemente” sugli obblighi di controllo.
Il Tribunale collega tali elementi alla contestazione di “colpa di organizzazione”: la società sarebbe stata dotata, sulla carta, di procedure pensate per impedire condotte criminose, ma i fatti avrebbero mostrato una mancata applicazione delle regole cautelari.
società proprietaria del Casinò e contesto operativo
Il Saint-Vincent è della società pubblica Casino de la Vallée Spa, ma risulta posseduta dalla Regione autonoma della Val d’Aosta. La ricostruzione giudiziaria, come riportato nelle motivazioni, mira a incidere sulle condizioni interne che avrebbero favorito l’attecchimento di pratiche illecite.
Nel linguaggio usato dal Tribunale, l’amministrazione giudiziaria viene indicata come l’unica misura idonea per rimuovere quelle che vengono definite “situazioni tossiche”, considerate il terreno favorevole per trasformare una struttura “ampiamente rinomata” in un contesto più facilmente permeabile ad attività illegali.
inchiesta coordinata a Torino: figure indagate e ipotesi contestate
L’indagine è coordinata dalla Procura di Torino diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri ed è caratterizzata dalla presenza di numerose persone coinvolte. Un esempio riguarda l’imprenditore Aldo Spinelli, indagato per la presunta corruzione di due funzionari del Casinò: Augusto Chasseur Vaser e Cristiano Sblendorio.
episodio dei 85mila euro e “mancia” secondo l’accusa
Secondo quanto contestato, Spinelli avrebbe effettuato nella casa da gioco il cambio di 85mila euro in contanti, lasciando mille euro ai due funzionari come “mancia” per la transazione. La ricostruzione sottolinea che l’operazione avrebbe superato la soglia antiriciclaggio, motivo per cui non avrebbe potuto essere accettata secondo le regole previste.
riciclaggio e perquisizione: 130mila euro in contanti
Tra le persone coinvolte compare anche Caterina Morgia, indicata come indagata per riciclaggio. In occasione di una perquisizione avvenuta a dicembre presso la sua abitazione, la Guardia di Finanza avrebbe rinvenuto 130mila euro in contanti.
Personaggi e figure citate
- Giovanni Bombardieri
- Aldo Spinelli
- Augusto Chasseur Vaser
- Cristiano Sblendorio
- Caterina Morgia
