Travaglio schiforma nordio tre gip follia che rischia di paralizzare i tribunali

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Travaglio schiforma nordio tre gip follia che rischia di paralizzare i tribunali

La riforma Nordio sui tre giudici per le misure cautelari al centro del dibattito politico e giudiziario accende un confronto acceso a Otto e mezzo su La7. Il tema riguarda la decisione sulle misure di custodia cautelare in carcere, con una modifica che dal 25 agosto 2026 sostituisce il Gip singolo con un collegio di tre magistrati.

riforma nordio con tre gip dal 25 agosto 2026

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, commenta la riforma definendola “alla follia” nel modo in cui cambierà la procedura. Il passaggio cardine riguarda la necessità, per disporre un arresto e le relative misure cautelari, di arrivare a una decisione che coinvolga tre Gip invece del giudice singolo previsto oggi.

travaglio: impatto operativo e rischio di intasamento

Nel confronto con Lilli Gruber, il discorso si concentra sulle conseguenze pratiche della riforma. Secondo Travaglio, l’impianto pensato per il nuovo sistema finisce per risultare ingestibile per molti uffici giudiziari.

presenza di tre gip e carichi di lavoro nei tribunali

Travaglio evidenzia che, nei tribunali con un numero limitato di giudici, garantire la presenza continuativa di tre Gip per ogni misura cautelare diverrebbe problematico. Il nodo non sarebbe soltanto logistico: la riforma coinvolgerebbe anche fasi successive dell’iter giudiziario.

Secondo la ricostruzione proposta, i magistrati dovrebbero poi procedere anche alla formazione del riesame, seguire lo stesso caso nell’udienza preliminare e occuparsi ulteriormente della vicenda in primo grado e appello. Ne deriverebbe, secondo Travaglio, un effetto di ulteriore intasamento del sistema.

applicazione differenziata e possibile incostituzionalità

Nel dibattito entra anche l’ipotesi di una applicazione differenziata: l’idea sarebbe di riservare il collegio dei tre Gip ai tribunali grandi, mentre per i tribunali piccoli resterebbe il Gip singolo.

divaricazione tra tribunali e ricorsi

Travaglio contesta la logica della distinzione sostenendo che introdurrebbe una sproporzione e una divaricazione incostituzionali. Il risultato atteso, secondo la sua lettura, sarebbe l’esposizione del sistema a ricorsi davanti alla Corte Costituzionale.

travaglio: riforma come scelta sistemica

Il direttore del Fatto Quotidiano non interpreta il cambiamento come un semplice errore o come un effetto collaterale. Il ragionamento presentato colloca la riforma all’interno di una linea più ampia, descritta come finalizzata a rallentare ulteriormente la giustizia.

Travaglio collega il quadro anche alla riapertura dei mini-tribunali, ritenuti capaci di disperdere energie e risorse. La riforma sui tre Gip viene inquadrata come parte di un processo che, per definizione, avrebbe una durata e un disegno consolidati nel tempo.

intervento di nicola gratteri: critica e battute finali

La discussione si sposta poi su una posizione critica ulteriore con l’intervento del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, ospite in studio. Alla linea di Travaglio si aggiunge un giudizio secco: “C’è anche molta incompetenza”.

gratteri e la battuta sulla seconda possibilità

Nel tentativo di stemperare il confronto, Lilli Gruber richiama il romanzo di Gratteri appena uscito per Mondadori, Come radici, indicandolo come una narrazione sulle seconde possibilità. La conduttrice propone allora che anche Nordio possa avere una “seconda possibilità”.

Gratteri risponde in modo ironico e diretto: “Lui può avere anche la terza”. Alla richiesta di Gruber di fare qualcosa per il sistema giudiziario, il procuratore chiude con un’ulteriore frecciata: “No, io mi auguro che non faccia nulla. Un fermo pesca”.

ospiti e protagonisti del confronto

  • Marco Travaglio
  • Lilli Gruber
  • Nicola Gratteri

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