Spagna primo acquirente europeo di gas russo, svolta dopo il record nelle rinnovabili

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Spagna primo acquirente europeo di gas russo, svolta dopo il record nelle rinnovabili

Una dinamica inattesa sta ridisegnando i flussi energetici in Europa: la Spagna, in un periodo segnato dalle misure di riduzione della dipendenza dal Cremlino, risulta al momento il maggior acquirente europeo di gas russo. A marzo, dopo l’avvio della guerra all’Iran, Madrid ha acquistato gas naturale liquefatto (Gnl) da Mosca per 355 milioni di euro, posizionandosi come primo importatore dell’Unione. Il salto è netto: gli acquisti sono cresciuti del 124% rispetto al mese precedente, coinvolgendo tutti i terminali di rigassificazione spagnoli, con Bilbao in testa. Inoltre, Sagunto ha ricevuto un carico russo per la prima volta dall’estate 2024. I dati arrivano da un’analisi del think tank no profit Centre for Research on Energy and Clean Air, focalizzata sull’export di combustibili fossili dalla Russia.

spagna primo acquirente europeo di gas russo a marzo

Il quadro delineato evidenzia un aumento significativo degli approvvigionamenti. A marzo, Madrid ha realizzato un acquisto di Gnl russo pari a 355 milioni di euro, con una crescita del 124% rispetto al mese precedente. La distribuzione dei carichi coinvolge l’intera rete di rigassificazione nazionale, rendendo il fenomeno strutturale e non limitato a singoli impianti. La leadership di Bilbao si affianca a una presenza nuova a Sagunto, che riceve un carico russo dopo mesi di assenza.

destinazioni del gnl russo nell’ue e ruolo dei principali acquirenti

Il posizionamento dell’Europa emerge anche nella ripartizione dei carichi. L’Unione resta al quarto posto tra i migliori clienti del Cremlino per quanto riguarda il gas naturale, dietro Cina, India e Turchia. Nonostante l’impianto di misure europee per limitare gli acquisti, al momento i flussi continuano: i dati citati dal Consiglio Ue mostrano che l’anno scorso il gas russo rappresentava ancora il 13% delle importazioni dell’Unione. Sul fronte specifico del Gnl, a marzo il 65% dei carichi russi è stato destinato ai Ventisette.

quanto vale il gas russo che arriva in ue

La quota economica attribuibile al gas russo in Europa è quantificata in 1,45 miliardi di euro. Di questa cifra, 936 milioni riguardano il Gnl, mentre la restante parte proviene da gas via gasdotto. Oltre alla Spagna, la graduatoria include altri Paesi che risultano tra gli acquirenti rilevanti.

classifica dei principali compratori dietro madrid

Dietro Madrid compaiono, nell’ordine: Budapest con 297 milioni di import, Parigi con 287 milioni, Bruxelles con 219 milioni e Sofia con 88 milioni. Inoltre, Ungheria e Bulgaria ricevono complessivamente, via Balkan Stream, gas per un valore di oltre 380 milioni.

misure europee sul gnl russo e dipendenze ancora attive

Le misure europee fissano vincoli temporali: nell’ambito delle iniziative adottate dopo l’invasione dell’Ucraina, dal 25 aprile verrà fermato l’import di Gnl russo legato a contratti a breve termine e dall’inizio del 2027 sarà vietata ogni tipologia di fornitura. Fino a quel momento, tuttavia, la presenza dei flussi resta rilevante, come riflettono i dati sulla destinazione dei carichi e sul peso percentuale del gas russo sulle importazioni Ue.

petrolio, price cap e aggiramenti: importazioni che continuano

Per il petrolio il quadro normativo europeo risulta basato su due elementi: un embargo sulle importazioni via mare e un price cap concordato a livello di G7. Il meccanismo prevede il divieto, per le compagnie occidentali, di fornire servizi di trasporto, assicurazione o finanziamento se il greggio viene venduto oltre un determinato tetto di prezzo.

esenzioni e impatto del danno all’oleodotto druzhba

A Ungheria e Bulgaria sono state concesse esenzioni, che hanno consentito di continuare a importare. A fine gennaio, però, le bombe hanno in danneggiamento l’oleodotto Druzhba, rimasto chiuso. Viene indicato che Volodymyr Zelensky ha annunciato la riattivazione per fine mese.

