Trump manifesto dell’attentatore accuse al presidente e testo Stufo dei suoi crimini
Un sospetto di gravità eccezionale scuote l’attenzione pubblica: Cole Tomas Allen, 31enne indicato come possibile attentatore, avrebbe sparato a pochi metri dalla cena riservata ai corrispondenti della Casa Bianca nella serata di sabato 25 aprile. Prima di agire, l’uomo avrebbe condiviso con i familiari un manifesto destinato a spiegare le motivazioni dell’azione, includendo anche una lista di presunti obiettivi e alcune repliche alle critiche anticipate.
cole tomas allen: manifesto condiviso con familiari prima dell’azione
Nel testo attribuito ad Allen, presentato come risposta a ciò che aveva intenzione di compiere, compaiono scuse rivolte a coloro che avrebbero subito l’abuso della fiducia. La comunicazione passa poi a una spiegazione legata all’identità personale: Allen si definisce cittadino degli Stati Uniti, sostenendo che le azioni dei rappresentanti si riflettano anche su di lui. Il passaggio successivo collega la scelta di agire all’attribuzione di responsabilità personali a figure politiche, accompagnata da parole fortemente accusatorie.
Secondo la ricostruzione riportata, l’uomo avrebbe affermato di non voler “macchiarsi le mani” con i crimini attribuiti a una figura indicata nel manifesto, descritta con accuse molto gravi. In questa cornice, Allen avrebbe descritto il proprio punto di vista e la ragione che, a suo dire, lo avrebbe portato a mettere in atto l’azione nella serata indicata.
lista obiettivi nel manifesto: funzionari, secret service e sicurezza dell’hotel
Il manifesto attribuito a Cole Tomas Allen include una sezione con l’elenco di potenziali obiettivi, articolata secondo una logica di priorità. Viene citata la categoria di funzionari dell’amministrazione, con un’esclusione esplicitata: Patel. L’elenco prosegue con ulteriori indicazioni riguardanti il Secret Service e la sicurezza dell’hotel.
funzionari dell’amministrazione: priorità e eccezioni
Nel testo riportato, Allen descrive che gli obiettivi sarebbero stati classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso. Nella stessa formulazione compare l’indicazione che tra i potenziali destinatari figurano funzionari dell’amministrazione, con l’eccezione del signor Patel.
secret service: obiettivi solo in circostanze specifiche
Il manifesto attribuito all’uomo precisa che il Secret Service sarebbe diventato obiettivo solo se necessario. Viene indicata anche la volontà di ricorrere, quando possibile, a metodi non letali, con un riferimento all’eventualità di indossare giubbotti antiproiettile.
sicurezza dell’hotel: esclusione salvo circostanze
Per la sicurezza dell’hotel, Allen dichiara che non sarebbe stata considerata un obiettivo, a meno di circostanze particolari. La formulazione include una condizione diretta: la valutazione cambierebbe solo nel caso in cui la sicurezza avesse sparato contro l’attaccante.
repliche alle obiezioni nel manifesto: “porgere l’altra guancia” e rifiuto del confronto morale
All’interno del documento vengono incluse repliche alle obiezioni. La prima riguarda un riferimento religioso: secondo la traccia, una obiezione sostiene che, da cristiano, si dovrebbe “porgere l’altra guancia”. Allen risponderebbe impostando un parallelismo tra la propria condizione e l’idea di essere “oppressi” in modo simile alle vittime di violenze descritte nel testo.
La replica attribuita a Cole Tomas Allen rifiuta il paragone con situazioni di vittimizzazione passiva, sostenendo che la persona a cui si riferisce non corrisponderebbe alla figura del soggetto violentato in un contesto di detenzione, né ad altre immagini di violenza e morte citate nel manifesto. Il linguaggio impiega riferimenti a vittime e a crimini attribuiti a criminali dell’amministrazione, come presentati nella comunicazione.
La chiusura include saluti e una firma composta da pseudonimi: Cole “Forza Fredda” e “Amichevole Assassino Federale” Allen.
post scriptum: critiche al secret service e descrizione della sicurezza assente
Nel testo attribuito all’uomo compare un post scriptum dedicato alle critiche verso il dispositivo di sicurezza predisposto nell’hotel. Allen sostiene di essersi aspettato un livello di protezione estremamente capillare, descrivendo telecamere in ogni zona, stanze sotto controllo, agenti armati a intervalli ravvicinati e metal detector. Secondo quanto riportato, la realtà sarebbe stata percepita come opposta a tali aspettative.
Nel post scriptum viene indicata l’assenza di misure di sicurezza, estesa anche a mezzi di trasporto, hotel ed evento. Il documento attribuito riporta che, al momento della presenza dell’attaccante, non vi sarebbero state garanzie concrete, nemmeno all’ingresso dell’evento.
armi portate e percezione dell’assenza di minacce nello scenario dell’hotel
La ricostruzione riferisce che l’uomo, registratosi in hotel un paio di giorni prima della cena, avrebbe portato con sé un fucile a pompa, una pistola e diversi coltelli. Allen avrebbe descritto l’arrivo nell’hotel come un momento in cui avrebbe notato arroganza nell’ambiente, ritenendo che nessuno considerasse la possibilità di una minaccia.
Nel racconto attribuito, la sicurezza dell’evento sarebbe stata organizzata principalmente all’esterno, concentrandosi su manifestanti e arrivi, senza prevedere l’ipotesi di un arrivo anticipato il giorno prima.
personaggi citati nel documento
Nel materiale attribuito a Cole Tomas Allen e nelle formulazioni riportate compaiono diversi nominativi legati alle accuse e ai riferimenti presenti nel testo:
- Cole Tomas Allen
- Donald Trump
- Patel
- Fbi
- Secret Service