Servizi segreti francesi e safari umani in bosnia: la nuova testimonianza sui cecchini del weekend

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Servizi segreti francesi e safari umani in bosnia: la nuova testimonianza sui cecchini del weekend

Un nuovo tassello si inserisce nell’inchiesta legata a quanto avvenuto nei Balcani durante la guerra degli anni Novanta. Ezio Gavazzeni, autore del libro “I cecchini del weekend”, riferisce una testimonianza che collegherebbe i servizi segreti francesi a una conoscenza preventiva di un presunto fenomeno definito “safari umani” in Bosnia. La ricostruzione aggiunge ulteriori elementi alle informazioni già raccolte e alimenta l’attenzione sulla prosecuzione dell’attività giudiziaria della Procura di Milano.

safari umani in Bosnia: la nuova testimonianza citata da ezio gavazzeni

Ezio Gavazzeni sostiene che i servizi segreti francesi avessero saputo dell’esistenza di “safari umani” in Bosnia. Lo scrittore dichiara che la testimonianza proviene da un documento depositato presso il primo municipio di Parigi in una data specifica, riportata con timbro. In base alla ricostruzione, il documento riguarda un protagonista descritto come un signore franco croato laureato in relazioni internazionali, presente in Francia nel 1992.

Nel racconto di Gavazzeni, lo scenario cambia con lo scoppio della guerra nei Balcani. Il documento riferisce che nel 1992 il protagonista sarebbe stato avvicinato da una donna che si presenta come persona dei servizi segreti francesi. Secondo la testimonianza, l’incontro avrebbe portato a fargli comprendere che, con l’avvio del conflitto, non sarebbe più stato una figura gradita.

1992-1993: trasferimento nei balcani e confronto sulla presenza dei cacciatori

La vicenda, come riferita da Gavazzeni, prosegue con un trasferimento nei Balcani, dove l’uomo inizia a lavorare per il ministero degli Interni. Il compito descritto consiste nell’aiutare i giornalisti che intendono raccontare il fronte.

Secondo la testimonianza, nel 1993 l’uomo riesce a rientrare in Francia. Successivamente, viene nuovamente avvicinato dalla stessa figura dei servizi: la richiesta sarebbe stata diretta a verificare se avesse mai sentito parlare di “safari umani”. Gavazzeni interpreta questa domanda come un elemento che farebbe intendere una conoscenza da parte dei servizi segreti francesi.

indagine e procedimenti: convocazione in procura e ruolo delle parti offese

L’attività investigativa guidata dal pm Alessandro Gobbis risulta in corso. È indicato che lunedì in Procura è stato convocato uno dei quattro indagati per omicidio volontario.

La persona convocata viene descritta come un imprenditore brianzolo di 64 anni che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

sismi e richieste sui cacciatori: la ricostruzione di un traffico mai interrotto

Nel quadro riportato da Gavazzeni, un punto centrale riguarda anche la reazione dell’intelligence bosniaca nel 1993. L’esponente narrativo afferma che i militari dell’intelligence bosniaca avrebbero avvertito la locale sede del Sismi circa la presenza di cacciatori italiani sulle colline intorno a Sarajevo.

La risposta attribuita al Sismi, nel racconto, sarebbe arrivata due mesi dopo. Secondo la ricostruzione, la comunicazione avrebbe indicato che i cacciatori erano stati riconosciuti, intercettati e rimandati a casa. In aggiunta, sarebbe stato sostenuto che il traffico sarebbe stato interrotto, mentre Gavazzeni specifica che tale interruzione sarebbe risultata non vera.

parte offesa nel possibile processo: incarichi legali e consulenti

Parallelamente alla prosecuzione dell’indagine, viene riportato che i rappresentanti del comune di Sarajevo hanno conferito un incarico formale ai legali Nicola Brigida e Guido Salvini per assistere l’ente come parte offesa in un eventuale futuro processo.

Il team di assistenza indicato viene completato con il coinvolgimento dello scrittore Ezio Gavazzeni e della criminologa Martina Radice in qualità di consulenti.

Persone menzionate:

  • Ezio Gavazzeni
  • Alessandro Gobbis
  • Nicola Brigida
  • Guido Salvini
  • Martina Radice

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