Auto in fiamme a carini 20 auto incendiate: nuova intimidazione in sicilia car

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Auto in fiamme a carini 20 auto incendiate: nuova intimidazione in sicilia  car

Una raffica di violenza, rapida e mirata, ha colpito un deposito di auto nel palermitano: tre giovani scavalcano la recinzione, spargono benzina sulle vetture e appiccano il fuoco prima di dileguarsi. In pochi minuti, venti auto finiscono in fiamme, con dieci completamente distrutte. Il fatto è avvenuto nella notte presso il deposito Sicily by Car di Carini, una struttura collegata alla società di noleggio dell’imprenditore palermitano Tommaso Dragotto, inaugurata da appena 20 giorni.

La città di Palermo continua a registrare episodi che alimentano paura e tensione, segnando anche un nuovo attacco intimidatorio alla stessa attività. Nella notte tra il 20 e 21 marzo, infatti, un commando aveva esploso 30 colpi di kalashnikov contro il deposito auto nel quartiere San Lorenzo, colpendo quattro macchine.

raid incendiario a carini: 20 auto in fiamme in pochi minuti

Secondo quanto ricostruito, l’azione è stata condotta da tre giovani: dopo aver scavalcato la recinzione, hanno gettato benzina sulle auto, quindi hanno acceso il fuoco e si sono allontanati in fuga. Il bilancio dell’attacco risulta pesante: venti veicoli bruciati rapidamente e dieci completamente distrutti.

L’episodio si colloca in una cornice più ampia di violenza che, da mesi, colpisce Palermo e che ha preso di mira imprenditori, commercianti e cittadini. Per Dragotto, l’evento non si limita a un singolo episodio: rappresenta un ulteriore segnale intimidatorio rivolto a Sicily by Car.

tommaso dragotto: nessuna richiesta e rifiuto delle intimidazioni

L’imprenditore ha dichiarato di aver visionato le immagini dei sistemi di videosorveglianza, indicando chiaramente le fasi dell’azione: tre giovani che scavalcano la ringhiera, versano benzina, appiccano il fuoco e poi fuggono. Dragotto ha aggiunto che non è giunta alcuna richiesta e, nel caso in cui dovessero arrivarne, ha affermato che non ci sarebbe alcuna disponibilità ad accettare pressioni.

palermo e escalation della violenza: da raidi con benzina alle sparatorie

La cronaca degli episodi di violenza descrive un ritorno di dinamiche di intimidazione e scontri che riportano, secondo la ricostruzione, a un clima simile a quello degli anni Ottanta. In questo contesto, oltre a episodi riconducibili a contesti mafiosi, emergono anche violenza privata e sparatorie.

Nella notte tra il 23 e 24 novembre, a Sferracavallo, sono state lasciate davanti alcuni ingressi di attività commerciali bottigliette di plastica riempite di benzina e un biglietto con la scritta “5 mila euro”. Dopo diversi mesi di silenzio, il ciclo di intimidazioni riprende.

attacchi tra sferracavallo, tommaso natale e isola delle femmine

Tra il 27 e 28 marzo una macchina rubata viene incendiata dentro l’autolavaggio Q8 nel quartiere Tommaso Natale. Tra l’8 e 9 aprile scattano 30 colpi di kalashnikov contro un’autorimessa a Sferracavallo. Alcune settimane dopo, nello stesso borgo marinaro, alle 2.30 tra il 24 e 25 aprile, una banda spara altri 30 colpi contro il ristorante “Al Brigantino”.

Il giorno successivo il bersaglio diventa un barbiere, al quale viene lasciato come messaggio la testa di un manichino, dopo l’introduzione nel salone tramite la spaccata della saracinesca e il furto di alcuni oggetti.

Nella Zona Espansione Nord (Zen), nella notte del 10 maggio, vengono esplosi 5 colpi di fucile contro la vetrina del panificio Armanio’s Bakery e 4 colpi di pistola contro la saracinesca della macelleria da Totuccio. Nei giorni successivi, tra il 13 e 14 maggio, tornano le bottigliette di plastica con benzina e il bigliettino “5 mila euro”, questa volta lasciati davanti alcuni lidi balneari a Isola delle Femmine.

indagini antimafia e lettura del modus operandi: estorsioni e segnali anomali

Gli episodi sono oggetto di indagine da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata dal procuratore capo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio. Gli imprenditori colpiti dai raid violenti hanno ripetutamente ribadito di non aver ricevuto richieste estorsive e minacce prima degli attacchi.

Nonostante ciò, agli inquirenti il modus operandi appare particolarmente anomalo. Secondo quanto ricostruito, in molte situazioni il “pizzo” viene richiesto dopo una visita e un passaggio di messaggi da parte del clan; quando non si accetta, si passa alla violenza. In questi casi, invece, gli estortori non si sarebbero presentati di persona: sarebbe stato lasciato un messaggio con bottigliette di benzina e la scritta “5 mila euro”, con l’avvio successivo della sparatoria.

