Ammanettato e spinto a terra a un ristorante senegalese a Milano: cosa è successo

• Pubblicato il • 4 min
Ammanettato e spinto a terra  a un ristorante senegalese a Milano: cosa è successo

Un arresto a Milano, avvenuto davanti a un ristorante di cucina senegalese, ha acceso un acceso dibattito sui social. I video che mostrano l’intervento delle forze dell’ordine hanno raccolto migliaia di commenti e accuse di razzismo, con al centro l’episodio che sarebbe culminato con l’immobilizzazione dell’uomo fermato e la contestazione di resistenza a pubblico ufficiale.

arresto per resistenza a pubblico ufficiale a milano davanti al ristorante baobab

La vicenda riguarda un arresto avvenuto sabato 9 maggio, in zona Lima, davanti al ristorante Baobab. Secondo quanto diffuso online, l’intervento si sarebbe svolto mentre l’uomo fermato si trovava nei pressi del locale con la famiglia.

Nel materiale video circolato sui social sono visibili alcune fasi del fermo: l’uomo risulta tenuto a terra da più agenti, mentre intorno alla scena si sentono persone urlare e altre riprendere con il cellulare. Presente anche un figlio che, nel racconto associato alla diffusione del video, risulta in lacrime durante l’azione.

diala kante, orafo originario del senegal

La persona coinvolta si chiama Diala Kante, orafo italiano originario del Senegal. Kante ha raccontato la sua versione in un’intervista pubblicata su Facebook da Selena Peroly. Secondo quanto riportato, l’uomo sarebbe andato al ristorante con i suoi figli dopo il lavoro, quando gli agenti sarebbero già stati presenti davanti al locale.

Kante afferma di aver chiesto perché i controlli avvenissero proprio in quel ristorante e non in altri. A quel punto, riferisce di essere stato fermato e di aver fornito il documento richiesto. Nel corso della situazione, sostiene di essersi rivolto anche a un altro poliziotto per chiedere chiarimenti.

racconto su manette, spinta a terra e contestazione di resistenza

Nel racconto associato al video, Kante descrive una dinamica che partirebbe dalla discussione con gli agenti. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato accusato di resistenza e in seguito avrebbe ricevuto le manette dopo aver chiesto chiarimenti sul comportamento degli agenti.

Per quanto riguarda l’accaduto, viene riportato che Kante si sarebbe girato chiedendo cosa stesse accadendo e che poi, secondo la sua versione, sarebbe stato spinto a terra insieme ad altri, con l’immobilizzazione da parte di più agenti.

La persona fermata afferma poi di essere stata portata in questura e di esservi rimasta per 12 ore. In quel contesto, riferisce che gli sarebbe stato detto di aver fatto resistenza, mentre lui sostiene di aver parlato soltanto. Kante aggiunge che la richiesta sarebbe stata quella di firmare un verbale, ma dichiara di non averlo firmato perché, a suo dire, non sarebbero state riportate correttamente circostanze non veritiere.

accuse di razzismo e reazioni di soumaila diawara

All’episodio si aggiungono le accuse di razzismo sollevate da una parte di chi ha condiviso e commentato i contenuti sul web. Nel testo relativo alla diffusione del caso compare anche la voce di Soumaila Diawara, scrittore e attivista originario del Mali.

questione della residenza e contestazione delle parole offensive

Diawara sostiene che l’episodio avrebbe evidenziato comportamenti discriminatori, riportando una riflessione sul tema del permesso di soggiorno. Nel commento diffuso, viene richiamato il fatto che, secondo quanto indicato, sulla carta d’identità sarebbe già presente la cittadinanza, e per questo viene formulata un’accusa di razzismo.

Secondo la ricostruzione collegata al messaggio, nel video si vedrebbe il comportamento dell’uomo come corretto e privo di aggressività. L’unica azione indicata sarebbe quella di chiedere spiegazioni per parole considerate offensive ricevute nel corso dell’intervento.

Diawara afferma inoltre che, nonostante la condotta descritta come non ostile, sarebbe comunque scattata l’immobilizzazione e la contestazione di resistenza a pubblico ufficiale. In base al contenuto riportato, viene sollevata la domanda sulla normalità di un comportamento simile da parte delle forze dell’ordine.

accertamenti della questura di milano sui filmati

La questura di Milano ha comunicato di aver visionato i filmati e di aver avviato accertamenti per approfondire la vicenda. L’attività di verifica risulta finalizzata a chiarire quanto avvenuto durante il fermo e le motivazioni dell’intervento riportate nelle ricostruzioni emerse sui social.

persone citate nella ricostruzione

  • Diala Kante
  • Selena Peroly
  • Soumaila Diawara

Per te