flotta ombra e spedizioni ad alto rischio nei porti ue

Nel concreto, la fonte descrive un altro canale: l’utilizzo di una flotta ombra di petroliere immatricolate in paesi terzi, disposti a tollerare le pratiche, permetterebbe di aggirare le limitazioni. Coerentemente con i dati ricostruiti dai ricercatori del Crea, a marzo nei porti dell’Ue sarebbero arrivate quattordici spedizioni di prodotti petroliferi da raffinerie che impiegano greggio russo. Le spedizioni vengono qualificate come “ad alto rischio” secondo linee guida Ue. A livello globale, i principali acquirenti di greggio russo restano Cina, India e Turchia.

prezzi del greggio urals, entrate fiscali e vincoli di bilancio russi

La crisi nello Stretto di Hormuz ha contribuito a ridurre l’offerta globale di petrolio, con un impatto diretto sulle quotazioni. A marzo i prezzi del greggio Urals risultano raddoppiati rispetto alla media del trimestre precedente, raggiungendo 94,5 dollari al barile. L’aumento dei prezzi sostiene anche le entrate legate alla tassa sull’estrazione mineraria della Federazione russa, che nel 2025 ha rappresentato il 20% del bilancio federale.

incremento mensile delle entrate e situazione macroeconomica

Le prime stime sulle entrate fiscali di marzo indicano un incremento mensile di almeno il 114%, per un totale di 7,4 miliardi di euro al cambio attuale. In parallelo, vengono riportati dati su crescita e conti pubblici: nei primi due mesi dell’anno il Pil sarebbe sceso dell’1,8%, mentre il deficit di bilancio avrebbe raggiunto 4.600 miliardi di rubli, superando la cifra prevista per l’intero anno.

europa tra rinegoziazioni e continuità negli acquisti: il punto sul caso eni

Sul versante italiano la fonte descrive un cambiamento nei flussi rispetto al passato: l’Italia risulta emancipata dalla pesante dipendenza dalla Russia, aumentando le importazioni dall’Algeria via gasdotto Transmed e rafforzando la capacità di rigassificazione. Questa combinazione permetterebbe oggi di coprire oltre un terzo del fabbisogno con Gnl importato da Stati Uniti, Qatar e la stessa Algeria.

sospensione del bando europeo e motivazione addotta

La fonte riporta anche una posizione espressa dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Lo scorso anno, secondo quanto indicato, era stata esclusa la possibilità di un ritorno al passato; in questa fase, invece, si dice che Descalzi si sia detto convinto che il bando europeo vada sospeso, citando una “situazione straordinaria” determinata dalla guerra.

benefici energetici del cremlino e dinamiche di ricavi dalle crisi

Il testo collega la resilienza dei ricavi russi alla crisi energetica derivante dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran. I ricavi da fonti fossili risulterebbero cresciuti: da meno di 500 milioni di euro al giorno a febbraio a 713 milioni, con un aumento del +52%, definito come il massimo da due anni. Anche l’andamento del PIL e del deficit rafforza l’idea di una pressione finanziaria gestita in un contesto in cui gli aggiustamenti di bilancio sarebbero stati rinviati.

quadro complessivo degli scambi energetici citati

La ricostruzione mette insieme gas e petrolio, evidenziando come, pur in presenza di regole e scadenze, restino attive transazioni e destinazioni rilevanti. A marzo, la Spagna assume un ruolo centrale sul fronte del Gnl, mentre sul petrolio emergono spedizioni classificate come ad alto rischio e continuazioni d’acquisto che coinvolgono strumenti operativi capaci di aggirare i vincoli. Sullo sfondo, prezzi più alti dei greggi e incassi fiscali contribuiscono a sostenere le entrate, in un contesto in cui il deficit resta elevato e la stretta di bilancio viene descritta come rimandata.

nomi citati

  • Claudio Descalzi
  • Vladimir Putin
  • Volodymyr Zelensky
  • Donald Trump
La Spagna, campione delle rinnovabili, è il primo importatore europeo di gnl russo. E la Ue a marzo ne ha comprato per 1,4 miliardi di euro

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