Scandalo arbitri chinè richiesti gli atti per la riapertura dell’indagine ma notizie false

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Scandalo arbitri chinè richiesti gli atti per la riapertura dell’indagine ma notizie false

Una nuova comunicazione della Procura Federale FIGC chiarisce lo stato del procedimento legato alle presunte dinamiche in sala VAR durante la partita Udinese–Parma. A distanza di un giorno dall’inchiesta che ha coinvolto l’Aia e il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, Giuseppe Chinè ha fatto pervenire una nota volta a ricostruire i passaggi ufficiali e a precisare tempi, atti acquisiti e iniziative procedurali.

nota Giuseppe Chinè e chiarimento sull’esposto del 21 maggio 2025

Nella nota, il procuratore federale Giuseppe Chinè ricostruisce il contenuto dell’esposto ricevuto. Viene indicato che, in data 21 maggio 2025, sarebbe stato acquisito esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, riguardante il presunto intervento esterno in sala VAR del designatore Rocchi durante la gara Udinese–Parma.

indagine sportiva e audizioni nella palazzina di lissone

Chinè specifica che, dopo la ricezione dell’esposto, è stata avviata un’indagine sportiva conforme alle regole del Codice di Giustizia Sportiva. Il testo richiama l’immediata apertura delle verifiche e l’audizione di tutti i soggetti coinvolti o comunque a conoscenza dei fatti riportati dall’esponente.

Al termine degli atti istruttori e delle testimonianze raccolte presso la palazzina di Lissone, la comunicazione afferma che non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato Aia.

proposta di archiviazione e condivisione dalla procura generale dello sport

Per effetto delle risultanze dell’istruttoria, nella nota si legge che la Procura Federale avrebbe proposto, nel luglio 2025, alla Procura Generale dello Sport presso il Coni di disporre l’archiviazione del procedimento disciplinare sportivo. La comunicazione indica anche che la proposta sarebbe stata condivisa dalla Procura Generale dello Sport, alla luce degli atti raccolti e delle dichiarazioni rese dai soggetti auditi.

riapertura del procedimento: nuovi fatti e rapporti con la procura della repubblica di milano

Chinè aggiunge un passaggio dedicato a eventuali sviluppi. La nota precisa che, nel caso di nuovi fatti con possibile rilievo disciplinare sportivo seguiti dalla Procura della Repubblica di Milano, l’Ufficio avrebbe già attivato procedure coerenti con la prassi.

Secondo quanto riportato, Chinè conferma di essere in contatto con gli organi inquirenti titolari del procedimento penale e di aver richiesto formalmente gli atti dell’indagine penale, quando ostensibili, al fine di avviare e, se necessario, riaprire l’indagine sportiva qualora emergano elementi di prova nuovi e considerati decisivi.

quadro procedurale e riferimenti a precedenti in ambito sportivo

La nota richiama inoltre un riferimento temporale: lo stesso caso sarebbe stato, secondo la comunicazione, archiviato dalla giustizia sportiva lo scorso anno. Il testo collega questa ricostruzione al percorso descritto, evidenziando le tappe relative all’esposto, alle audizioni, alla valutazione disciplinare e alle iniziative di archiviazione.

Persone menzionate:

  • Giuseppe Chinè (procuratore federale)
  • Domenico Rocca (assistente)
  • Gianluca Rocchi (designatore arbitrale)
Scandalo arbitri, Chinè: “Richiesti gli atti per eventuale riapertura del caso, ma notizie non vere e fantasiose”

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