Bella ciao vietata il 25 aprile: genitori e politici contro il sindaco leghista
La celebrazione del 25 aprile a Monterosso Grana, nel Cuneese, ha acceso un acceso confronto attorno alla scelta di intonare “Bella ciao” a scuola. Il sindaco Stefano Isaia ha espresso l’invito a non cantare il brano durante l’evento, e la decisione ha portato a una serie di prese di posizione da parte delle famiglie, con lettere e messaggi indirizzati alla dirigente scolastica e allo stesso primo cittadino. Al centro del dibattito sono state chiamate in causa temi come censura, libertà della scuola e valori della Resistenza.
genitori della zona di cuneo contro la censura di “bella ciao”
Decine di genitori della zona di Cuneo hanno firmato lettere con un tenore comune, inviate a Stefano Isaia (sindaco di Monterosso Grana) e a Raffaella Curetti (dirigente scolastica). Nelle comunicazioni viene ribadito che ogni forma di censura in uno Stato che si dichiara democratico non dovrebbe esistere, e risulta ancora più inaccettabile se ad attuarla è un primo cittadino nel proprio ruolo istituzionale.
Le lettere nascono all’indomani dell’invito del sindaco a non intonare “Bella ciao” in occasione della celebrazione del 25 aprile. In molti firmatari è presente anche l’intento di esprimere solidarietà e vicinanza al corpo docente della Scuola di Valle, difendendo la scelta delle maestre che avevano inserito nel programma anche le note del brano legato alla Resistenza.
messaggi e solidarietà alla scuola di valle di monterosso grana
Nei giorni successivi, la preside ha ricevuto un flusso di contatti: decine di messaggi, telefonate e lettere da parte di mamme e papà, oltre ad altri sostenitori. La posizione espressa a sostegno della scuola richiama, tra gli altri aspetti, l’idea che “Bella ciao” sia un canto che parla di libertà in molte parti del mondo.
cathy la torre e chiara gribaudo: “bella ciao” come canto contro l’oppressione
Al sostegno della scuola si è aggiunta anche la nota avvocata e attivista italiana Cathy La Torre e, tramite dichiarazioni pubbliche sul suo profilo, l’onorevole Chiara Gribaudo del Partito Democratico. Nel messaggio attribuito a Gribaudo viene riportato che, a Monterosso Grana, il sindaco avrebbe impedito ai bambini e alle bambine della Scuola di Valle di cantare “Bella ciao” ritenendolo divisivo.
Viene inoltre argomentato che il brano sarebbe utilizzato in tutto il mondo contro l’oppressione, e che la sua presunta divisività dipenderebbe dal mancato riconoscimento dei valori nati dalla Resistenza e richiamati dalla Costituzione. Nel testo reso pubblico si afferma anche che in classe maestre e maestri dovrebbero spiegare la scelta contestata, definita imbarazzante, antistorica e diseducativa, accompagnando la solidarietà personale rivolta alla scuola con l’appello a sostenere “Bella ciao” e l’idea di un’Italia antifascista.
risposta del sindaco isaia e polemiche sui social
Interpellato il giorno successivo alla ricorrenza del 25 aprile, il sindaco Stefano Isaia ha dichiarato di aver consigliato di non far cantare “Bella ciao” in relazione a quanto avvenuto in Parlamento nei giorni precedenti. Nella spiegazione viene indicato che, secondo la sua ricostruzione, le opposizioni avrebbero politicizzato il canto in Aula, e ciò avrebbe influenzato l’indicazione rivolta.
Isaia ha inoltre fatto riferimento al fatto che i bambini sarebbero stati usati per strumentalizzare il suo pensiero. Nel racconto viene citato anche il ricevimento di insulti sui social, riportando l’esempio “Torturatelo”.
la dirigente scolastica curetti: solidarietà e commenti offensivi
Secondo quanto riportato su quanto emerso dal confronto, anche le maestre avrebbero ricevuto sui social commenti molto offensivi. La dirigente scolastica Raffaella Curetti avrebbe indicato come aspetto centrale la solidarietà, mettendo in primo piano la vicinanza alla scuola e al lavoro svolto.
anpi di cuneo: scuola libera e confronto sui valori democratici
Tra le missive citate nel racconto compare anche quella del presidente dell’ANPI di Cuneo, Antonio Ciaramella. Nel testo attribuito viene sottolineato che la scuola è libera e forma i giovani aiutandoli a conoscere cultura, educazione, sano confronto e rispetto.
La lettera lega l’istruzione alla dedizione alla ricerca della verità e alla gioia di cantare un patrimonio folkloristico legato all’Italia. La posizione espressa richiama inoltre l’idea che la scuola sia estranea a pregiudizi legati a una politica faziosa e pretestuosa. Il documento afferma che la divisività deriverebbe dalla faziosità quando manca la conoscenza della storia della nascita della Repubblica, con conseguente offesa alla tradizione e alla libera espressione del pensiero.
personaggi e figure citate nel confronto
Stefano Isaia; Raffaella Curetti; Cathy La Torre; Chiara Gribaudo; Antonio Ciaramella.
