Accoltellato e paralizzato: abbraccio a chi lo ha ridotto così

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Accoltellato e paralizzato: abbraccio a chi lo ha ridotto così

Una condanna severa e, nello stesso momento, un gesto inatteso che ha attraversato l’aula prima ancora della conclusione dell’udienza. Nel procedimento celebrato con rito abbreviato dinanzi al giudice di Milano Alberto Carboni, Alessandro Chiani è stato ritenuto responsabile di tentato omicidio e ha ricevuto una pena complessiva di vent’anni e 10 mesi di reclusione. Parallelamente, il coimputato Ahmed Atia, assolto dal capo relativo alla rapina, è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso ed è stato scarcerato.

condanna tentato omicidio ad alessandro chiani: pena di vent’anni e 10 mesi

La sentenza emessa dal giudice Alberto Carboni chiude il percorso processuale per i due giovani imputati per fatti avvenuti nella notte del 12 ottobre 2025. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, l’aggressione ha lasciato paralizzato Davide Simone Cavallo, colpito con un coltello che ha causato lesioni gravi.

Nel corso della discussione, il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva chiesto per entrambi 12 e 10 anni di reclusione per tentato omicidio. Il verdetto, con le differenze emerse tra i singoli capi d’imputazione, ha comunque riconosciuto a Chiani un livello di responsabilità elevato.

risarcimenti disposti dal tribunale: 500mila euro per la vittima

La decisione del tribunale non si limita al profilo penale. A carico di Alessandro Chiani è stato inoltre disposto un risarcimento di 500mila euro in favore della vittima. È previsto anche un indennizzo di 50mila euro a ciascuno dei genitori.

Per quanto riguarda Ahmed Atia, il risarcimento sarà quantificato in una sede successiva. In parallelo, davanti al tribunale dei minori, proseguirà il processo relativo ad altri tre minorenni coinvolti nell’aggressione.

notte del 12 ottobre 2025: rapina, pestaggio e coltellate

Il contesto della vicenda si colloca nella movida milanese. Davide Simone Cavallo quella sera era uscito in Corso Como per trascorrere una serata in discoteca. Verso l’alba, un gruppo di cinque ragazzi giovanissimi del Monzese, tra cui tre minorenni, si è avvicinato alla vittima con l’intento di rapinarla: l’obiettivo sarebbe stata una banconota da 50 euro.

l’aggressione: derisione, percosse e ferite gravissime

Secondo la ricostruzione riportata, la vittima viene derisa, poi picchiata e infine aggredita con più coltellate. Cavallo viene anche riempito di calci e pugni mentre risulta morente per terra, con una situazione clinica descritta come legata anche a dissanguamento.

La vittima, indicata come studente della Bocconi, era descritta come un ragazzo sano e sportivo e avrebbe tentato di inseguire i responsabili dopo l’iniziale sottrazione. Le ferite riportate includono fendenti a gluteo, torace e schiena, con lesione di un’arteria, perforamento di un polmone e midollo osseo intaccato. Nonostante la gravità, Cavallo non morirà in ospedale.

perdono in aula: l’abbraccio tra vittima e aggressori

Oltre alla sentenza, al termine dell’udienza si è verificato un momento che ha coinvolto l’intero tribunale. Prima che la polizia penitenziaria scortasse gli imputati fuori dall’aula, Cavallo ha sconvolto la scena abbracciando i suoi aggressori. Successivamente, i tre hanno parlato per diversi minuti.

riabilitazione e perdita dell’uso delle gambe

Dopo mesi di riabilitazione, oggi Cavallo ha perso l’uso delle gambe. Nel racconto riportato, emerge però anche l’assenza di rancore: la vittima è riuscita a perdonare gli aggressori e ha definito l’atto dell’abbraccio come un “abbraccio semplicissimo”, “molto tenero” e “molto forte”, sottolineando che lo hanno chiesto tutte le parti, in modo particolare con la richiesta di scuse.

Il legale di Chiani, Giovanni Giovanetti, ha evidenziato il valore morale della persona offesa e ha qualificato la vittima come una persona “davvero eccezionale”. Analoga rilevanza viene attribuita anche a una lettera depositata agli atti nel corso del processo, datata 12 maggio, in cui Cavallo descrive la paura provata nei giorni del risveglio in terapia intensiva e consegna un messaggio di speranza agli assalitori: “Abbiate pietà di voi stessi, non lasciatevi definire da quello che è successo” e “Non siete perduti”.

tesi difensive e contrasti: tentato omicidio contestato in udienza

Il processo ha proseguito comunque il suo iter anche dopo l’atteggiamento di perdono. Prima della sentenza, l’altro difensore di Chiani, Guglielmo Gulotta, aveva sostenuto una lettura diversa dei fatti, affermando che non ci sarebbe stato tentato omicidio perché sarebbero state inferte due coltellate e poi l’aggressore si sarebbe allontanato mentre la zuffa sarebbe continuata.

citazione di un video e intenzione non letale secondo la difesa

Il difensore aveva richiamato un video in cui, a suo dire, si osserva che la vittima si alza e cammina sulle proprie gambe. Da tale circostanza, Gulotta ha dedotto che Chiani avrebbe inteso intervenire nel conflitto senza uccidere: secondo l’impostazione difensiva, se l’obiettivo fosse stato l’eliminazione della vittima, l’aggressione sarebbe proseguita.

risposta della difesa del padre di cavallo: limite al “diritto di difesa”

Questa ricostruzione è stata respinta dal legale di Luca Degani, padre di Cavallo, che ha contestato la tesi anche sul piano delle circostanze riferite, affermando che ricevere l’indicazione che la coltellata sia stata data per un gioco alle due di notte rappresenta un elemento che porta a chiedere “basta”, evidenziando anche un limite al diritto di difesa.

conseguenze per la famiglia e interpretazione del perdono

La difesa ha ricostruito anche gli effetti dell’aggressione sulla vita familiare. È indicato che il fratello 19enne ha lasciato Milano e lavora come operaio con il padre in una ditta a 1.200 chilometri. La madre avrebbe smesso l’attività di agente immobiliare per assistere il figlio a tempo pieno. Il padre, 60 anni, dopo aver visto entrambi i figli costruirsi un futuro nel capoluogo, sta cercando un appartamento adeguato per una persona disabile.

Nel quadro dei rapporti familiari, il legale riporta una linea interpretativa sul perdono: il figlio ha perdonato, mentre padre e madre incontrerebbero maggior difficoltà. La sintesi riferita è che la verità renda possibile il perdono, mentre senza verità il perdono non avrebbe senso.

figure citate nel procedimento

Nel procedimento e nelle ricostruzioni riportate compaiono diversi protagonisti processuali e familiari:

  • Alessandro Chiani
  • Ahmed Atia
  • Davide Simone Cavallo
  • Alberto Carboni
  • Andrea Zanoncelli
  • Giovanni Giovanetti
  • Guglielmo Gulotta
  • Luca Degani
Una condanna a 20 anni e un’assoluzione per gli aggressori di Davide Cavallo, il ragazzo rimasto paralizzato ha abbracciato gli imputati
Categorie: Cronaca

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