Treviso Basket squalifica due 17enni nel torneo scolastico: accusati di mancanza di rispetto ai compagni
Una festa sportiva nata tra le mura scolastiche si è trasformata in un caso disciplinare. Alla Reyer School Cup, torneo che ogni anno coinvolge 64 istituti superiori grazie all’iniziativa promossa dalla Reyer Venezia, due studenti di 17 anni hanno vissuto un momento decisivo sul campo, tra palestra gremita e finali ad alta tensione. La competizione scolastica, però, si è scontrata con le regole interne di una società professionistica, dando avvio a conseguenze che hanno acceso il dibattito sul rapporto tra impegni sportivi e partecipazione a eventi extra.
reyer school cup e disputa tra scuole e regole societarie
La Reyer School Cup, collegata al mondo del basket professionistico attraverso la Reyer Venezia, richiama ogni anno un numero elevato di scuole e trasforma le partite in un evento partecipato dagli studenti. A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche Maurizio Gherardini, ex procuratore generale della Benetton Treviso ed ex vicepresidente dei Toronto Raptors, attuale presidente della Lega Basket Serie A, che ha espresso l’auspicio di poter replicare simili tornei in ogni città.
Nel frattempo, diverse società professionistiche applicano regole che vietano o limitano la partecipazione dei propri tesserati ad altri tornei. Secondo quanto riportato, alcuni club avrebbero scelto strade differenti: c’è chi ha sorvolato, chi ha lasciato correre senza interventi formali e chi, invece, ha adottato misure più incisive verso i propri atleti.
treviso basket e provvedimento disciplinare per due atleti under 19
Secondo quanto riferito, il caso più specifico riguarda il Treviso Basket, che avrebbe deciso un provvedimento disciplinare nei confronti di due atleti di 17 anni appartenenti all’Under 19 Eccellenza. La motivazione indicata è l’avere preso parte alle Final Four del trofeo scolastico organizzato dalla Reyer.
La sanzione, nel racconto dei fatti, ha portato i due ragazzi fuori roster, con possibilità concessa limitata a allenamenti individuali.
Entrambi gli studenti risultano iscritti al liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso. Nella giornata di riferimento hanno giocato la finale al Taliercio contro i mestrini del liceo Stefanini, che alla fine si sono laureati campioni.
partecipazione con ruolo da allenatori in panchina
Il motivo dell’ingresso nel torneo, per i due giovani, sarebbe legato alle regole interne del Treviso Basket. Il club, infatti, nel proprio regolamento non ammetterebbe gite e tornei scolastici per i tesserati. Proprio per questo, i ragazzi avrebbero scelto di partecipare in modo compatibile, prendendo parte al torneo come allenatori in panchina.
La scelta veniva descritta come un modo per restare vicini ai compagni, offrendo consigli e supporto senza scendere in campo.
madness e scelta di giocare: ultimatum e conseguenze
Dopo la fase iniziale, la competizione entra in una fase successiva indicata come Madness, che consente alle scuole di accedere alle Final Four. In questa fase, i due ragazzi avrebbero deciso di passare dall’essere in panchina al scendere in campo, indossando canotta e scarpe da basket.
Il palazzetto risulta sold out e i compagni li avrebbero sostenuti con grande entusiasmo. L’evento, però, si sarebbe trasformato in un confronto: i ragazzi avrebbero raccontato che dirigenti del Treviso Basket li avrebbero accusati di avere “tradito i valori della società”, accompagnando la contestazione con un ultimatum. In caso di partecipazione alle Final Four, non avrebbero giocato le ultime partite di campionato e non si sarebbero allenati con i compagni fino alla fine dell’anno.
Di fronte alla decisione di giocare ugualmente, la società avrebbe applicato la linea annunciata, impedendo loro gli allenamenti con la squadra e consentendo soltanto lavoro in palestra.
progetto educativo “comunicare con lo sport” e risposta del professore-allenatore
Nel racconto riportato, il contesto scolastico viene spiegato attraverso un progetto legato all’evento sportivo. Andrea Dotto, professore-allenatore del Duca Degli Abruzzi, ha descritto il progetto “Comunicare con lo sport”, indicandone l’impianto: mettere in luce aspetti dell’iniziativa che includono giocatori, cheerleader, ufficio stampa e social media management.
Il progetto sarebbe pensato per valorizzare chi dedica gran parte della giornata allo sport. Secondo le parole di Dotto, sono frequenti le assenze a lezione legate agli impegni con le rispettive società, con un approccio definito comprensivo e collaborativo. Nel contesto del caso, il professore ha fatto riferimento all’assenza di analoga flessibilità da parte dei dirigenti sportivi.
La posizione si è concentrata anche sul valore della finale della Reyer School Cup, presentata come occasione unica nella vita. La motivazione proposta per la presa di posizione dei ragazzi si riassume nel voler onorare la scuola e la città.
risposta ufficiale di tvb: provvedimento educativo e allenamenti individuali
La società avrebbe confermato l’adozione del provvedimento disciplinare, precisando però di non avere “tagliato” i due giovani dalla squadra. Alessio Collanega, responsabile del settore giovanile di Tvb, avrebbe spiegato che l’azione nasce da un impegno non mantenuto e da una mancanza di rispetto verso i compagni.
Secondo la versione della società, i ragazzi sono atleti selezionati e partecipano al campionato di eccellenza. Il provvedimento viene descritto come principalmente educativo–formativo, non punitivo. Resta la possibilità di svolgere allenamenti individuali e il riconoscimento della loro appartenenza al gruppo, con la precisazione che nessuno li avrebbe “cacciati”.
Dal lato dei giocatori, risulterebbe già stata avanzata la richiesta di nulla osta per svincolarsi e concludere il campionato in un’altra società.
giocatori coinvolti
- due atleti di 17 anni dell’Under 19 Eccellenza del Treviso Basket
