Ucciso fabio ascione: napoli in lutto, ennesima vittima innocente

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Ucciso fabio ascione: napoli in lutto, ennesima vittima innocente

Napoli scivola in una fase in cui l’indignazione si spegne e ogni reazione sembra incapace di cambiare lo scenario: la città appare atterrita, immobile, con la sensazione che persino la tragedia perda peso e diventi routine. In questo contesto, le morti legate alla cosiddetta guerra quotidiana continuano a riempire un elenco di innocenti colpiti casualmente, mentre il 2025 registra un incremento delle sparatorie a scopo intimidatorio rispetto all’anno precedente.

sparatorie e ‘stese’ a napoli: numeri del 2025 e confronto con il 2024

Nel 2025 le ‘stese’, cioè le sparatorie a scopo intimidatorio, risultano 71, contro le 51 del 2024. Il dato viene collocato nel quadro di una città definita combatutile e disgraziata, dove la violenza continua a colpire l’ordine quotidiano e a lasciare tracce sul territorio.

sparatoria del 7 aprile 2025: vittima tra i palazzi e rientro dal lavoro

Una delle storie richiamate riguarda il 7 aprile, quando un ragazzo viene ucciso in mezzo alla strada all’alba. L’episodio avviene a pochi chilometri dal rione Conocal, nel cosiddetto parco di Topolino, un complesso di palazzine popolari descritto come roccaforte del clan De Micco.

La ricostruzione indica una vittima che lavorava e che non aveva legami con persone coinvolte nei circuiti criminali di “mezzo alla via”. Il colpo arriva mentre rientra a casa dopo il turno al bingo di Cercola. Il sangue viene descritto come destinato a imbrattare un marciapiede anonimo in una strada buia e isolata, a centinaia di metri da grandi complessi di edilizia popolare citati come Lotto Zero, l’Incis e i Bipiani, oltre al Rione De Gasperi di Ponticelli.

napoli ferita e parole vuote: promesse di controllo e ‘lo stato c’è’

Il racconto mette in evidenza l’usura delle frasi ripetute nel tempo e delle dichiarazioni legate al contrasto della criminalità. Tra le formule richiamate compaiono “Mai più”, “Basta camorra”, “Stop alle armi” e “Vogliamo giustizia”, seguite da interventi annunciati come più presidi delle forze dell’ordine sul territorio, più controlli, più videosorveglianza, più zone rosse e più assistenti sociali, con l’idea di un segnale che si riassume in “Lo Stato c’è”.

Nel testo la città viene presentata come ferita a morte, con l’impressione che l’azione proclamata non riesca a interrompere la continuità degli episodi e a impedire che la violenza occupi strade, quartieri e vite.

il sacrificio e la morte mentre si torna a casa

Un passaggio centrale riguarda l’immagine della “meglio gioventù”, descritta come quella parte che, nonostante tutto, mantiene un atteggiamento di rigore, umiltà e sacrificio. La dinamica tragica viene collegata alla morte della vittima mentre raggiunge la propria abitazione dopo aver lavorato: un elemento che rafforza il tema della casualità del colpo e dell’impatto su persone estranee a contesti criminali.

funerale negato e via libera: l’ultimo saluto a ponticelli

La vicenda include anche il tema della celebrazione funebre. Si afferma che Fabio, indicato con il nome Fabio Ascione, avrebbe rischiato di vedersi negare il funerale: la celebrazione in forma pubblica viene inizialmente proibita. Successivamente arriva il via libera per una cerimonia.

La funzione si svolge nella chiesa di San Pietro e Paolo a Ponticelli, dove viene annunciato l’ultimo saluto a un “figlio di Napoli”. Il testo descrive l’attesa di un’omelia con elementi ricorrenti: la scomunica dei camorristi, la condanna dei responsabili e la rappresentazione del “mostro” come qualcuno da affrontare direttamente.

connivenze e omissioni: la città coinvolta oltre il perimetro della criminalità

Accanto alla tragedia, viene richiamata una convinzione legata alla percezione di una complicità più ampia. Il testo sostiene che l’inferno appartiene a Napoli più di quanto si creda, e segnala che esisterebbero ampi strati conniventi e conviventi. Tale affermazione viene supportata dall’indicazione che esistono numerose inchieste giudiziarie, in cui emergono “insospettabili” capaci di trovare tornaconti con modalità differenti.

annalisa durante a forcella: il 27 marzo e il 22esimo anniversario

Un ulteriore riferimento riguarda il 27 marzo, quando si celebra il 22esimo anniversario dell’uccisione di Annalisa Durante, a 14 anni, al rione Forcella. Nel testo Forcella viene presentata non come periferia dimenticata, ma come cuore del centro storico.

iniziative nel centro educativo e degrado intorno alla scuola intitolata

Nel racconto, diverse iniziative si svolgono nel centro educativo intitolato ad Annalisa Durante, situato a pochi metri dal luogo in cui avvenne la morte. La descrizione dell’area circostante viene però associata a un clima di caos e illegalità: vengono citate bancarelle con sigarette di contrabbando, banchetti con profumi contraffatti, ingrassatori di varie specie, e la presenza di sedie e tavolini di attività di ristorazione anche nello spazio d’ingresso della scuola materna intitolata alla 14enne.

Vengono inoltre menzionate auto e moto in sosta selvaggia e il controllo effettuato da un parcheggiatore abusivo. Nel testo si aggiunge anche che, nei palazzi verso Sant’Arcangelo a Baiano, sarebbero presenti micro piazze di spaccio già in piena attività.

presenza di istituzioni e scempio considerato ‘normale’

La cornice dell’evento prevede la presenza di amministratori, forze dell’ordine e magistrati. La domanda centrale posta nel racconto riguarda la normalità attribuita a uno scenario definito indegno e peggio di prima. Il testo sostiene che l’area dei vicoli avrebbe dovuto essere un santuario di memoria e uno spazio di rinascita messo in sicurezza, senza lasciare spazio a comportamenti contrari alle regole.

napoli tra eventi e promozioni, mentre la città smette di sperare

Il quadro si chiude con un contrasto tra celebrazioni e promozioni e la sofferenza quotidiana. Il racconto richiama la presenza di nastri tagliati, l’accoglienza dei turisti con effetti speciali e la promozione tramite reti unificate della città nel contesto del Mediterraneo, con l’orizzonte di una competizione sportiva legata alla Louis Vuitton America’s Cup.

Sul piano umano, viene descritto invece il sentimento di una Napoli addolorata che ha smesso di vivere e di sperare, fino a indicare l’idea che la città non regge più e stia mollando.

nomi presenti nel testo

  • Fabio Ascione
  • Annalisa Durante
Ucciso Fabio Ascione, ennesima vittima innocente: Napoli ha smesso di vivere e di sperare
Categorie: NewsCronaca

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