Trump negozia l’invio di 1100 afghani in Congo: 400 bambini tra i profughi
Le scelte in campo immigrazione e reinsediamento legate all’Afghanistan stanno assumendo una forma concreta. L’amministrazione di Donald Trump valuta due strade che riguardano persone arrivate fino al Qatar dopo l’evacuazione statunitense, con un possibile trasferimento verso un Paese che affronta una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.
piani dell’amministrazione trump: ritorno sotto i talebani o invio in congo
Secondo quanto riportato dal New York Times, le opzioni in discussione sarebbero due. La prima prevede il rientro a casa, con una vita sotto il dominio dei talebani. La seconda strada contempla l’invio di alcune persone in Repubblica democratica del Congo, dove è in corso una delle crisi umanitarie più gravi al pianeta.
Il percorso prende avvio dopo la decisione di sospendere il programma americano di reinsediamento rivolto agli afghani che avevano sostenuto lo sforzo bellico degli Stati Uniti. Nel quadro dei nuovi colloqui, il capo della Casa Bianca sarebbe impegnato in trattative per trasferire fino a 1.100 persone in Congo, includendo anche 400 bambini.
repubblica democratica del congo: numeri e contesto previsto
La Repubblica democratica del Congo viene indicata come destinazione tra le più infauste. Il piano delineato dalle trattative prevederebbe un trasferimento complessivo fino a 1.100 persone, con una quota specifica di 400 bambini.
La proposta sarebbe parte di un cambio di rotta rispetto al reinsediamento in stile statunitense, sospeso per gli afghani che avevano collaborato con le forze Usa durante la guerra contro i talebani.
afghani in qatar: oltre un anno di attesa dopo l’evacuazione
Il gruppo oggetto delle valutazioni risulta composto da soggetti che, secondo quanto riferito, include interpreti impiegati per le forze armate statunitensi, ex membri delle forze per le operazioni speciali afghane e familiari di militari americani.
Gli afghani coinvolti vivono in limbo in Qatar da oltre un anno. L’arrivo sul territorio sarebbe avvenuto dopo l’evacuazione degli Stati Uniti, legata alla loro sicurezza, in quanto avrebbero sostenuto le forze americane durante il conflitto iniziato nel 2001.
prospettive alternative: ritorno a casa come possibilità contemplata
Le comunicazioni sul piano relativo al trasferimento includerebbero anche la prospettiva del rientro. In base a quanto riportato, gli afghani avrebbero la possibilità di tornare a casa, oltre all’ipotesi di essere trasferiti in Congo.
afghanEvac e dichiarazione di shawn vandiver
Shawn VanDiver, presidente del gruppo umanitario AfghanEvac, ha riferito di essere stato informato del piano relativo al Congo da funzionari del Dipartimento di Stato. La comunicazione menzionerebbe anche l’opzione di tornare a casa.
Nella ricostruzione fornita, il punto centrale riguarda la condizione dei destinatari in un regime che, conoscendo il loro ruolo di collaborazione con le forze Usa, non offrirebbe margini di sicurezza. La narrazione individua quindi un confronto tra rischio interno e trasferimento esterno in un’area sottoposta a forti pressioni umanitarie.
quadro delle componenti indicate del gruppo
Il gruppo descritto comprende:
- interpreti per le forze armate statunitensi;
- ex membri delle forze per le operazioni speciali afghane;
- familiari di militari americani.
persone menzionate
Nel contesto del piano descritto compaiono i seguenti nominativi:
- Donald Trump;
- Shawn VanDiver.
