Archiviazione per sempio perché l ex pm ha chiesto il non luogo a procedere nel caso garlasco

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Archiviazione per sempio perché l ex pm ha chiesto il non luogo a procedere nel caso garlasco

La vicenda legata all’archiviazione disposta dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, torna al centro dell’attenzione attraverso quanto emerso in atti e dichiarazioni. Il fascicolo, affidato nel febbraio 2025 secondo l’iter interno degli uffici, nasce da un esposto presentato dalla madre di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco. Al centro dell’attenzione anche la gestione dell’inchiesta, definita di alta delicatezza, e le scelte compiute dalla magistrata assegnataria.

archiviazione procura di pavia e assegnazione del fascicolo a giulia pezzino

L’archiviazione della Procura di Pavia riguardante Andrea Sempio è stata decisa da Giulia Pezzino, magistrata assegnataria del fascicolo. L’assegnazione risale al febbraio 2025 e sarebbe stata disposta secondo il turno, con coassegnazione per via della rilevanza del caso: il fascicolo risulta essere stato coassegnato anche a Venditti, successivamente finito sotto accusa a Brescia per corruzione giudiziaria.

Il fascicolo trae origine da un esposto della madre di Alberto Stasi, che ha portato all’avvio degli approfondimenti. Alberto Stasi è indicato come soggetto condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco.

interrogatorio e gestione dell’indagine: “ho fatto tutte le indagini necessarie”

Nel corso di quanto verbalizzato, Pezzino ricostruisce la linea di lavoro seguita. Viene evidenziato un costante confronto con il collega Venditti, descritto come elemento presente fin dall’inizio e mantenuto anche nella prosecuzione degli accertamenti. La magistrata afferma di non aver sottovalutato l’indagine, pur trattandosi di un caso che, secondo la ricostruzione, era già stato oggetto di sentenza definitiva di condanna a carico di Stasi.

Pezzino sostiene di aver compiuto le attività ritenute necessarie e di essersi personalmente spesa per l’inchiesta. Tra i passaggi richiamati compare il lavoro svolto per acquisire atti precedenti, con la partecipazione in Procura generale a Milano insieme a Venditti, finalizzata alla raccolta dei documenti utili.

risposta celere e ruolo del dna nelle attività istruttorie

Pezzino indica come obiettivo la necessità di una risposta rapida alla luce della delicatezza della situazione, sottolineando che la supervisione di Venditti sarebbe stata presente, mentre la conduzione concreta dell’indagine sarebbe stata seguita in prima persona. In tale quadro viene richiamata la predisposizione della richiesta di archiviazione.

La magistrata specifica che la bozza dell’atto sarebbe stata condivisa con Venditti e che i passaggi più tecnici sarebbero stati spiegati facendo riferimento al tema del DNA. Secondo la ricostruzione, l’impostazione sarebbe stata delineata dopo l’ascolto del genetista Francesco De Stefano, descritto come soggetto terzo, imparziale e disinteressato in quanto perito della Corte d’Assise d’Appello.

scelte investigative e valutazioni su perquisizioni e interrogatorio

Nel verbale vengono riportate anche le motivazioni relative ad alcune scelte istruttorie. Pezzino afferma di non aver ritenuto utile procedere a perquisizioni, spiegando che il tempo trascorso avrebbe inciso sulla valutazione di opportunità.

Riguardo all’interrogatorio a Sempio, la ricostruzione riportata porta a negare anomalie nelle modalità adottate: le domande, secondo la versione fornita, sarebbero state rivolte in maniera concatenata rispetto alle risposte fornite.

contatti tra indagato e silvio sapone: chiarimenti e motivazioni

La magistrata nega di essere a conoscenza di eventuali contatti tra l’indagato e Silvio Sapone, ex maresciallo dei carabinieri al quale sarebbe stato attribuito il compito di analizzare le conversazioni intercettate nell’indagine. La versione fornita sostiene che tra i due sarebbero risultati presenti più contatti telefonici, di cui Pezzino dichiara di essere rimasta all’oscuro.

Secondo quanto riportato, la magistrata afferma che, se tali informazioni fossero state comunicate, avrebbe impartito indicazioni per darne conto, includendone anche il motivo. Viene inoltre richiamata la fiducia riposta in Sapone, definito come persona di grande esperienza operativa.

fatti chiave emersi sul procedimento

La ricostruzione complessiva concentra diversi elementi: l’assegnazione del fascicolo secondo turno nel febbraio 2025 con coassegnazione per l’importanza del caso; la provenienza degli atti da un esposto della madre di Stasi; la linea di lavoro basata sul confronto con Venditti; l’attenzione a chiarire posizioni di Sempio e di Stasi; la gestione degli aspetti tecnici collegati al DNA dopo l’audizione del genetista Francesco De Stefano; la decisione di non procedere a perquisizioni per via del tempo trascorso; la negazione di irregolarità nella scansione dell’interrogatorio; infine la dichiarata mancanza di conoscenza su eventuali contatti con Silvio Sapone.

persone menzionate

La ricostruzione richiama direttamente i seguenti nominativi:

  • Andrea Sempio
  • Giulia Pezzino
  • Venditti
  • Alberto Stasi
  • Francesco Prete
  • Claudia Moregola
  • Gian Luigi Tizzoni
  • Francesco De Stefano
  • Silvio Sapone
Categorie: Cronaca

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