Bin salman record di esecuzioni 2015 in arabia saudita oltre 2000 condanne

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Bin salman record di esecuzioni  2015 in arabia saudita oltre 2000 condanne

Nel corso degli ultimi anni, l’Arabia Saudita ha intensificato l’esecuzione di condanne a morte fino a superare una soglia storicamente rilevante. Con le ultime impiccagioni di aprile, il totale delle condanne eseguite dal 2015 ha raggiunto e oltrepassato quota 2000, secondo un monitoraggio dell’organizzazione saudita europea per i diritti umani.

condanne a morte in arabia saudita dal 2015: oltre 2000 esecuzioni

Il conteggio prende avvio dal gennaio 2015, periodo in cui si colloca l’ascesa politica di Mohamed bin Salman. Le esecuzioni monitorate includono molteplici fattispecie, con un incremento descritto come senza precedenti sotto la sua leadership.

evoluzione del potere di mohamed bin salman

Il percorso citato per Mohamed bin Salman si sviluppa in più fasi: inizialmente come ministro della Difesa e segretario generale della corte reale durante il regno del padre Salman bin Abdulaziz. Successivamente, dal giugno 2017 arriva la nomina a principe ereditario, mentre dal settembre 2022 ottiene il ruolo di primo ministro. L’aumento delle esecuzioni viene collegato, nel rapporto, alla fase di governo attribuita a questa crescita di responsabilità.

tipologie di esecuzione: omicidio, droga, reati politici e minori

Le condanne descritte riguardano omicidio e droga, reati politici, casi contro lavoratori e lavoratrici migranti e anche esecuzioni di minorenni al momento dell’arresto. L’analisi evidenzia una molteplicità di categorie, con un incremento che nel monitoraggio risulta particolarmente accentuato.

minorenni tra le esecuzioni: continuazione nonostante gli impegni

Secondo il monitoraggio, dal 2015 al numero complessivo delle esecuzioni di rei minorenni è 17. Di queste, 13 sarebbero avvenute dopo l’emanazione della legge del 2018. Inoltre, risulta che sei minorenni, al momento del reato, rischiano ancora l’impiccagione.

promesse e divieti dichiarati: pene di morte ridotte e limitazioni sui minori

Il rapporto ricostruisce dichiarazioni della leadership saudita volte a presentare un quadro opposto rispetto all’aumento delle esecuzioni. Nel 2018 Mohamed bin Salman avrebbe annunciato una diminuzione del ricorso alla pena di morte e il suo mancato utilizzo per minori al momento del reato, richiamando un divieto contenuto nella Legge sui giovani del 2018. Tale impostazione viene indicata come ribadita da un decreto reale del 2020. Nel 2022 sarebbe arrivata un’ulteriore promessa: la pena di morte avrebbe dovuto essere prevista solo per omicidio intenzionale.

record di esecuzioni nel 2024 e 2025

Nel monitoraggio viene riportato che il 2024 e il 2025 hanno segnato due record consecutivi, con un dato riferito all’anno scorso di 356 esecuzioni. Il proseguimento di casi legati anche a rei minorenni risulta, nel resoconto, in contraddizione con gli impegni richiamati nelle dichiarazioni.

percentuali delle esecuzioni: omicidio intenzionale, reati politici e tribunale antiterrorismo

Le tipologie delle esecuzioni vengono quantificate con percentuali specifiche. Il 43,9% del totale riguarda omicidio intenzionale. Nel 14% dei casi rientrano reati politici, giudicati dal Tribunale penale speciale, indicato come una corte antiterrorismo.

moratoria per la droga: promessa disattesa e quota crescente

Un ulteriore impegno riportato nel monitoraggio riguarda la droga. La moratoria sulle esecuzioni per reati di droga sarebbe stata annunciata nel 2021 dalla Commissione saudita per i diritti umani, descritta come un organismo governativo. Il rapporto evidenzia però che solo il 35% delle 2000 esecuzioni dal 2015 sarebbe legato a reati di droga, mentre per il 2025 le esecuzioni per droga sarebbero salite al 67% di quelle registrate nell’anno.

cittadini stranieri e paesi di provenienza: 845 esecuzioni su 2000

Un dato centrale riguarda la nazionalità delle persone colpite da esecuzioni. Il 42% del totale, pari a 845 su 2000, riguarda cittadini stranieri provenienti da 34 stati dell’Asia e dell’Africa. Nel monitoraggio viene indicata anche la presenza di un caso di nazionalità statunitense.

processi dei lavoratori migranti: assistenza legale insufficiente

Il rapporto descrive i procedimenti nei confronti di lavoratori e lavoratrici migranti come al di sotto degli standard internazionali. Vengono segnalate insufficiente assistenza legale e assenza di servizi di interpretariato. È richiamata inoltre una tendenza degli stati di origine a non protestare, limitandosi a suppliche di natura umanitaria per evitare di compromettere i rapporti con un mercato del lavoro di grandi dimensioni, che genera ingenti rimesse dall’estero.

casi di vittime di traffico e violenze

Il monitoraggio riporta che, in diversi casi, sono state messe a morte lavoratrici domestiche vittime di traffico di esseri umani o che avevano subito violenza da parte dei datori di lavoro.

figure politiche citate nel quadro delle esecuzioni

Il monitoraggio collega la gestione politica del periodo analizzato a figure di rilievo indicate nel racconto della carriera e delle responsabilità di governo.

  • Mohamed bin Salman
  • Salman bin Abdulaziz
Il record di bin Salman: dal 2015 in Arabia Saudita oltre 2000 esecuzioni

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