Attivisti sbarcati a creta 173 attesa della sorte e denunce di violenze con protesta e due leader trascinati marina in israele

• Pubblicato il • 4 min
Attivisti sbarcati a creta 173 attesa della sorte e denunce di violenze con protesta e due leader trascinati  marina in israele

La Global Sumud Flotilla avrebbe dovuto fermarsi a Creta, ma le operazioni delle autorità israeliane hanno proseguito senza consentire l’evoluzione della missione come previsto. Nel corso dell’intervento in mare, sarebbero state bloccate diverse imbarcazioni per un totale di 175 attivisti intercettati in acque internazionali al largo dell’isola greca, all’interno di un contesto che coinvolge anche l’area di competenza dell’Unione Europea. Secondo le ricostruzioni riportate, non tutte le persone fermate avrebbero seguito la stessa destinazione: la gestione del trasferimento avrebbe previsto scelte differenti su chi rilasciare alle autorità greche e chi trasferire verso Israele.

global sumud flotilla a creta: trasferimenti e arresti selettivi

Le autorità di Tel Aviv avrebbero dichiarato l’intenzione di interrogare due figure chiave della Flotilla. Mentre gli altri attivisti sarebbero stati raccolti e poi sbarcati dalla nave militare su cui erano stati concentrati, per due persone simbolo non sarebbe avvenuto lo sbarco insieme al resto del gruppo. La prosecuzione sarebbe invece avvenuta con un viaggio verso Israele.

operazione in mare: i 175 attivisti fermati

Nel complesso, sarebbero stati 175 attivisti coinvolti nelle operazioni di blocco in mare presso Creta. La ricostruzione descrive un’azione condotta in acque internazionali, con un successivo passaggio di gestione tra le autorità coinvolte.

Thiago Ávila: ambientalista e “frontman” della global flotilla brasiliana

Secondo quanto riferito, il viaggio verso Israele proseguirà per Thiago Ávila, 39 anni. Viene descritto come ambientalista e indicato come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Sarebbe molto seguito sui social e si occuperebbe di attivismo da circa 20 anni. È riportato inoltre che avesse già partecipato, l’anno precedente, ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza.

Gli israeliani avrebbero parlato di un’accusa legata a “attività illegali”, senza indicare nel dettaglio quali condotte sarebbero contestate.

richiesta israeliana di interrogatorio

Le autorità israeliane avrebbero manifestato la volontà di interrogare Ávila, insieme all’altra persona trasferita.

Saif Abukeshek: nato in cisgiordania, attivo tra barcellona e iniziative per la palestina

La seconda figura trasferita verso Israele sarebbe Saif Abukeshek. È descritto come palestinese nato in Cisgiordania e residente a Barcellona, con cittadinanza sia spagnola sia svedese. Secondo la ricostruzione fornita, da oltre vent’anni organizza iniziative di solidarietà con la Palestina.

Israele lo sospetta di “affiliazione a un’organizzazione terroristica”. Anche in questo caso, la descrizione non riporta ulteriori dettagli su elementi specifici della contestazione.

richieste di rilascio e definizione delle misure adottate

Il governo di Madrid avrebbe chiesto il rilascio immediato di Abukeshek. Il ministro della Cultura del governo Sánchez avrebbe definito con un termine differente da quello usato dalle autorità israeliane: ciò che a Tel Aviv sarebbe indicato come “trattenimento”, secondo la posizione riportata, sarebbe in realtà un “rapimento”.

azioni diplomatiche e legali: richieste a madrid, roma e procura

La Global Sumud Flotilla avrebbe rivolto al governo italiano una richiesta di condanna e di assistenza legale per il rilascio degli attivisti che sarebbero stati imbarcati su navi battenti bandiera italiana. La motivazione indicata richiama un procedimento aperto in Italia relativo a torture avvenute durante la precedente missione.

In base alle informazioni riportate, presso Palazzo Chigi sarebbe presente un silenzio non ulteriormente giustificato, mentre la questione sarebbe arrivata anche all’attenzione della Procura di Roma.

esposto e richiesta di sequestro della nave

Alla Procura di Roma sarebbe arrivato un esposto presentato da un team legale. La richiesta sarebbe finalizzata al sequestro della nave della Marina israeliana “finché è in acque internazionali”. La motivazione indicata sarebbe collegata al fatto che Abukeshek sarebbe stato preso, imbarcato e portato via mentre si trovava su uno scafo italiano, identificato come Eros 1. Nel testo viene richiamata l’idea che, secondo il diritto marittimo, la presenza su tale scafo equivalga a “territorio italiano”.

accuse di maltrattamenti: 40 ore sulla nave militare israeliana

La condizione degli altri 173 attivisti rimasti su Creta, tra cui 23 italiani, viene descritta come non pienamente trasparente. In parallelo, viene riportata la denuncia di maltrattamenti subiti da chi sarebbe stato trattenuto sulla nave militare israeliana per 40 ore.

privazioni, pavimenti allagati e aggressioni

Le ricostruzioni delle vittime riferiscono privazioni di cibo e acqua, con la descrizione di sonno su pavimenti “deliberatamente e continuamente allagati”. Sono inoltre riportati episodi di calci e pugni, oltre a mani legate dietro la schiena.

La Global Sumud Flotilla avrebbe diffuso tramite i propri canali social video e foto delle ferite riportate dagli attivisti: vengono citati nasi tumefatti, lividi sugli occhi ed ematomi in faccia. Nello stesso contesto la Flotilla avrebbe definito quanto avvenuto come “quaranta ore di crudeltà premeditata”.

chi viene indicato tra i due trasferiti verso israele

Le fonti citate concentrano l’attenzione su due persone destinate a proseguire il viaggio verso Israele anziché essere sbarcate insieme agli altri attivisti sulla nave militare:

  • Thiago Ávila
  • Saif Abukeshek
Flotilla: 173 attivisti sbarcati a Creta, due leader della missione “trattenuti” dalla Marina e portati in Israele. Denunce di violenze, un esposto ai pm di Roma

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