Usa oggi colloqui a Islamabad chi sarà al tavolo e le delegazioni

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Usa oggi colloqui a Islamabad chi sarà al tavolo e le delegazioni

Dopo quasi un mese e mezzo di guerra, Islamabad diventa il centro di una nuova fase diplomatica: colloqui tra Iran e Stati Uniti con l’obiettivo di trasformare una tregua fragile annunciata per due settimane in un percorso verso una pace più stabile. L’incontro, programmato nella giornata indicata, arriva dopo una notte di intenso lavoro diplomatico guidato dal Pakistan, riuscendo a convertire il rischio evocato da Donald Trump — legato alla minaccia di “annientantare un’intera civilità” — in una cornice definita dallo stesso presidente statunitense come “una buona base su cui negoziare”.

colloqui iran-usa a islamabad per consolidare la tregua

La tregua di due settimane annunciata dal presidente americano Donald Trump è al centro del confronto, nell’ambito di un tentativo di passare da un accordo temporaneo a una soluzione più duratura. La piattaforma negoziale è resa possibile grazie alla mediazione pakistana, considerata determinante nel raccordare posizioni e tempistiche.

Per il Pakistan la cornice dell’incontro prevede un tavolo di trattativa con la presenza di vertici di governo e forze operative: Shehbaz Sharif, Ishaq Dar e Asim Munir.

delegazione pakistana e composizione dei team al tavolo

pakistan: vertici politici e militari alla trattativa

Il ruolo del Pakistan si riflette nella composizione della delegazione ai colloqui. Al tavolo risultano presenti:

  • Shehbaz Sharif, primo ministro
  • Ishaq Dar, ministro degli Esteri
  • Asim Munir, capo di Stato Maggiore

stati uniti: guida di jd vance e presenza di altri alti funzionari

La delegazione statunitense è guidata dal vice presidente JD Vance. Al suo fianco partecipano anche Steve Witkoff, Jared Kushner e il capo del Cencom Brad Cooper.

iran: araghchi e ghalibaf con il supporto di funzionari chiave

La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, affiancato dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf. Tra i componenti indicati figurano anche Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale, e Majid Takht-Ravanchi, vice ministro degli Esteri.

jd vance al centro della mediazione usa-pakistan

Nel quadro del conflitto, JD Vance risulta direttamente coinvolto negli sforzi di mediazione. La narrazione attribuisce a Vance un’evoluzione significativa: in avvio della guerra contro l’Iran si era mantenuto distante dall’operazione “Epic Fury”, ma la distanza non è interpretata come disimpegno. Nei giorni più recenti, il suo ruolo viene descritto come centrale nei tentativi di raccordo diplomatico.

Secondo quanto riportato, Vance avrebbe comunicato ai mediatori pakistani che Donald Trump era aperto a una tregua. È inoltre indicato che il feldmaresciallo Asim Munir avrebbe mantenuto contatti con Vance dalla fine di marzo e che in due occasioni il vice presidente americano sarebbe stato pronto a recarsi a Islamabad, con visite poi annullate perché Teheran avrebbe richiesto più tempo.

Vance è presentato anche come interlocutore percepito dall’Iran come più credibile rispetto ad altri alti funzionari statunitensi. In base a quanto riportato, Teheran avrebbe rifiutato l’avvio di un dialogo con gli inviati Witkoff e Kushner, che avrebbero negoziato con l’Iran il 28 febbraio, giorno di avvio della guerra, rimanendo esclusi dai canali ritenuti preferibili.

steve witkoff e jared kushner: ruolo diplomatico e riserve iraniane

Nonostante la presenza formale nella delegazione Usa, la percezione iraniana sui due inviati risulta critica. Witkoff viene descritto come una figura diplomatica influente nei negoziati prima e durante il conflitto. Il suo coinvolgimento include, tra le informazioni disponibili, l’indicazione di una possibile svolta a fine marzo e la segnalazione di un piano statunitense in 15 punti per avviare i colloqui, oltre alla partecipazione alla preparazione di incontri diretti tramite la collaborazione con alti funzionari Usa e la mediazione pakistana.

Nel caso di Teheran, emergono riserve esplicite su Witkoff e Kushner. L’Iran avrebbe dichiarato di non fidarsi e di non volerli coinvolgere nei futuri negoziati. Le valutazioni riportate includono descrizioni dei precedenti contatti come “non costruttivi” e la preferenza per canali alternativi.

Kushner, indicato come inviato di pace di alto livello dalla scorsa estate, risulta legato a precedenti attività diplomatiche: il contributo a una mediazione per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, la partecipazione ai negoziati tra Russia e Ucraina, e il coinvolgimento nei colloqui con l’Iran sul programma nucleare.

abbas araghchi: maestro dei negoziati difficili e strategia iraniana

La delegazione iraniana è guidata da Abbas Araghchi, indicato come un capo negoziatore nel settore nucleare nel periodo compreso tra il 2013 e il 2021. La reputazione riportata lo collega a una gestione efficace dei negoziati complessi, maturata anche tramite il ruolo nei colloqui che nel 2015 portarono allo storico accordo sul nucleare iraniano con gli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Cina e Germania, noto come Jcpoa.

Durante l’attuale conflitto, scoppiato il 28 febbraio, Araghchi continua a svolgere un ruolo di diplomatico e stratega. Viene descritto, tra l’altro, come referente nel definire gli attacchi israelo-americani “illegali” e “non provocati”, mentre parallelamente coordina l’azione diplomatica riconoscendo gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.

mohammad-bagher ghalibaf: conservatorismo, pasdaran e influenza nei colloqui

Ad affiancare Araghchi nella delegazione iraniana è il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Le informazioni disponibili lo collocano come figura legata all’apparato politico e di sicurezza, con un orientamento conservatore. Il suo percorso include l’ingresso nei Pasdaran all’età di 18 anni, una lunga esperienza politica con l’incarico di sindaco di Teheran per dieci anni e tentativi di candidatura alla presidenza nel 2005, 2013 e 2024. Nel 2020 è stato eletto presidente del parlamento, con l’ascesa attribuita alla sua lealtà alla guida suprema.

Viene riportato che, pur mantenendo un ruolo formale istituzionale, Ghalibaf resti profondamente radicato nell’apparato di sicurezza e considerato influente nell’area dei Pasdaran. È citata anche una relazione di lunga data con l’élite militare iraniana, con un collegamento a Qasem Soleimani, comandante assassinato durante la prima amministrazione Trump nel 2020.

In parallelo, emergono riferimenti al coinvolgimento di Ghalibaf in colloqui informali con inviati statunitensi, inclusi Witkoff e Kushner. È riportata inoltre una valutazione che lo definisce tra i candidati più importanti per i colloqui, accompagnata dall’idea di non avere fretta nei passi decisivi. Con il rafforzarsi degli sforzi per il cessate il fuoco ad inizio aprile, la posizione attribuita a Ghalibaf si allinea a un approccio iraniano che combina partecipazione e pressione, mentre pubblicamente avrebbe dichiarato che continui attacchi e violazioni avrebbero reso i colloqui privi di significato.

Personaggi e figure presenti nelle delegazioni menzionate:

  • Shehbaz Sharif
  • Ishaq Dar
  • Asim Munir
  • JD Vance
  • Steve Witkoff
  • Jared Kushner
  • Brad Cooper
  • Abbas Araghchi
  • Mohammad-Bagher Ghalibaf
  • Mohammad Bagher Zolghadr
  • Majid Takht-Ravanchi
Categorie: NewsPolitica

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