Trump eresiarca: il divino è lui e non bastano le religioni esistenti

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Trump eresiarca: il divino è lui e non bastano le religioni esistenti

Nell’agosto 2015 una dichiarazione attirò l’attenzione: Donald Trump indicò la Bibbia come suo libro preferito, definendola persino “superiore” al The Art of the Deal. Alla richiesta di precisare quale passo amare di più, la risposta fu netta e riservata: non rivelare la scelta, definendola una questione personale. Anche quando gli venne domandato di scegliere tra Antico e Nuovo Testamento, liquidò l’interrogativo sostenendo che si trattasse di equivalenti. La traiettoria successiva, fino agli sviluppi legati al secondo mandato, mette in luce un quadro più ampio: non un semplice cambiamento individuale di fede, ma un progetto che ristruttura il modo in cui il sacro viene mobilitato nel discorso pubblico.

donald trump e la bibbia: dichiarazioni su fede e preferenze bibliche

Nel 2015, in un’intervista concessa a Mark Halperin e John Heilemann, la Bibbia venne collocata come “numero uno” tra i libri preferiti. In quella sede Trump arrivò a valutarla come “superiore” al suo testo. Quando però gli fu chiesto quale parte della Bibbia lo colpisse maggiormente, la risposta rifiutò la specificazione: “è una cosa molto personale”. Alla domanda sulla preferenza tra le due sezioni principali, la posizione espressa fu che sono uguali.

da presbiteriano a cristiano non confessionale: il cambio di definizione

All’epoca delle dichiarazioni del 2015, Trump non aveva ancora vinto le elezioni del 2016 e si presentava come presbiteriano. Cinque anni più tardi, nell’ottobre 2020, durante un’intervista al Religion News Service, modificò l’inquadramento religioso: pur avendo dichiarato di essere cresciuto in una chiesa presbiteriana, si definì poi cristiano non confessionale. Il messaggio risultò dunque meno legato a un’appartenenza istituzionale specifica e più orientato a una collocazione generica.

ufficio della fede alla casa bianca: legami con l’evangelismo apocalittico

Nel periodo del primo mandato presidenziale l’impostazione pubblica si accompagnò a un rafforzamento dei rapporti con diversi leader evangelici. Un passaggio decisivo venne reso più esplicito nel febbraio 2025, con la creazione dell’Ufficio della Fede presso la Casa Bianca. L’ufficio risulta diretto dalla telepredicatrice evangelica Paula White-Cain, e il quadro descritto collega questo snodo all’emersione di un rapporto strutturato tra Trump e l’evangelismo apocalittico.

il secondo mandato e la torsione teologica dei discorsi politici

La torsione teologica dei discorsi politici attribuita a Trump nel secondo mandato non viene ricondotta a una presunta “conversione” personale. Il focus del quadro informativo è invece su un progetto di lungo periodo: l’intento sarebbe ristrutturare il “campo religioso”.

ristrutturare il campo religioso: monopolio del sacro e dominio simbolico

Per spiegare il concetto di campo religioso viene richiamato un modello di interpretazione: il campo religioso viene descritto come uno spazio strutturato da rapporti di forza, nel quale si contende il monopolio dei “beni di salvezza” e la definizione legittima del sacro. In questa cornice non si parla solo di una sfera spirituale, ma di un dispositivo di dominio simbolico e ideologico.

eresiarca e legittimazione: conquistare autorità senza capitale istituzionale

Il ruolo attribuito a Trump non si limita a mobilitare simboli cristiani per consolidare la base elettorale. L’obiettivo prospettato è ridefinire il perimetro del campo religioso, posizionandosi come eresiarca: un soggetto privo del capitale simbolico istituzionale delle chiese tradizionali, che cerca legittimità attraverso anche una rivoluzione simbolica.

domanda di salvezza e crisi sociale: perché la proposta trova spazio

Perché l’operazione possa produrre effetti, viene indicata la necessità di mobilitare la domanda di salvezza proveniente da ampi settori della società, in particolare dagli strati impoveriti. Questa domanda viene collegata a precarietà economica, disgregazione sociale e crisi istituzionale, quindi a una profonda crisi del capitalismo contemporaneo. In tale scenario il capitalismo non sarebbe più capace di offrire un futuro credibile, oppure, richiamando Walter Benjamin, non riesce più a soddisfare le ansie e le inquietudini a cui le religioni tendono tradizionalmente a dare risposta.

trumpismo come sintesi ideologica: bene e male, profezia e guerra redentiva

L’offerta attribuita al trumpismo a chi cerca salvezza viene descritta come una potente sintesi ideologica costruita su più elementi: suprematismo nazionale, teologia evangelica apocalittica, leadership carismatica (ricondotta al culto del capo) e tecnologia divina. Il riferimento alla tecnologia include, tra le ambizioni teologiche attribuite a guru della sorveglianza globale, la figura di Peter Thiel, citato come protagonista di seminari sull’Anticristo tenuti a distanza ravvicinata dal Vaticano.

In questa prospettiva, l’azione politica viene rappresentata come una lotta tra forze del Bene e forze del Male. La guerra viene configurata come un evento redentivo, funzionale alla realizzazione di una profezia. Di conseguenza, figure evangeliche associate all’amministrazione Trump tenderebbero a interpretare la storia contemporanea attraverso l’Apocalisse, contribuendo a un immaginario in cui sofferenza, guerra e morte vengono presentate come condizioni necessarie per l’avvento di un ordine superiore.

attacco a papa leone xiv: lotta nel campo religioso e contestazione dell’autorità

Nel quadro descritto, viene interpretato anche l’attacco di Trump a papa Leone XIV come parte di un’azione di conflitto interno al campo religioso, non come episodio isolato. La Chiesa cattolica, per la sua dotazione di capitale simbolico e per la sua pretesa universalistica, viene indicata come un ostacolo nel processo di costruzione di una nuova ortodossia centrata sui valori del trumpismo. Il passaggio critico riguarda la delegittimazione del Papa: contestare la sua autorità significherebbe mettere in discussione il ruolo di garante legittimo del sacro, aprendo spazio a una forma alternativa di consacrazione.

diventare fonte di legittimità religiosa: assalto al sacro e necessità del capitalismo

Il quadro informativo attribuisce a Trump un obiettivo più radicale rispetto all’uso strumentale delle religioni esistenti: diventare egli stesso una fonte di legittimità religiosa. L’autorità verrebbe presentata come derivante dalla capacità e dalla volontà di incarnare una visione descritta come fortemente arbitraria e predatoria

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