Schlein, la dem: avevate i numeri per fare tutto ma non avete fatto nulla

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Schlein, la dem: avevate i numeri per fare tutto ma non avete fatto nulla

All’Aula di Montecitorio, nel pieno dell’informativa sull’azione del governo, Giorgia Meloni ha impostato un confronto acceso su più fronti: politica estera, relazione con gli Stati Uniti e soprattutto lavoro e precarietà. Il botta e risposta con Elly Schlein, segretaria Pd, si è sviluppato tra proteste dei banchi dem, reazioni immediate e repliche puntuali su dati e scelte politiche, con toni che hanno richiamato l’atmosfera di una pre campagna elettorale.

Giorgia meloni contro elly schlein: unità occidentale e rapporti con europa e stati uniti

Il primo affondo è stato costruito attorno alla politica estera e al legame con Donald Trump e con gli Stati Uniti. Meloni ha richiamato una formula attribuita a Schlein, sostenendo di volerla ribaltare: “testardamente unitari”. Il passaggio centrale della premier ha riguardato la necessità di un’unità politica e strategica, motivata dal fatto che Europa e Stati Uniti, secondo la sua lettura, stanno insieme da molto tempo.

La presidente del Consiglio ha poi definito la propria posizione con l’espressione “testardamente occidentali”, argomentando che soltanto l’Occidente, quando resta unito, può esercitare influenza sul palcoscenico mondiale. Nella stessa sequenza ha aggiunto che, senza tale unità, il Paese sarebbe più debole, chiarendo anche che per stare insieme serva volontà condivisa.

attacco sul lavoro e precarietà: accuse e replica basate su dati

Il confronto si è spostato poi sul lavoro. Meloni ha sviluppato il secondo affondo in modo esplicitamente collegato alla narrazione politica degli ultimi giorni, ricordando che Schlein ripete in televisione che, dal momento dell’arrivo del centrodestra al governo, la precarietà sarebbe aumentata.

La premier ha definito l’affermazione una menzogna, qualificandola come verificabile e sostenendo che esistano dati alla mano. A tali parole Schlein ha replicato nel suo intervento, contestando la capacità di incidere sulla vita quotidiana degli italiani: secondo la segretaria Pd, la maggioranza avrebbe avuto i numeri per fare tutto senza trasformare l’opportunità in risultati concreti.

schlein: occasione storica sprecata e risposta sulla costituzione

Nel corso della replica, Schlein ha richiamato anche un passaggio politico collegato al voto di “No” per difendere la Costituzione, affermando che la propaganda della premier avrebbe “sbattuto forte” contro i 15 milioni di elettori che avrebbero scelto quella posizione. Su lavoro e tutele, Schlein ha rafforzato il contrasto con un richiamo testuale: l’articolo 1 della Costituzione indica che l’Italia è fondata sul lavoro, ma la linea della maggioranza, secondo la sua contestazione, sarebbe fondata sul lavoro povero e precario.

salario minimo e quattro milioni di lavoratori poveri: nodo centrale del confronto

Nel merito delle politiche sul lavoro, Schlein ha ribadito l’impegno del Pd ad approvare il salario minimo. Il riferimento è stato ai quattro milioni di lavoratori poveri, descritti come persone che hanno un lavoro ma non riescono a vivere dignitosamente.

La premier è stata interpellata direttamente su quel percorso: Schlein ha sostenuto che l’approvazione spetterebbe al Pd. La replica ha trovato un riscontro visivo nelle smorfie di Meloni, mentre il confronto procedeva nei tempi dell’informativa in Aula.

rapporto con trump: critica di schlein e richiesta di scelta europea senza subalternità

La parte finale del botta e risposta ha riguardato il rapporto di Meloni con Donald Trump. Schlein ha attaccato la proposta di Meloni collegata a Trump, contrapponendola a una lettura critica della figura politica statunitense: secondo la segretaria Pd, si tratterebbe dello stesso Trump che avrebbe minacciato di morte un’intera civiltà.

Schlein ha poi contestato l’idea di riconoscimenti e ha sostenuto che la proposta di Meloni sarebbe priva di coerenza rispetto ai contenuti di un premio legato alla pace. Nel passaggio successivo ha rivendicato la linea per cui nessuno intenderebbe rinunciare alla relazione con gli Stati Uniti, ma senza accettare subalternità, con l’obiettivo di mantenere una posizione autonoma e “a testa alta”.

La segretaria Pd ha aggiunto che, secondo la sua impostazione, sarebbe necessario dire a Trump che si sbaglia, richiamando la necessità di fermare le azioni attribuite a Netanyahu. Da ultimo, Schlein ha contestato a Meloni l’incapacità di scegliere fino in fondo l’Europa.

botta e risposta in aula: attacchi, proteste e reazioni

Il confronto si è svolto tra le proteste dei banchi dem e le reazioni immediate in Aula: la presidente del Consiglio ha risposto a tono, mentre Schlein ha costruito la propria replica su tre assi principali: politica estera, precarietà e salario minimo. Sul piano politico, le dichiarazioni si sono intrecciate con riferimenti a unità occidentale, alle accuse su dati e alle rivendicazioni costituzionali.

Personaggi principali citati:

  • Giorgia Meloni
  • Elly Schlein
  • Donald Trump
  • Netanyahu
Categorie: Politica

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