Bari, 14 arresti per omicidi: fermato il nipote del boss Capriati e Scavo
Una nuova svolta investigativa riaccende i riflettori sulla faida mafiosa in Puglia. Un’operazione ha portato all’arresto di 14 persone tra Bari e la Bat, collegandole ai due omicidi che hanno riacceso lo scontro tra clan Capriati e Strisciuglio. L’inchiesta mira a ricostruire responsabilità di presunti esponenti di vertice e a chiarire dinamiche criminali legate al controllo del territorio e al traffico di droga.
arresti per gli omicidi Capriati Strisciuglio tra bari e bat
L’operazione ha colpito presunti esponenti di vertice dei clan Capriati e Strisciuglio, contrapposti da anni per il controllo del territorio e il traffico di droga. Le indagini hanno portato a 14 persone arrestate e, complessivamente, a 11 arresti e 3 fermi nell’ambito dell’inchiesta.
Il lavoro investigativo è stato coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotto dalle forze di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata su presunte responsabilità legate ai delitti che hanno coinvolto Lello Capriati e Filippo Scavo.
omicidio filippo scavo nella discoteca divine club di bisceglie
Tra i fermati figurano tre giovani di età compresa tra 21 e 22 anni, incluso Dylan Capriati, indicato dagli inquirenti come nipote di Lello Capriati. Lello Capriati viene ritenuto responsabile, insieme ad altri, dell’omicidio di Filippo Scavo, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie.
Secondo l’accusa, la vittima era una figura di rilievo del clan Strisciuglio. L’agguato sarebbe stato pianificato con attenzione, partendo dalla presenza della vittima nel locale fino all’individuazione dei sicari. La ricostruzione parla anche di un primo tentativo fallito all’esterno e della successiva irruzione armata, culminata negli spari e nella fuga.
omicidio lello capriati e faida tra capriati e strisciuglio dal 1997
Il delitto Scavo viene indicato come una risposta all’uccisione di Lello Capriati, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, sul lungomare sud di Bari. Gli inquirenti descrivono un’escalation di violenza inserita in una faida storica tra i due clan, attiva dal 1997.
Nel quadro della nuova fase dello scontro mafioso nel capoluogo pugliese, le indagini avrebbero ricostruito due omicidi considerati simbolo dello scontro tra le organizzazioni criminali.
accuse contestate e quadro giudiziario
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, con aggravanti legate al metodo mafioso e alla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.
Il procuratore di Bari Roberto Rossi ha dichiarato che lo Stato ha dimostrato la sua capacità di reazione. Allo stesso tempo ha sottolineato la necessità di rafforzare l’ufficio Gip del Tribunale, evidenziando che i numeri sarebbero insufficienti e che l’ufficio risulterebbe in difficoltà.
personaggi coinvolti nominati nell’inchiesta
Nel materiale investigativo risultano presenti i seguenti nominativi:
- Lello Capriati
- Filippo Scavo
- Dylan Capriati
- Roberto Rossi
- Giuseppe Gatti