Asce con scritte naziste e bagno di sangue arrestato 33enne che progettava di uccidere le principesse amalia e alexia d olanda
Un presunto piano volto a colpire la principessa Catherina-Amalia, 22 anni, e la sorella minore Alexia, 20 anni, è stato fermato dalle forze dell’ordine olandesi. La vicenda, raccontata con dettagli emersi pubblicamente, si intreccia con le fasi giudiziarie legate al principale sospettato, comparso in tribunale all’Aia.
principessa catherina-amalia e sorella alexia: il piano sventato dalle forze dell’ordine
Secondo quanto riferito dai principali media olandesi e dall’Associated Press, l’arresto dell’uomo identificato come Anne Romke van der H., 33 anni, originario di Uithuizen, sarebbe avvenuto in realtà nel mese di gennaio. Il fermo sarebbe scaturito da un episodio rocambolesco maturato durante gravi disordini in un hotel dell’Aia.
L’indagato si sarebbe arrampicato su un balcone urlando una minaccia diretta: “Li ucciderò tutti”. A seguire, durante la perquisizione della stanza, gli investigatori avrebbero trovato elementi tali da far scattare un forte livello di allerta per la sicurezza nazionale.
arresto, asce e biglietto minaccioso: l’indagine nel quadro “bagno di sangue”
le asce incise e i simboli: messaggi ritenuti oscuri e pericolosi
La polizia avrebbe rinvenuto due asce con scritte e simboli. Sulle lame sarebbero comparsi riferimenti come “Alexia”, la sigla “Mossad” e il saluto nazista “Sieg Heil”. La presenza di tali elementi ha contribuito a rafforzare la gravità del quadro indiziario.
il biglietto scritto a mano e i nomi delle figlie maggiori
Oltre alle armi bianche, gli agenti avrebbero sequestrato un biglietto scritto a mano recante i nomi di Amalia e Alexia, cioè le due figlie maggiori del re Willem-Alexander e della regina Máxima. Il foglio, accompagnato dalla formula indicata come inequivocabile, riportava le parole “Bagno di sangue”.
Il magazine People avrebbe contattato la Procura dell’Aia e la Casa Reale per ottenere un commento ufficiale, ma le istituzioni avrebbero scelto di non rilasciare dichiarazioni, limitandosi a un rigoroso “no comment”.
dichiarazioni in aula: contestazione delle accuse e “relazione con amalia”
Nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato difensore Tinco Delhaye avrebbe respinto le accuse di tentato omicidio. Secondo quanto riportato dal quotidiano NL Times, il sospettato avrebbe negato categoricamente di aver pianificato un attacco.
La difesa sosteneva invece che l’uomo dichiarasse di avere una relazione sentimentale con la principessa Amalia. Sempre secondo la versione fornita dal legale, l’indagato avrebbe ordinato per l’erede al trono un “kit di sopravvivenza” legato a una presunta missione di addestramento in Polonia.
perizie psicologiche e psichiatriche disposte dal giudice
Alla luce delle circostanze e della natura delle affermazioni, il giudice avrebbe disposto l’esecuzione di accurate perizie psicologiche e psichiatriche per verificare l’eventuale presenza di disturbi della personalità.
Parallelamente, considerata la gravità del quadro indiziario e l’assenza di un domicilio fisso—con un recapito postale a Uithuizen e una sistemazione stabile in hotel—sarebbe stata confermata la custodia cautelare in carcere. La misura sarebbe stata motivata dal rischio di fuga e di reiterazione del reato. La prossima udienza risulta fissata al 27 luglio.
precedenti: minacce legate alla “mocro-mafia” e spostamento a madrid
La scoperta di asce e biglietto riporta l’attenzione su un tema già presente nella storia recente della famiglia reale olandese: nel passato, infatti, la sicurezza della principessa Amalia era stata considerata esposta in modo sistematico al crimine organizzato.
2022: ritiro improvviso da amsterdam e protezione nel palazzo reale
Nel 2022, durante il primo anno universitario della principessa—nel percorso tra Politica, Psicologia, Giurisprudenza ed Economia—Amalia avrebbe dovuto lasciare rapidamente l’alloggio studentesco presso l’Università di Amsterdam. La decisione avrebbe portato a un riparo nel palazzo reale Huis ten Bosch.
La regina Máxima, secondo quanto riportato dal quotidiano AD, avrebbe espresso preoccupazione, descrivendo una scelta impossibile da ignorare per le conseguenze sulla vita quotidiana della figlia.
minacce e intercettazioni: nomi di amalia e del primo ministro mark rutte
Le minacce, considerate credibili dai servizi segreti, sarebbero state collegate ai vertici della “Mocro-Mafia”, indicata come potente cartello olandese della droga. Nei racconti delle autorità, i nomi di Amalia e dell’allora primo ministro Mark Rutte sarebbero emersi in intercettazioni dei boss, impegnati in discussioni su possibili piani di rapimento per esercitare ricatti. In quel contesto, il capo Ridouan Taghi si sarebbe trovato ad affrontare un processo.
trasferimento a madrid: vita accademica e successivo rientro agli impegni ufficiali
L’isolamento della principessa si sarebbe attenuato solo di recente, quando sarebbe stato rivelato il suo trasferimento in segretezza a Madrid. La permanenza avrebbe permesso una parentesi di normalità accademica, supportata da protezione internazionale.
La principessa avrebbe dichiarato ai media olandesi, secondo quanto riportato da Bild, di essere grata per chi aveva reso possibile muoversi liberamente a Madrid e di aver trovato “un po’ più di libertà” rispetto a quella che avrebbe potuto vivere altrove. Nonostante le nuove ombre, la famiglia reale avrebbe deciso di non modificare gli impegni ufficiali, partecipando ai festeggiamenti del King’s Day a Dokkum pochi giorni prima.
figure citate nella vicenda e relative posizioni
La ricostruzione include diversi protagonisti nominati in relazione alle minacce, alle fasi giudiziarie e ai precedenti di sicurezza:
- Catherina-Amalia, principessa
- Alexia, 20 anni
- Anne Romke van der H., 33 anni, principale sospettato
- Willem-Alexander, re dei Paesi Bassi
- Máxima, regina dei Paesi Bassi
- Tinco Delhaye, avvocato difensore
- Mark Rutte, ex primo ministro
- Ridouan Taghi, indicato come capo della Mocro-Mafia nelle intercettazioni richiamate


