Bullismo vittimberga impegno civile e ricostruire il noi come antidoto

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Bullismo vittimberga impegno civile e ricostruire il noi come antidoto

Lotta al bullismo, responsabilità collettiva e inclusione: l’intervento del Direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, alla Maratona del bullismo a piazza Mastai a Roma, ha posto l’accento su un passaggio centrale. L’impegno civile viene indicato come antidoto perché rafforza empatia e partecipazione, spostando il focus dall’“io” al “noi”.

maratona del bullismo a piazza mastai: l’impegno civile contro il fenomeno

Nel corso della partecipazione all’evento, Vittimberga ha richiamato l’idea secondo cui l’impegno civile costituisce uno dei strumenti più efficaci per contrastare il bullismo. La linea espressa collega questo impegno a una responsabilizzazione dei soggetti coinvolti, alla costruzione di empatia e alla trasformazione della dimensione individuale in un orizzonte comune.

La riflessione si è estesa anche al ruolo della fiducia sociale, con un richiamo alle responsabilità delle istituzioni. La lotta al bullismo, secondo quanto affermato, non può essere limitata al perimetro della scuola e delle famiglie, ma richiede un coinvolgimento strutturale di più ambiti sociali e culturali.

coinvolgere istituzioni, lavoro, sport, cultura e comunicazione

Secondo l’indicazione proposta, le istituzioni sono chiamate a contribuire alla costruzione di fiducia sociale e a sostenere una strategia ampia. Alla prospettiva tradizionale vengono affiancati ulteriori settori, citati esplicitamente: mondo del lavoro, sport, cultura e comunicazione.

Un punto ulteriore riguarda la scelta dell’Inps di instaurare un dialogo con i giovani adottando linguaggi riconoscibili. Il riferimento include fumetti, gaming, oltre a sport e social.

costruire una società in cui nessuno senta il bisogno di schiacciare altri

La finalità richiamata sintetizza la “vera lotta al bullismo” come processo di costruzione sociale: una società in cui nessuno avverta il bisogno di affermarsi schiacciando qualcun altro. In tale impostazione, il contrasto al fenomeno non si esaurisce in una risposta puntuale, ma mira a un cambiamento più ampio della convivenza.

recupero dei giovani Neet: marginalizzazione, opportunità e vulnerabilità

Un’altra direttrice dell’intervento riguarda il recupero dei giovani che restano ai margini della società. È stato sottolineato che il contrasto al bullismo passa anche da questo aspetto, poiché la marginalizzazione può iniziare molto presto e manifestarsi in diverse forme.

Tra i fattori indicati figurano l’abbandono scolastico, la povertà educativa, la solitudine digitale e la mancanza di opportunità. In questa cornice viene evidenziato che un ragazzo che sm[]tte di credere nel proprio futuro risulta più vulnerabile.

neet e reinserimento: lavoro, formazione e partecipazione sociale

Il recupero dei giovani Neet—definiti come coloro che non studiano, non lavorano e non si formano—viene descritto come una grande questione, insieme sociale e civile. Il reinserimento viene indicato come elemento in grado di modificare la percezione di appartenenza: ogni giovane reinserito in lavoro, formazione e partecipazione sociale torna a sentirsi parte di una comunità.

bullismo come frattura del legame sociale e ruolo del welfare

Secondo quanto riportato, il bullismo non viene considerato soltanto un episodio individuale, ma il sintomo di una frattura più profonda della comunità. Il fenomeno sarebbe più propenso a svilupparsi dove si indebolisce il senso di appartenenza collettiva, dove qualcuno si sente invisibile e dove il legame sociale si rompe.

In questo quadro, il welfare viene descritto come uno strumento di coesione sociale capace di impedire che le fragilità si trasformino in esclusione permanente. L’inclusione viene definita non solo come misura economica, ma come misura relazionale e democratica.

personalità citata

La comunicazione e le dichiarazioni riportate fanno riferimento a:

  • Valeria Vittimberga (Direttore generale dell’Inps)
Categorie: Politica

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