Russia invia petroliera a Cuba, per noi lo Stretto di Hormuz è aperto

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Russia invia petroliera a Cuba, per noi lo Stretto di Hormuz è aperto

Le petroliere russe continuano a muoversi anche in presenza di restrizioni internazionali, con rotte che arrivano fino a Cuba e attraversano aree strategiche in mezzo a tensioni militari. Nel contesto del blackout nell’isola, si profila un nuovo arrivo di carburante: Mosca rivendica la decisione di forzare il blocco e di sostenere l’approvvigionamento energetico cubano.

petroliere russe verso cuba nonostante il blocco

Il ministro dell’Energia russo Sergei Tsivilev ha annunciato che una nave della Federazione Russa avrebbe forzato il blocco imposto dagli Stati Uniti, mentre una seconda unità risulta in fase di carico. L’indicazione politica è netta: Mosca dichiara di non voler lasciare i cubani in difficoltà.

Il quadro riguarda il blocco petrolifero collegato alle misure dell’amministrazione statunitense, con l’ordine del presidente Usa che ha ridotto le forniture e ha contribuito a mantenere l’isola alle prese con l’assenza di luce e risorse energetiche. Le dichiarazioni attribuite a Mosca si inseriscono in una dinamica in cui l’embargo viene contestato sul terreno operativo e logistico.

arrivo di petrolio a matanzas e programma di un secondo attracco

All’inizio della settimana, la petroliera Anatoly Kolodkin—indicata come sotto sanzione da Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito—ha effettuato lo scarico di ingenti quantità di petrolio nel porto di Matanzas. L’operazione viene presentata come elemento concreto della fornitura destinata a sostenere l’energia nell’isola.

È previsto inoltre un secondo attracco russo nel corso della settimana. La sequenza di arrivi viene collegata alle contraddizioni attribuite alla linea politica statunitense: da un lato Washington sostiene formalmente di non essere contraria alle forniture; dall’altro lato proseguono inasprimenti delle sanzioni economiche contro Cuba, inserite in una strategia di massima pressione. Nella ricostruzione della fonte, tale percorso sarebbe stato avviato dopo il rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, evento richiamato come passaggio di accelerazione delle misure.

ormuz resta aperto per mosca e i razzi iraniani al centro del negoziato onu

Nel confronto tra blocchi e corridoi marittimi, il passaggio più delicato resta lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto dichiarato da Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera del Cremlino, Hormuz risulta aperto per Mosca. La fonte collega tale scenario al fatto che il blocco dello stretto—associato alla campagna di attacchi congiunti citata tra Tel Aviv e Washington—sarebbe iniziato dall’inizio di quella fase.

Parallelamente, l’attenzione internazionale si sposta sul Consiglio di Sicurezza dell’ONU: oggi è prevista la votazione di una bozza di risoluzione proposta dal Bahrein per istituire una forza definita “difensiva”, con l’obiettivo di proteggere il traffico marittimo dai lanci di razzi attribuiti a Teheran.

bozza bahrein e reazione delle autorità iraniane

La prospettiva di una forza ONU viene contestata dai pasdaran, che definiscono l’iniziativa come una “azione provocatoria”. Nella ricostruzione riportata, l’operazione non contribuirebbe alla sicurezza ma finirebbe per complicare la situazione nell’area.

contesto geopolitico: sanzioni, alleanze e corridoi di trasporto

Nel quadro complessivo, le forniture petrolifere vengono descritte attraverso una rete di interazioni tra attori internazionali e corridoi marittimi. Restano aperte rotte che vedono Mosca affermare la propria capacità di muovere le navi anche quando vengono citati blocchi e sanzioni. La fonte richiama inoltre che, oltre agli Stati Uniti e ai partner occidentali, gli interlocutori citati come interlocutori di Mosca includono Teheran, con legami anche indicati con Pechino e Nuova Delhi come realtà politiche considerate vicine.

Figure nominate e richiamate:

  • Sergei Tsivilev
  • Anatoly Kolodkin
  • Yuri Ushakov
  • Nicolás Maduro
La Russia invia un’altra petroliera a Cuba: “Per noi lo Stretto di Hormuz è aperto”
Categorie: NewsPolitica

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