Stretto di Hormuz piano europeo per la riapertura senza Stati Uniti
Lo Stretto di Hormuz riapre uno spiraglio dopo settimane segnate da chiusure e blocchi, mentre si accumulano iniziative diplomatiche e militari per ridare sicurezza alla navigazione. Negli Stati Uniti il presidente annuncia possibili nuovi colloqui con l’Iran, scanditi in un orizzonte ravvicinato, ma il peso operativo sembra spostarsi verso l’Europa: Londra e Parigi valutano una coalizione internazionale finalizzata al ripristino della transitabilità, con una missione difensiva centrata su sminamento e scorta militare, senza un coinvolgimento diretto di Washington.
coalizione europea per la sicurezza nello stretto di hormuz
Un piano in fase di valutazione mira a costruire una coalizione internazionale con l’obiettivo di garantire la ripresa del traffico attraverso lo Stretto, considerato strategico per commercio ed economia globale. La cornice dell’iniziativa esclude il comando statunitense e non prevede il coinvolgimento diretto di Washington.
La proposta, riportata dal Wall Street Journal, è promossa da Regno Unito e Francia. Entrambe le capitali avrebbero respinto l’invito del presidente Donald Trump a partecipare attivamente alla guerra contro Teheran. Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiarito che la missione dovrebbe escludere le parti belligeranti, indicate come Stati Uniti, Israele e Iran, e che non sarebbe posta sotto comando americano.
partecipazione e divergenze tra alleati europei
Secondo fonti diplomatiche, il disegno potrebbe includere anche la Germania, finora riluttante a operazioni militari all’estero, ma con capacità rilevanti soprattutto nel campo dello sminamento.
Nonostante l’obiettivo comune, permangono divergenze tra alleati europei. Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renda la missione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme possibili ripercussioni sui rapporti con Washington.
riunione internazionale senza washington
È previsto un primo confronto in ambito internazionale con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer venerdì 17 aprile. In base alle informazioni disponibili, Washington non parteciperà alla consultazione.
missione difensiva: tre fasi per riaprire la navigazione
Il piano delineato prevede un’articolazione in tre fasi. La prima fase riguarda l’evacuazione delle navi bloccate, seguita dalla bonifica delle mine. La terza fase prevede un successivo pattugliamento con scorte militari per sostenere il transito delle imbarcazioni.
traffico nello stretto di hormuz: navi in transito e rotte riorientate
Parallelamente alle iniziative diplomatiche, vengono descritti segnali operativi sul transito. Otto petroliere avrebbero obbedito all’ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta nello Stretto di Hormuz. Tra il 13 e il 14 aprile, sono state inoltre 20 le navi commerciali che hanno attraversato lo Stretto.
Pur restando il flusso complessivo ancora inferiore rispetto al periodo precedente alla guerra, il passaggio viene considerato un miglioramento in un tratto ritenuto strategico. Le imbarcazioni che hanno transitato includono cargo, portacontainer e petroliere, dirette sia dentro sia fuori dal Golfo Persico, come riferito da un funzionario statunitense citato dal quotidiano.
Alcune navi avrebbero viaggiato con i transponder spenti al fine di ridurre il rischio di attacchi iraniani. Nel corso della guerra, la minaccia di attacchi e di mine attribuite a Teheran avrebbe scoraggiato la maggior parte delle navi dal tentare la traversata.
negoziati, cessate il fuoco e dossier nucleare
Sullo sfondo crescono le pressioni internazionali per riprendere i negoziati e sbloccare lo Stretto. La Cina, collegata alla decisione di Trump di stabilire un cessate il fuoco di 15 giorni, ha presentato nuovamente una proposta per la pace e la stabilità in Medio Oriente e nel Golfo.
proposta cinese di pace: piano in quattro punti
Il presidente Xi Jinping ha illustrato al principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in un incontro a Pechino, un piano in quattro punti che comprende: coesistenza pacifica nella regione, rispetto della sovranità nazionale, rispetto del diritto internazionale e coordinamento tra sviluppo e sicurezza.
blocco statunitense in corso e obiettivo del 21 aprile
Nel frattempo, oltre 10mila militari americani e 12 navi della US Navy risultano impegnati nel blocco ricordato da Centcom. L’attuazione avverrebbe “nei confronti di navi di tutte le nazioni” in entrata o in uscita dai porti dell’Iran. Il quadro temporale include un conto alla rovescia verso la fine dell’attuale cessate il fuoco prevista per il 21 aprile.
potenzialità nucleari, limiti all’arricchimento e sanzioni
Tra gli elementi sul tavolo restano le potenzialità di Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, obiettivo che Stati Uniti e Israele intendono impedire. Secondo quanto riportato dal New York Times, Trump avrebbe respinto la proposta iraniana di sospendere per 5 anni l’arricchimento dell’uranio, proposta rispetto a una richiesta di 20 anni avanzata da Washington.
La stessa fonte indica che gli Stati Uniti chiederebbero la rimozione dell’uranio già altamente arricchito (circa 450 chili) necessario per produrre la bomba atomica. Gli iraniani, invece, insisterebbero perché tale materiale resti nel Paese, offrendo però di diluirlo in modo significativo. Sul fronte politico ed economico, la Repubblica islamica preme inoltre per la revoca delle sanzioni e per lo svincolo degli asset congelati all’estero.
personalità citate nel contesto delle iniziative e delle trattative
- Donald Trump
- Emmanuel Macron
- Keir Starmer
- Xi Jinping
- Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan
