Video lego trump preso in giro: come liran vince la guerra comunicativa

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Video lego trump preso in giro: come liran vince la guerra comunicativa

Un’arma comunicativa che viaggia più veloce di qualsiasi dichiarazione ufficiale: dopo una tregua tra Stati Uniti e Iran durata appena il tempo di lasciare spazio a un’ondata di contenuti, un nuovo video in stile “Lego Movie” ha rilanciato con forza la propaganda iraniana. Il bersaglio centrale è Donald Trump, ritratto come un leader infantile, capriccioso e aggressivo, mentre la narrazione lo incalza con ironia e rovesciamento dei ruoli.

A poche ore dalla notizia della tregua, la clip conquista milioni di visualizzazioni, inserendosi in una serie più ampia di produzioni che, in queste settimane di guerra, sono diventate un vero caso di studio per l’uso dell’intelligenza artificiale e per la capacità di raggiungere pubblici molto diversi.

propaganda iraniana e video “lego” anti-usa e anti-israele

La serie di contenuti viene realizzata con maestria e uno stile visivo riconoscibile: colori vivaci, estetica da animazione tipo Lego e musica rap come sottofondo. L’elemento comune è una trama che punta a ridicolizzare Trump, mostrando un susseguirsi di fallimenti delle potenze occidentali contrapposti alle presunte gesta eroiche della Repubblica islamica.

narrazione simbolica e personaggi ricorrenti

Oltre a Trump, compaiono figure e riferimenti chiave: Netanyahu viene rappresentato come un controllore (“lo tiene in pugno”), insieme a Rubio e a Hegseth, mentre sullo sfondo entrano anche gli emiri del Golfo. La propaganda inserisce inoltre luoghi simbolo e riconoscibili, tra cui Statua della libertà, grattacieli di Dubai e la pista del Gran Premio del Bahrain, rafforzando l’impatto visivo e la dimensione satirica.

taco, epstein e il linguaggio dell’ironia

Nei filmati compaiono continui riferimenti a Epstein e ricorre un richiamo specifico alla sigla “Taco”. La sigla indica Trump always chickens out, un modo per descrivere presunti dietrofront e arretramenti all’ultimo momento. La sigla non è nata di recente: risale a maggio 2025 ed è stata associata a “Taco Trade” collegando l’idea di ripetuti cambi di rotta anche nelle strategie sui dazi.

impatto comunicativo: vittoria per l’iran e perdita reputazionale per gli usa

La propaganda descritta viene presentata come una vittoria sul piano comunicativo, definita imprevedibile e senza precedenti. Il risultato è duplice: da un lato aumenta la percezione di efficacia narrativa dell’Iran; dall’altro si produce una stangata reputazionale per gli Stati Uniti, con il rischio che l’effetto d’immagine si estenda oltre la singola pubblicazione.

chi realizza i contenuti e come funzionano i canali di diffusione

Dietro alla produzione viene indicato un gruppo che si fa chiamare Explosive media. Il gruppo sostiene di non avere legami con la Repubblica Islamica, ma diverse testate statunitensi avrebbero individuato un possibile collegamento con la fondazione Revayat-Fath Institute, associata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

censura e rilancio sui social

La diffusione ha attraversato anche tentativi di limitazione: la censura di Meta e YouTube avrebbe portato all’oscuramento degli account collegati. Nonostante ciò, ogni video pubblicato ha continuato a ottenere visite su scala massiva, sostenute da un meccanismo di condivisione intenso.

meccanismo di condivisione e viralità globale

Lo schema di distribuzione è descritto come ripetibile. I contenuti vengono inizialmente diffusi da canali iraniani e russi; poi, tramite migliaia di profili, la clip viaggia autonomamente e senza controllo su scala internazionale. Le caratteristiche della satira e la costruzione narrativa rendono i video capaci di generare una “saldatura” tra comunità differenti, con un’estensione della popolarità anche in occidente.

diffusione occidentale e comunità attiviste

La ricezione non si limita al pubblico strettamente allineato: i filmati diventano particolarmente popolari all’interno di reti e comunità di attivisti. Secondo la ricostruzione fornita, emergono convergenze con gruppi che si oppongono all’imperialismo statunitense e al governo estremista israeliano, contribuendo ad amplificare l’effetto dei contenuti anche fuori dai contesti iniziali di diffusione.

personaggi citati nei video e nelle narrazioni

  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
  • Marco Rubio
  • Pete Hegseth
  • emiri del Golfo

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