Verona aggressione al comizio di vannacci presidio anti

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Verona aggressione al comizio di vannacci presidio anti
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Un presidio antifascista durante un comizio si è trasformato in un episodio di forte tensione, con accuse di aggressione e interventi sul posto. Sullo sfondo, il generale Roberto Vannacci ha portato il suo messaggio alla Fabbrica Pedavena Verona, mentre l’area di svolgimento è stata attraversata da proteste, contrasti e dinamiche che hanno coinvolto più persone.

Dopo l’accaduto, Giovanni Zardini, leader del Circolo Pink, ha dichiarato di aver riportato conseguenze fisiche: un colpo allo stomaco e una bruciatura a un braccio provocata tramite una sigaretta. Zardini ha aggiunto di aver ricevuto anche minacce di morte e insulti, descrivendo un clima che, a suo dire, si è subito intensificato.

aggressione durante il comizio di Roberto Vannacci a San martino buonalbergo

L’episodio riguarda un presidio antifascista effettuato da un gruppo di persone durante il comizio che Roberto Vannacci ha tenuto a San Martino Buonalbergo, presso la Fabbrica Pedavena Verona. Secondo quanto riferito da Zardini, l’aggressione sarebbe avvenuta mentre il gruppo era presente in numero ridotto: circa dieci persone che si sarebbero posizionate vicino al palco per provare a interrompere l’intervento.

Zardini ha raccontato di essersi limitato a contestare verbalmente, spiegando che il gruppo ha urlato slogan, tra cui la contestazione “Fascisti! Fascisti!”. A quel punto, ha riferito di essersi verificata un’alterazione improvvisa della situazione, con l’intervento a suo supporto dei sostenitori presenti e con un’escalation che, nelle sue parole, è stata alimentata da estremismi.

tensione, minacce e intervento delle forze dell’ordine

Nel racconto di Zardini, l’area sarebbe stata attraversata da accanimento e da una concentrazione anomala di contestatori. Ha inoltre segnalato che, oltre a lui, un ragazzo sarebbe stato colpito con una manata in faccia. Zardini ha sostenuto che la reazione sarebbe partita dall’esterno del gruppo antifascista e che l’intervento delle forze dell’ordine sarebbe servito soprattutto a gestire l’uscita dei contestatori.

Carabinieri e polizia, secondo quanto riferito, avrebbero provveduto a scortare all’uscita i contestatori presenti sul prato, ponendosi tra gli agenti e le persone legate ai sostenitori di Vannacci che avrebbero cercato contatto fisico. Zardini ha però contestato la versione secondo cui non sarebbe accaduto nulla: ha dichiarato di aver indicato agli addetti il compito di individuare chi lo avrebbe aggredito.

presenze e sostegni: futura nazionale e adesioni in provincia

Il comizio ha rappresentato una tappa di lancio del movimento Futuro Nazionale. In provincia, secondo le informazioni riportate, si sarebbero presentate almeno mille persone che avrebbero sottoscritto l’adesione, configurando un’ampia mobilitazione in favore di Vannacci.

Durante l’evento era presente anche il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, indicato come protagonista di un passaggio politico: ha lasciato Lega Nord-Liga Veneta per sostenere l’ex vicesegretario della Lega per Salvini Premier.

proteste annunciate da tumulti pride e clima di scontro

La tensione sarebbe stata alta già nei giorni precedenti. Era infatti stata annunciata una presenza di protesta dei militanti di Tumulto Pride, attivisti per i diritti Lgbt+. Questo elemento ha contribuito, nelle dinamiche descritte, a rendere l’ambiente più esposto a scontri all’arrivo e durante il comizio.

boicottaggio e risposta di vannacci alle contestazioni

La rete Rainbow Verona, che riunisce sigle della sinistra radicale, aveva lanciato una chiamata per boicottare il comizio nei giorni precedenti. A fronte delle contestazioni, Vannacci avrebbe risposto richiamando il carattere della presenza: ha sostenuto che i partecipanti sarebbero venuti per disturbare e non per insegnare qualcosa, paragonando la situazione a Vicenza, dove avrebbe parlato di 300 persone, contro la “tripla cifra” registrata altrove.

intervento musicale e battuta durante il comizio

Nel corso della contestazione, un soggetto tra i contestatori avrebbe estratto un flauto definito “pacifista” con lo scopo di dileggiare il generale. Vannacci avrebbe replicato con una frase sarcastica: “Bene che ci siano i flautisti”, aggiungendo che in seguito “cominceranno a cantare Bella Ciao”.

futuro nazionale e sostegno politico nel triveneto: l’intervento di luciano alberti

Alle adesioni al movimento Futuro Nazionale si sarebbe aggiunto Luciano Alberti, indicato come primo sindaco del Triveneto che avrebbe preso parte all’iniziativa. Alberti risulta essere primo cittadino di San Mauro dei Saline (Verona), un piccolo comune della Lessinia.

Nel contesto descritto, Vannacci avrebbe dichiarato l’intenzione di procedere in modo indipendente, pur mantenendo un’apertura al dialogo all’interno della destra.

persone coinvolte e citate

  • Giovanni Zardini
  • Roberto Vannacci
  • Stefano Valdegamberi
  • Luciano Alberti
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