Biennale sospetti sulla violazione delle sanzioni alla russia e risposta dell ue all italia

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Biennale sospetti sulla violazione delle sanzioni alla russia e risposta dell ue all italia

La Commissione europea ha avanzato una richiesta formale di nuovi chiarimenti all’Italia riguardo al padiglione russo ospitato alla Biennale di Venezia. La richiesta è stata resa nota da La Repubblica, secondo cui nell’oggetto della lettera indirizzata al rappresentante permanente a Bruxelles, Vincenzo Celeste, l’Unione chiede spiegazioni sul rispetto delle sanzioni Ue.

commissione ue chiede chiarimenti sull’osservanza delle sanzioni

Dal tenore della comunicazione emerge che l’esecutivo Ue non risulterebbe soddisfatto delle risposte fornite finora dal governo italiano. La Commissione, infatti, avrebbe maturato il sospetto che possano essersi configurate violazioni delle misure europee adottate contro Mosca.

La contestazione, come ricostruita, ruoterebbe attorno a due passaggi specifici del regolamento sulle sanzioni. In base a quanto riportato, i profili ritenuti critici riguarderebbero sia possibili forme di supporto economico, sia la prestazione di servizi collegati alla partecipazione russa alla mostra.

articolo 5t: divieto di donazioni e sostegno economico

Il primo riferimento è l’articolo 5t, che vieta di accettare donazioni, benefici economici o sostegno—incluse finanziamenti e assistenza finanziaria—direttamente o indirettamente dal Cremlino.

Secondo la Commissione, qualunque costo sostenuto dalla Russia per permettere la partecipazione della propria delegazione finirebbe per avvantaggiare la Biennale. Tale circostanza, nell’impostazione Ue, sembrerebbe configurarsi come una fornitura indiretta di sostegno economico.

articolo 5n: divieto di servizi a mosca salvo deroga

Il secondo riferimento è l’articolo 5n, che impedisce la fornitura di determinati servizi a Mosca. In questa cornice, la Commissione sostiene di aver appreso che la Biennale fornirà servizi alla Russia.

Tra i servizi menzionati figurerebbero, secondo quanto riportato, attività legate all’organizzazione dentro il padiglione, come consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali e di gestione, pubbliche relazioni e servizi accessori.

Il regolamento Ue prevede la possibilità di erogare tali servizi, ma solo dopo una richiesta di deroga alle norme. In assenza di tale via formale, l’interpretazione della Commissione porterebbe a considerare il quadro potenzialmente irregolare.

seconda lettera alla biennale e termine per la replica italiana

La Commissione avrebbe quindi inviato una nuova comunicazione basata su ulteriori elementi. La vicepresidente dell’esecutivo Ue, Henna Virkkunen, ha confermato che una seconda lettera è stata inviata alla Biennale di Venezia, utilizzando ulteriori prove.

Nel messaggio, secondo quanto riferito, il focus viene mantenuto sul punto centrale della contestazione: la decisione della Biennale di consentire alla Russia di partecipare alla mostra d’arte.

Alla Biennale si ricorda che l’apertura è prevista sabato. Inoltre, Virkkunen richiama il significato della data collegata alla Giornata dell’Europa, presentandola come momento di celebrazione della pace.

possibile sospensione o revoca in caso di conferma della violazione

La vicepresidente ha indicato che, qualora la violazione della sovvenzione pari a due milioni di euro venisse confermata, la Commissione non esiterebbe a sospendere o revocare il supporto. L’argomentazione si basa sull’idea che il denaro dei contribuenti europei debba salvaguardare valori democratici e diversità.

Il governo italiano, nel frattempo, avrebbe una settimana di tempo per fornire una nuova valutazione e replicare alle contestazioni formulate dalla Commissione.

figure citate nella vicenda e riferimenti operativi

Nel contesto della comunicazione e delle dichiarazioni emergono i seguenti nominativi:

  • Vincenzo Celeste
  • Henna Virkkunen
Padiglione russo alla Biennale, la Commissione Ue scrive di nuovo all’Italia: “Chiarire sul rispetto delle sanzioni a Mosca”

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