Ambasciatore pakistan ue con doppi standard sul conflitto in iran

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Ambasciatore pakistan ue con doppi standard sul conflitto in iran

L’attenzione internazionale si concentra su tragedie e tensioni che coinvolgono la regione del Medio Oriente e, più indirettamente, l’area dell’Asia meridionale. L’ambasciatore del Pakistan in Italia, Ali Javed, lega il tema delle perdite umane a una riflessione sul ruolo delle valutazioni in tempo di conflitto e sulla necessità di ristabilire un quadro di regole condivise. La posizione espressa mette al centro condoglianze per le vittime, la richiesta di cessazione delle ostilità e la preoccupazione per possibili sviluppi che potrebbero estendersi oltre i confini iniziali del confronto.

condoglianze e responsabilità negli errori di valutazione in guerra

Ali Javed rivolge innanzitutto condoglianze pubbliche alle famiglie delle 170 bambine iraniane morte nella scuola elementare di Minab, in Iran, nel primo giorno dei bombardamenti dell’ultima guerra del Golfo. La lettura fornita collega la tragedia a errori di valutazione che, in un conflitto, possono produrre conseguenze irreparabili: “gli errori di valutazione in un conflitto, a prescindere dalla loro portata, portano a tragedie umane”.

Nel ragionamento dell’ambasciatore emerge anche la critica verso l’assenza di reazioni immediate e la presenza di condanne considerate timide o tardive. Secondo la sua impostazione, tali risposte avrebbero messo in risalto la logica del “noi contro loro”.

assenza di condanne immediate e unità europea sul caso iraniano e palestinese

Alla richiesta su come venga valutata la mancanza di condanne immediate, viene indicato un problema di unità nella risposta internazionale. Viene sottolineata la percezione che l’Europa, pur rappresentando un blocco rilevante, non abbia una posizione unica sulla questione iraniana e palestinese. In questa cornice, viene considerato pericoloso l’approccio del pick & choose, cioè la scelta selettiva di cosa condannare o sostenere.

Il ragionamento insiste sull’idea che i tempi possano cambiare, ma la memoria collettiva resti un elemento determinante. Il punto centrale è la necessità di evitare che la discussione scenda sul piano della discrezionalità, indebolendo così la coerenza politica e giuridica.

evoluzione del conflitto teheran-stati uniti e israel i: cessazione delle ostilità e ripresa diplomatica

Sul possibile sviluppo del confronto tra Teheran e Stati Uniti-Israele, la linea espressa è netta: più a lungo persiste il conflitto, più cresce il danno per tutti. In questo contesto, il Pakistan auspica la cessazione immediata delle ostilità e il ritorno della diplomazia.

Viene richiamata una posizione di principio: il Pakistan sostiene l’idea che nessuna parte possa legittimare violazioni della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. La richiesta si sviluppa come esigenza di gestione politica del confronto, con l’obiettivo di contenere l’escalation.

pakistan come promotore di pace e rifiuto di una soluzione militare

Secondo quanto indicato, il Pakistan è un promotore di pace e ritiene che, in questo scenario, non esista una soluzione militare. La tensione viene descritta come destinata ad allargarsi e ad infuriare con costi umani e materiali molto elevati.

dialogo, de-escalation e ritorno del diritto internazionale nel dibattito europeo

Viene inoltre avanzata una richiesta all’Unione Europea: l’insistenza sul ritorno del diritto internazionale dovrebbe rimanere centrale nel dibattito. Se questo passaggio non fosse sostenuto con forza, secondo la posizione espressa rischierebbe di prevalere la “legge della giungla e del più forte”.

posizione del pakistan nel conflitto: legami regionali e vicinanza con teheran

L’ambasciatore collega l’impostazione del Pakistan a un ruolo regionale determinato dalla geografia e da relazioni consolidate. Il Paese si troverebbe “al centro” del conflitto anche per la condivisione di un lungo confine con Teheran: 900 km di frontiera. Nella narrazione proposta, i legami non sarebbero soltanto territoriali, ma anche storici, con oltre 1000 anni di fede e fiducia comuni.

Ali Javed evidenzia inoltre l’esistenza di relazioni strategiche con tutti gli attori coinvolti, citando il lavoro diplomatico del primo ministro Shehbaz Sharif tramite contatti stretti con leader delle nazioni musulmane amiche. Tra i Paesi menzionati figurano Arabia Saudita,

Iran, l’ambasciatore Javed (Pakistan): “L’Ue usa doppi standard, è pericoloso. Insista sul ritorno al diritto internazionale”
Categorie: Politica

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