Trump e gli iraniani parole shock linguaggio apocalittico per giustificare la guerra totale

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Trump e gli iraniani parole shock linguaggio apocalittico per giustificare la guerra totale

Washington, 6 aprile 2026: durante la tradizionale White House Easter Egg Roll, la domanda del giornalista sul bombardamento di infrastrutture civili in Iran apre un confronto acceso. Il presidente degli Stati Uniti risponde collegando la questione a presunte uccisioni avvenute nell’ultimo mese, menzionando manifestanti e utilizzando un linguaggio deumanizzante, definendo “animali” gli iraniani. La scelta lessicale, oltre alla tesi espressa, diventa il punto centrale di un dibattito che richiama precedenti dichiarazioni e l’uso di espressioni analoghe in contesti già portati davanti a organismi internazionali.

trump e la deumanizzazione sugli iraniani durante la pasqua alla casa bianca

La scena alla Casa Bianca inserisce la polemica in un momento simbolico, mentre l’argomentazione risulta fondata su un ragionamento che giustifica l’azione unilaterale senza indicare coperture di organismi internazionali. A colpire è anche la terminologia: il presidente definisce gli iraniani, anche quando si parla del regime che governa il Paese, come “animali”. In parallelo, viene richiamato che un’impostazione simile non rappresenta un caso isolato.

precedenti dichiarazioni su palestinesi e “animali umani”

Nelle stesse ore del 9 ottobre 2023, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, citato nella ricostruzione, collega l’idea di un assedio totale della Striscia di Gaza all’uso di una formula in cui il conflitto viene descritto contro “animali umani”. In parallelo, un maggiore generale, Ghassan Alian, avverte che Hamas sarebbe diventato “l’Isis” e che i cittadini di Gaza festeggiano, aggiungendo che gli “animali umani” verrebbero trattati di conseguenza, con blocco totale e privazioni come elettricità e acqua, oltre a danni.

corte internazionale di giustizia e corte penale: “intento genocidario” e rischio plausibile

Le due dichiarazioni vengono riportate come elementi di prova nel documento depositato il 29 dicembre 2023 nella causa promossa dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia. Nel testo, l’uso del termine “human animals” viene descritto come un linguaggio volto a privare i palestinesi della dignità umana e ritenuto potenzialmente idoneo ad incitare ad azioni genocidarie. Questa lettura viene collegata anche all’ordinanza del 26 gennaio 2024, con cui la Corte stabilisce un rischio plausibile di genocidio a Gaza.

mandato d’arresto e responsabilità richiamate

La stessa linea interpretativa risulta richiamata anche alla base del mandato d’arresto emesso il 21 novembre successivo dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Gallant e Netanyahu.

ultimatum a teheran e minacce di colpire infrastrutture civili

Nelle ore più recenti, la pressione verbale cresce fino a toni apocalittici: il presidente scrive su Truth richiamando l’idea che “un’intera civiltà” possa morire la notte stessa. Nel quadro delle minacce, la scadenza dell’ultimatum a Teheran viene indicata per le 20 di oggi a Washington (le due di notte in Italia). Al centro della pressione c’è la richiesta di riaprire lo Stretto di Hormuz, accompagnata dall’annuncio di bombardamenti su infrastrutture civili.

giornata della centrale elettrica e del ponte: linguaggio e obiettivi

La minaccia viene descritta con immagini legate a infrastrutture: “Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno”. Nel testo vengono anche indicati ordini di aprire lo Stretto, con l’avvertimento che, in caso contrario, il Paese vivrebbe una condizione infernale. In precedenza, il 2 aprile viene ribadita la promessa di colpire centrali elettriche, pozzi petroliferi e l’isola di Kharg, richiamando che da lì passa il 90% delle esportazioni di petrolio del Paese.

attacchi recenti: sinagoga, università, aeroporti, petrolchimica e ferrovie

La ricostruzione indica che le dichiarazioni non restano confinate alle parole. La “scorsa notte” caccia di Usa e Israele avrebbero distrutto la sinagoga di Khorasaniha e danneggiato alcune case circostanti a Teheran. Poco prima sarebbe stato colpito anche l’Università di Tecnologia Sharif nella stessa capitale.

raid contro infrastrutture e impianti di trasporto

Nelle stesse ore l’esercito israeliano avrebbe attaccato elicotteri e aerei dell’Aeronautica Militare in tre aeroporti: quello di Bahram, quello di Azmayesh e lo scalo di Mehrabad, indicato come il più trafficato per i voli domestici. Ancora lunedì, la Israeli Air Force viene descritta mentre sgancia missili contro poli petrolchimici di Marvdasht e di South Pars, indicato come il più grande dell’Iran.

bombardamenti su ferrovie e ponti con invito a evitare i treni

In queste ore viene segnalato che sarebbero stati bombardati circa tratti “chiave” di ferrovie e ponti, dopo che era stato indirizzato agli iraniani un invito a astenersi dall’utilizzare e viaggiare in treno in tutto il Paese. La presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie viene indicata come elemento che metterebbe a rischio le vite.

crimine di guerra e diritto internazionale umanitario: criteri su obiettivi e protezioni

Oltre alle minacce, viene riportato che Volker Turk, Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, abbia avvertito senza fare nomi che attacchi deliberati contro popolazione e infrastrutture civili costituiscono un crimine di guerra.

condizioni per colpire una centrale elettrica

Nel Diritto internazionale umanitario, la qualificazione di un bersaglio non è automatica. In base alle Convenzioni di Ginevra e al Protocollo I, una centrale elettrica può essere considerata un obiettivo legittimo quando “contribuisce concretamente all’azione militare”. Se, invece, serve esclusivamente la popolazione civile, risulta vietato colpirla.

protezione di ospedali e scuole

Ospedali e scuole godono di protezione rafforzata. La perdita di tale protezione richiede condizioni rigorose, ad esempio quando vengono impiegati come depositi di armi o come centri di comando militare.

ponti, trasporti e proporzionalità

Ponti e infrastrutture di trasporto possono essere colpiti se offrono un vantaggio militare concreto e diretto, e non se destinati al solo uso civile. Anche quando l’obiettivo è ritenuto legittimo, i danni ai civili non devono risultare eccessivi rispetto al vantaggio militare concreto e diretto atteso. Devono inoltre essere adottate tutte le precauzioni possibili per limitarli.

pentagono e lista di infrastrutture energia: estensione per ridurre il margine di crimini di guerra

Nelle ultime ore, secondo quanto riportato da Politico, il Pentagono avrebbe esteso l’elenco delle infrastrutture dell’energia da colpire qualora Teheran non accetti l’ultimatum. L’elenco includerebbe anche siti duali, con utilizzi sia civili sia militari, con l’intento dichiarato di limitare la possibilità di commettere crimini di guerra.

dipendenza dagli eventi immediati

Il quadro rimane legato a ciò che accadrà nelle prossime ore, con la pressione che si mantiene attraverso minacce, avvertimenti e impatti già descritti su infrastrutture e obiettivi in Iran.

personaggi e figure citate

  • Donald Trump
  • Yoav Gallant
  • Benjamin Netanyahu
  • Ghassan Alian
  • Volker Turk
“Gli iraniani sono animali”: Trump parla come fa Israele con Gaza. Linguaggio apocalittico e de-umanizzazione del nemico per giustificare la guerra totale

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