Violenza e lacrime: chiara balistreri e l’ex che torna libero
Una notizia temuta torna a farsi strada nella vita di Chiara Balistreri, influencer bolognese di 24 anni: l’ex compagno Gabriel Constantin sarebbe stato riammesso in libertà. La comunicazione arriva attraverso un video social in cui la giovane descrive la chiamata ricevuta dalla polizia di Bologna e la prossima data di rientro dell’uomo, accompagnando il racconto con timore e sofferenza legati alle violenze subite in passato.
chiara balistreri: gabriel constantin torna a casa con il braccialetto anti-stalking
Nel video, Chiara appare in lacrime e annuncia di essersi svegliata con una comunicazione ufficiale: una chiamata della polizia avrebbe informato che Gabriel Constantin rientrerà in casa entro due giorni, con il dispositivo previsto. La protagonista spiega che si tratta del “pacchetto” del braccialetto anti-stalking, composto da due dispositivi, uno destinato all’aggressore e uno assegnato alla vittima.
Secondo quanto riferito, il sistema include un dispositivo non rimovibile per Constantin e un dispositivo per la vittima che avvisa nel caso di avvicinamento oltre i limiti consentiti. La gestione avviene tramite un telefonino gps che la vittima deve portare con sé, con la trasmissione di notifiche di intemperanza che arriverebbero anche alle forze dell’ordine.
braccialetto anti-stalking contestato: la replica di chiara balistreri
La parte centrale del messaggio riguarda una netta contestazione del dispositivo. Chiara sostiene di non accettare il braccialetto, motivando la posizione con l’idea che, qualora si verificasse un evento pericoloso, la responsabilità ricadrebbe comunque su chi ha deciso di consentire il ritorno dell’uomo. La giovane collega tale scelta a un contesto familiare specifico: Constantin sarebbe ospitato nella casa della madre, in cui sarebbero presenti anche due bambine minori.
Nel racconto viene inoltre richiamato un passaggio giudiziario e processuale: Chiara afferma che il figlio di Constantin è stato arrestato in presenza della madre e che quest’ultima avrebbe aiutato l’uomo durante la latitanza. Viene anche menzionato il pagamento di un avvocato per ottenere l’uscita dal carcere.
precedenti e condotta in carcere: riduzione della pena e motivazioni della paura
La situazione descritta si collega a una prima evoluzione risalente a inizio marzo, quando per Constantin sarebbe stata disposta una riduzione della pena di sei mesi. Secondo quanto riferito da Chiara, l’uomo avrebbe dovuto scontare cinque anni e nove mesi di detenzione. In quel frangente la reazione dell’influencer sarebbe stata di forte delusione, con accuse rivolte allo Stato per l’incapacità di tutelare le vittime di violenza maschile.
A distanza di circa un mese, la delusione si trasformerebbe in timore concreto. Chiara collega la paura al rientro dell’ex compagno in un luogo in cui lei avrebbe vissuto violenze per cinque anni, ricordando di aver riportato “botte” e indicando che la presenza di minori renderebbe la prospettiva ancora più insostenibile. Nel video la giovane formula accuse più ampie, sostenendo che non sarebbe sufficiente il fatto che Constantin fosse già scappato due volte dagli arresti domiciliari e che avesse preso parte a una rissa in carcere.
La narrazione aggiunge anche dettagli sulla condotta durante la detenzione: Constantin, secondo Chiara, sarebbe stato più volte violento e avrebbe mostrato una condotta inadeguata anche nei confronti di altri detenuti.
rissa e violenze segnalate nel racconto: il caso della mascella rotta
Chiara riferisce una rissa tra Constantin e il compagno di cella, descritta come un episodio di particolare gravità che avrebbe reso ulteriormente incomprensibile, ai suoi occhi, la scelta di farlo tornare a casa. Nel video vengono citati anche ulteriori passaggi legati alla detenzione: l’influencer afferma che Constantin avrebbe picchiato il compagno di cella e che pochi mesi fa gli avrebbe rotto la mascella, rendendo necessario un intervento chirurgico.
Un punto specifico del messaggio riguarda anche la motivazione attribuita alla decisione di rimandarlo a casa: Chiara sostiene che a scegliere il reintegro sarebbero state “tre donne”, e afferma che tale circostanza aumenterebbe ulteriormente il senso di repulsione e frustrazione.
denuncia e impotenza: “non ho giustizia” secondo chiara balistreri
Il video include anche dichiarazioni più dirette sul tema della giustizia e della sicurezza personale. Chiara sostiene che, in caso di pericolo, una risposta “da sola” produrrebbe conseguenze sul piano legale: afferma che, se si verificasse una necessità di reazione, finirebbe in carcere per scontare la pena, mentre la questione resta legata alla mancata tutela.
La giovane descrive un nodo di disuguaglianza e inefficacia, facendo riferimento alla presenza di molte persone detenute e all’idea che, secondo la sua percezione, il sistema non risulti capace di proteggere adeguatamente. Chiara parla anche del rapporto con la community: racconta di ricevere messaggi quotidiani e richieste d’aiuto, includendo la sensazione di non avere giustizia e di aver perso anche “quel briciolo” che era stato concesso.
personaggi citati
- Chiara Balistreri
- Gabriel Constantin
- madre di Gabriel Constantin
- polizia di Bologna


