Carlo petrini morto, addio al fondatore di slow food

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Carlo petrini morto, addio al fondatore di slow food

Una vita interamente dedicata a trasformare il rapporto tra cibo, società e ambiente: Carlo Petrini, scomparso nella tarda serata di ieri, ha costruito nel tempo un’eredità fatta di idee, comunità e progetti capaci di collegare gastronomia, cultura del territorio e diritti fondamentali. La sua figura è legata alla promozione del diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutti, riassunti in una massima che ha segnato il suo percorso: “Chi semina utopia, raccoglie realtà”.

carlo petrini: morte e profilo di una figura chiave del cibo

Nato nel 1949 a Bra, in provincia di Cuneo, e morto nella stessa città, Carlo Petrini è stato gastronomo, scrittore e giornalista. Per la sua presenza nella sfera pubblica e per l’impegno sui temi alimentari, ha costruito un ruolo riconosciuto anche a livello internazionale, diventando un riferimento per chi ha sostenuto l’idea di un sistema alimentare più sostenibile e più equo.

Nel contesto editoriale, era tra le firme del mensile MillenniuM ed era membro del consiglio scientifico della scuola del Fatto Quotidiano. Il percorso di riconoscimenti e responsabilità ha consolidato la sua influenza, fino a renderla visibile anche fuori dall’Italia: nel 2004 è stato nominato “Eroe europeo” dalla rivista Time e nel 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito, unico italiano, tra le cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo.

slow food e terra madre: la spinta verso un sistema alimentare sostenibile e giusto

Carlo Petrini è stato fondatore di Slow Food, organizzazione promotrice di un sistema alimentare sostenibile e giusto. A questa dimensione si è intrecciata anche la creazione di Terra Madre, rete mondiale che mette in connessione contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori.

Terra Madre opera nella difesa della sovranità alimentare, della biodiversità e di un modello di agricoltura sostenibile, unendo attori diversi con un obiettivo comune. Il linguaggio dell’impegno di Petrini si è tradotto in iniziative che puntano a creare legami reali tra chi produce, chi studia e chi consuma.

università, comunità e rete territoriale: progetti legati al cibo come cultura

Tra i traguardi citati spicca la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), presentata come prima istituzione accademica al mondo capace di offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Accanto a questo, Petrini è ricordato anche per la realizzazione delle Comunità Laudato Sì.

Le Comunità Laudato Sì, descritte come una rete di circa 80 realtà territoriali, riuniscono persone di ogni fede accomunate dall’amore per la casa comune. Le iniziative vengono svolte in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco, citata come un punto di riferimento per l’orientamento complessivo delle attività.

Nel testo si sottolinea inoltre un elemento specifico: nella pubblicazione Edizioni San Paolo la prefazione è affidata a un laico, Carlo Petrini, che non si definisce un credente.

riconoscimenti e incarichi internazionali: ambiente, sviluppo sostenibile e fame zero

Il percorso formativo e professionale include un’uscita dall’università di Trento con quattro esami ancora da completare nel corso di Sociologia. Da lì, il fondatore di Slow Food ha viaggiato in varie parti del mondo partecipando a conferenze, incontrando le comunità di Terra Madre e tenendo lezioni in università di prestigio. Nel tempo ha ricevuto diverse lauree honoris causa.

partecipazione ad appuntamenti ONU e premi ambientali

Il contributo di Petrini su ambiente e sviluppo sostenibile è stato riconosciuto anche dalle Nazioni Unite. Nel 2012 è intervenuto al Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni a New York. Alla conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile Rio+20, in Brasile, ha partecipato al dialogo globale su sicurezza alimentare e nutrizione.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio Champion of the Earth 2013 nella categoria “Ispirazione e Azione”. Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa.

presenze istituzionali e inviti legati al tema dell’ecologia integrale

Nel 2019 ha preso parte al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano, invitato da Papa Francesco. Nel testo viene anche ricordato un legame personale: Papa Francesco è indicato come amico di Carlo Petrini, nel parallelo con un riferimento a Re Carlo d’Inghilterra.

relazioni politiche e memoria di un impegno costante

Nel 2007 Carlo Petrini è stato tra i 45 membri del comitato promotore del Pd. La ricostruzione aggiunge che aveva amicizie anche nel centrodestra, citando in particolare l’ex presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, indicato come componente del cda dell’Università di Pollenzo.

La memoria dell’impegno personale è collegata a una descrizione del suo modo di agire: Petrini è presentato come una persona capace di sognare e divertirsi, ma anche di costruire e ispirare verso un riscatto sociale, lavorando con le persone, con attenzione anche ai giovani. Nel testo vengono richiamati valori come fraternità, intelligenza affettiva e una austera anarchia.

La scomparsa è accompagnata dalla promessa di continuità formulata da Slow Food: l’energia e l’empatia di Carlo Petrini, insieme alla sua voglia di fare e al suo esempio di vita, vengono indicati come una forza capace di guidare l’azione collettiva.

personalità menzionate

Nel ricordo e nelle ricostruzioni delle esperienze vengono citate queste personalità:

  • Carlo Petrini
  • Papa Francesco
  • Carlo Petrini (citato anche come laico autore della prefazione)
  • Enzo Ghigo
  • Re Carlo d’Inghilterra
Addio a Carlo Petrini, il visionario che con “Slow Food” inventò un sistema alimentare sostenibile e giusto
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