Von der leyen ue teme l’influenza della turchia e le conseguenze per l’Europa
Una dichiarazione ad alto impatto politico, pronunciata in occasione dell’80° anniversario del quotidiano Die Zeit ad Amburgo, ha riacceso i riflettori sulla candidatura turca e sulla lettura europea del ruolo di Ankara nello scacchiere internazionale. Le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno provocato una reazione netta da parte di Ankara, rendendo necessaria una correzione ufficiale per evitare l’escalation diplomatica mentre i lavori preparatori al vertice di luglio coinvolgevano anche la Nato.
allargamento ue e reazione di ankara alle parole di von der leyen
Intervenendo ad Amburgo, Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno all’allargamento dell’UE. Nello specifico, ha affermato che l’Europa deve riuscire ad allargare il continente senza esserne influenzata da Russia, Turchia o Cina. La formulazione ha infastidito Ankara, che da anni è candidata all’ingresso nell’Unione.
correzione ue e chiarimento sul ruolo della turchia
Per ridurre il rischio di una crisi diplomatica, la Commissione UE ha pubblicato una correzione rispetto a quanto dichiarato. Il riferimento della presidente alla Turchia è stato descritto come un riconoscimento del peso geopolitico di Ankara, della sua dimensione e delle sue ambizioni, in particolare nei Balcani occidentali. Nella precisazione è stato chiarito che il passaggio non era inteso come un confronto con altri paesi.
La Commissione ha inoltre sottolineato che la Turchia rappresenta un punto di ancoraggio chiave nella regione ed è un importante alleato nato, oltre a essere un paese candidato all’UE. In quanto tale, viene definita anche un interlocutore chiave.
risposta della portavoce paula pinho sulla lettura delle dichiarazioni
Durante una conferenza stampa, la portavoce della Commissione, Paula Pinho, ha risposto a una domanda dell’agenzia turca Anadolu (AA) riguardo all’interpretazione delle parole di von der Leyen. La portavoce ha indicato che quanto espresso collega la Turchia, proprio in quanto paese candidato, anche a una responsabilità aggiuntiva nella regione.
È stato specificato che l’attenzione era rivolta ai Balcani occidentali e che la Commissione non intende “vigilare” sull’influenza turca in quest’area, nel senso suggerito dalla domanda.
tensioni interne in turchia: arrestati minatori e sindacalisti ad ankara
Accanto alla questione geopolitica, il quadro interno in Turchia guidata dall’autocrate Recep Tayyip Erdoğan è attraversato da un episodio legato alle proteste e all’azione di polizia. Ad Ankara, durante un’operazione di polizia, sono stati arrestati 110 minatori e funzionari sindacali mentre manifestavano pacificamente davanti al Ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali.
proteste per stipendi e indennità di fine rapporto
Secondo quanto riportato dal Sindacato Indipendente dei Minatori (Bağımsız Maden İş), i lavoratori hanno contestato il mancato pagamento di stipendi e indennità di fine rapporto. L’azione sindacale è stata collegata a una situazione di pressione prolungata sul fronte retributivo, con l’esigenza di ristabilire condizioni contrattuali e di sicurezza.
società doruk madencilik e viaggio dalla provincia di eskişehir
I minatori, impiegati dalla società Doruk Madencilik (filiale della Yıldızlar SSS Holding), erano partiti a piedi dalla provincia di Eskişehir lo scorso 12 aprile. Il sindacato sostiene che ai lavoratori spettino da due a otto mesi di stipendio, oltre a un risarcimento e alla fine dei congedi forzati non retribuiti.
I lavoratori chiedono il rispetto delle norme su salute e sicurezza sul lavoro e il reintegro dei lavoratori licenziati per attività sindacale. Il sindacato ha riferito che, dopo l’arrivo davanti al Ministero, la risposta ricevuta è stata l’arresto dei manifestanti.
Uno dei manifestanti, riferito dal sindacato, avrebbe iniziato a tremare in modo violento durante l’arresto ed è stato successivamente ricoverato in ospedale. L’organizzazione segnala anche che la polizia avrebbe utilizzato spray al peperoncino prima di procedere agli arresti.
critiche politiche e denuncia sulle condizioni di pagamento
Le proteste hanno trovato eco anche in ambito politico. Umut Akdoğan, deputato del principale partito di opposizione, Partito Popolare Repubblicano (CHP), ha dichiarato di essere intervenuto con i minatori e ha criticato la gestione aziendale. Secondo Akdoğan, il proprietario della società mineraria sarebbe sul suo yacht e la posizione sarebbe stata indicata a Bodrum, mentre i lavoratori si trovavano in protesta.
Akdoğan ha aggiunto che il problema dei pagamenti irregolari sarebbe in corso da quasi 10 anni e che la pazienza dei lavoratori sarebbe arrivata al limite dopo mesi senza stipendio.
richiesta di confronto con ministeri e parlamento
Mert Batur, avvocato del sindacato, ha riferito al quotidiano Evrensel che i lavoratori cercano una piattaforma di negoziazione con i ministeri e con il parlamento. Batur ha sostenuto che le autorità politiche e amministrative avrebbero a lungo protetto Sebahattin Yıldız, proprietario di Yıldızlar SSS Holding, pur conoscendo le rimostranze dei lavoratori.
Secondo le sue parole, sarebbe stato creato un sistema di lavoro definito “schiavista”. L’avvocato ha collegato le responsabilità sia al Ministero del Lavoro sia al Ministero dell’Energia, sostenendo che entrambi non possano ignorare la situazione descritta.
sequestro e passaggi di proprietà della miniera doruk
Nel quadro aziendale, la miniera di Doruk Madencilik sarebbe stata sequestrata dal Fondo di Garanzia dei Depositi (TMSF) nel 2016 e successivamente acquistata da Yıldızlar. Questo elemento viene riportato insieme alle rivendicazioni dei lavoratori e alle contestazioni relative ai pagamenti e alle pratiche di lavoro.
figure citate e ruoli nelle vicende descritte
- Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea
- Paula Pinho, portavoce della Commissione europea
- Mark Rutte, segretario generale della Nato
- Recep Tayyip Erdoğan, autocrate guida della Turchia
- Umout Akdoğan, deputato del CHP
- Mert Batur, avvocato del sindacato
- Sebahattin Yıldız, proprietario di Yıldızlar SSS Holding
