Tregua per pasqua ortodossa accuse dei filorussi a kiev per violazioni
Russia e Ucraina hanno continuato a fronteggiarsi con attacchi tramite drone nelle ore immediatamente precedenti a un breve cessate il fuoco annunciato per la Pasqua ortodossa. La tregua, proposta da Vladimir Putin, era prevista per 32 ore, con inizio alle 15:00 ora italiana e conclusione alle 23:00 del 13 aprile. Anche dopo l’avvio della tregua, il conflitto ha mantenuto una forte intensità, con accuse reciproche di violazioni e nuovi episodi segnalati su diversi fronti.
cessate il fuoco pasquale 32 ore e accuse di violazione
La tregua annunciata da Putin per la Pasqua ortodossa prevedeva un arco temporale di 32 ore. Nonostante la durata concordata, secondo quanto riportato da ambienti filorussi, le forze di Kiev avrebbero colpito con un drone Nova Kakhovka, nella regione di Kherson, territorio occupato dalle forze di Mosca.
La ricostruzione è attribuita a Volodymyr Ohanesov, capo filorusso ad interim del distretto urbano di Nova Kakhovka, secondo cui l’episodio avrebbe causato tre auto danneggiate e un’abitazione colpita. È stata indicata anche la presenza di una persona ferita. Nella stessa versione, i droni sarebbero stati individuati e neutralizzati, con tre ordigni inesplosi segnalati come recuperati o neutralizzati.
chiarimenti di zelensky sulla risposta alle violazioni
Volodymyr Zelensky aveva avanzato l’idea di estendere la tregua oltre le 32 ore, pur precisando che l’Ucraina avrebbe risposto in caso di attacchi. Nel suo messaggio, Zelensky ha collegato la risposta al mancato rispetto della tregua: assenza di raid aerei, attacchi a terra e azioni in mare avrebbe significato che da parte ucraina non sarebbe arrivata alcuna risposta. In base alla ricostruzione, le forze di Kiev avrebbero definito parametri di reazione legati a violazioni di qualsiasi tipo da parte russa.
posizione del kremlino sull’autonomia dell’iniziativa
Il Cremlino ha ribadito l’autonomia della proposta russa, sottolineando che l’annuncio del cessate il fuoco non sarebbe stato concordato prima con l’Ucraina né con gli Stati Uniti. Dmitry Peskov ha inquadrato l’iniziativa come necessaria per consentire alle persone di affrontare la Pasqua in condizioni di maggiore sicurezza: l’obiettivo sarebbe garantire una Pasqua libera dalle minacce e un movimento reale verso la pace, lasciando aperta la possibilità che la Russia non torni a colpire l’Ucraina anche dopo la Pasqua.
attacchi con droni prima e durante la tregua: numeri e territori
Nei momenti precedenti allo scatto della tregua, Kiev ha segnalato almeno 160 droni lanciati dalla Russia. In base alle autorità ucraine, gli attacchi nell’est e nel sud del Paese hanno causato quattro vittime.
Tra le persone uccise, sono indicate due vittime colpite in un attacco russo contro una zona residenziale, secondo le autorità. Inoltre, bombardamenti russi avrebbero ferito 14 persone nella regione di Sumy (nord-est) e altre 10 persone a Kramatorsk, nella regione di Donetsk (est).
colpi ucraini su krasnodar e perdite su territori sotto controllo russo
Dal lato ucraino, droni lanciati verso la regione russa di Krasnodar (sud) avrebbero provocato un incendio in un deposito di petrolio e danni a edifici residenziali, secondo le autorità locali. Sul fronte opposto, sono stati segnalati anche impatti su territori della regione di Donetsk sotto controllo russo: due persone sarebbero state uccise in un attacco con drone ucraino, secondo le autorità stabilite in quell’area da Mosca.
zelensky e l’idea di ulteriori stop: energia e negoziato
Oltre alle richieste legate alla durata della tregua, Zelensky aveva espresso in precedenza disponibilità a misure ulteriori. Il 10 aprile ha richiamato la necessità di un percorso verso la pace e ha collegato la possibilità di una Pasqua più sicura a un cambiamento nel comportamento militare. Pochi giorni prima, Zelensky aveva indicato la possibilità di ordinare lo stop dei raid contro le infrastrutture dell’energia in Russia, a condizione che Mosca garantisse misure analoghe.
La tregua della Pasqua ortodossa viene descritta come il quarto cessate il fuoco dall’inizio della guerra nel febbraio del 2022. Mosca ha richiamato precedenti fermate: la tregua del Natale ortodosso 2023, la tregua della Pasqua 2025 e il cessate il fuoco del maggio dello stesso anno, coincidente con la Giornata della Vittoria celebrata a Mosca.
figure citate nel quadro della tregua
- Vladimir Putin
- Volodymyr Zelensky
- Dmitry Peskov
- Volodymyr Ohanesov