La presenza del kalashnikov (Ak-45) viene considerata un ulteriore elemento rilevante: l’arma viene definita di tipo da guerra e, di conseguenza, la sua disponibilità suggerisce la capacità di reperire armi di un certo calibro. Rimane quindi aperta la domanda su chi stia agendo e con quale regia.

ipotesi di regia e destabilizzazione: giovani o strutture di comando

Gli investigatori si interrogano su due possibili dinamiche: da un lato giovani intenzionati a conquistare spazi legati a droga e racket, con raid in più aree per esibire forza e coraggio; dall’altro l’ipotesi di un coordinamento esterno, con figure di rilievo che innescano scorribande per poi ristabilire l’ordine.

La ricostruzione richiama anche una tecnica già nota per destabilizzare e poi stabilizzare. Nello scenario indicato, a Palermo tornano in libertà diverse figure di spessore di Cosa Nostra e altre ottengono permessi premio con libertà vigilata.

nomi ricorrenti citati nelle ricostruzioni

Tra i nominativi più citati emergono Giuseppe Serio, indicato come fratello di Nunzio e Domenico Serio, entrambi arrestati nel blitz dei 180; inoltre Calogero Lo Piccolo, figlio di Salvatore “barone di San Lorenzo”; e infine Giuseppe Biondino, figlio di Salvatore, indicato come autista di Totò Riina e nipote di Girolamo Biondino.

movida insanguinata e ordine pubblico: risse, ferimenti e omicidi in città

Oltre agli episodi legati al fronte dell’intimidazione, resta centrale un altro tema: l’ordine pubblico nel capoluogo siciliano. Accanto alla diffusione di sostanze, vengono segnalati episodi di violenza privata che coinvolgono giovani e si sviluppano anche in aree del centro cittadino.

Domenica scorsa una 22enne è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Villa Sofia dopo essere rimasta colpita da un proiettile vagante esploso in seguito a una rissa. Ad ottobre scorso risulta ucciso Paolo Taormina (21 anni), colpito alla tempia da un colpo sparato da Gaetano Maranzano (28 anni) al termine di un diverbio.

Il 15 settembre il magazziniere Stefano Gaglio (39 anni) viene colpito da quattro proiettili sparati con una pistola dal cognato Giuseppe Cangemi (62 anni) davanti a una farmacia. Tra il 26 e 27 aprile, si ricorda poi la strage di Monreale: perdono la vita Salvatore Turdo (23 anni), Massimo Pirozzo e Andrea Miceli (26 anni), mentre restano feriti altri due ragazzi, uno dei quali di soli 16 anni, colpiti da tre giovani che hanno esploso 20 colpi di pistola.

zone rosse nel centro e controlli rafforzati

Nel dicembre 2023, in meno di una settimana, alcune risse sarebbero sfociate in un clima definito “far west” nei pressi dei locali notturni: in un caso un giovane avrebbe esploso colpi di pistola in aria senza ferire nessuno; in un altro un 17enne avrebbe ucciso Lino Celesia (22 anni) con due colpi di pistola nella discoteca Notr3.

La Prefettura di Palermo, dopo diverse riunioni sull’ordine pubblico e l’intervento del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha istituito alcune “zone rosse” nel centro della città, con controlli maggiori delle forze dell’ordine. Secondo la valutazione riportata, l’effetto dei provvedimenti non risulta ancora sufficiente.

focus sugli episodi: persone coinvolte e ricostruzioni principali

Le ricostruzioni citano diversi soggetti legati ai casi menzionati: da un lato chi risulta indicato nelle dinamiche di intimidazione e nelle ipotesi investigative, dall’altro le persone presenti negli eventi di violenza in città.

Persone nominate nelle ricostruzioni:

  • Tommaso Dragotto
  • Maurizio de Lucia
  • Vito Di Giorgio
  • Giuseppe Serio
  • Nunzio Serio
  • Domenico Serio
  • Calogero Lo Piccolo
  • Salvatore Lo Piccolo
  • Giuseppe Biondino
  • Salvatore Biondino
  • Totò Riina
  • Girolamo Biondino
  • Matteo Piantedosi
  • Paolo Taormina
  • Gaetano Maranzano
  • Stefano Gaglio
  • Giuseppe Cangemi
  • Salvatore Turdo
  • Massimo Pirozzo
  • Andrea Miceli
  • Lino Celesia
Nuova intimidazione a Sicily by Car: dopo i colpi di kalashnikov, incendiate 20 auto in un deposito nel Palermitano
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