Biennale 2026 Calenda Salvini non distinguerebbe un prosciuttificio padiglione russo e l autocritica Sono stato un pirla

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Biennale 2026 Calenda Salvini non distinguerebbe un prosciuttificio  padiglione russo e l autocritica Sono stato un pirla

Matteo Salvini e il padiglione russo alla Biennale di Venezia 2026 diventano il punto di partenza per un acceso scontro politico, dentro e fuori i confini del centrodestra. A commentare la visita è Carlo Calenda, leader e senatore di Azione, con critiche che toccano sia il piano simbolico dell’iniziativa, sia le scelte legate all’energia e alle linee strategiche del governo.

visita di salvini al padiglione russo biennale 2026 e reazioni politiche

Calenda riassume la propria lettura della presenza di Salvini al padiglione russo con una provocazione: se il leader della Lega raggiungesse un prosciuttificio, non vedrebbe differenze rispetto a un padiglione alla Biennale, e la sua espressione facciale risulterebbe, secondo il senatore, sempre la stessa. Il commento viene collegato ai dissidi interni alla maggioranza, dove la linea atlantista di Giorgia Meloni viene descritta come spesso in urto con le uscite del vice leghista.

meloni e contrasto nella maggioranza

Il senatore contestualizza lo scontro richiamando il rapporto tra la premier e il vice. Calenda sostiene che le tensioni emerse vadano affrontate con chiarezza pubblica e critica l’idea che la premier si limiti a esprimere irritazione per lo scontro tra Giuli e Salvini. Il riferimento ruota attorno alla richiesta, formulata da Calenda, che la presidente del Consiglio si esprima in modo netto sulle posizioni ritenute incompatibili con la linea di governo.

calenda attacca la linea di salvini sul gas russo

Un passaggio centrale del ragionamento riguarda il tema del gas russo. Calenda afferma che la riapertura dei rubinetti non sarebbe andata a buon fine, ma collega comunque Salvini e la Lega a iniziative orientate alla gestione politica della questione. In particolare, il senatore sostiene che sia stata inviata una persona “sua” a negoziare prestiti e a operare su mediazioni legate a vendite per finanziare il partito.

Calenda aggiunge di considerare il punto accertato, dichiarando di assumersi la responsabilità delle affermazioni. Il quadro viene completato con l’indicazione che la Lega avrebbe mantenuto in piedi un accordo di cooperazione con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, citato come ancora attivo.

la richiesta di chiarezza pubblica per la premier

Secondo Calenda, la premier dovrebbe intervenire in modo esplicito quando un esponente del governo assume posizioni considerate opposte alla linea del governo stesso. Il senatore formula l’idea che, di fronte a un comportamento difforme, sia necessario uno smentire pubblico e un’indicazione politica chiara.

Calenda collega la coerenza anche ai “quattro principi” richiamati nel discorso: se tali principi non vengono rispettati, viene meno, nel ragionamento del senatore, la credibilità del lavoro politico.

le critiche sui voti e il confronto con i 5 stelle

Nel proseguire la contestazione, Calenda allarga il tema della coerenza anche al comportamento elettorale. Il senatore sostiene che Salvini voti in modo simile al resto del centrodestra solo in apparenza, mentre, nella sua lettura, l’orientamento sarebbe più elastico e difficilmente riconducibile a una linea costante. A chiudere il ragionamento, Calenda afferma che l’unico governo che terrebbe, in quella prospettiva, sarebbe quello Lega-M5s, indicando che i due partiti voterebbero “sempre uguale”.

profezia fallita e programma di governo meloni

Le critiche di Calenda includono anche un bilancio del proprio precedente pronostico. Il senatore richiama la previsione del 28 settembre 2022, quando aveva stimato che il governo Meloni sarebbe durato soltanto sei mesi. Calenda afferma di aver pensato che l’esecutivo avrebbe realizzato ciò che era stato scritto nel programma, traendo riferimento a obiettivi come il ribaltamento dell’Europa, la disintegrazione delle accise e l’abbassamento dell’età pensionabile.

Nel racconto di Calenda, nulla di quanto indicato sarebbe stato realizzato, portando la conclusione a essere quella di una “solita storia”: secondo il senatore, quando arriva il momento delle elezioni si racconta un percorso, mentre quando si governa entrano in gioco vincoli e cambiamenti. La previsione viene quindi presentata come una scelta di valutazione rivelatasi ingenua, fino ad arrivare all’ammissione di aver agito in modo imprudente.

nomi citati nel confronto politico

Carlo Calenda; Matteo Salvini; Giorgia Meloni; Maria Antonietta; Giuli; Vladimir Putin.

Categorie: Politica

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