Riforma della giustizia Nordio smantella la riforma del Pnrr allarme dei magistrati sui precari

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Riforma della giustizia Nordio smantella la riforma del Pnrr allarme dei magistrati sui precari

Il confronto tra magistratura e governo torna al centro dell’attenzione sul tema dell’Ufficio per il processo e sul futuro degli addetti assunti tramite i fondi Pnrr. Dopo mesi di incertezza e tensioni, il Ministero della Giustizia ha comunicato uno stanziamento per la stabilizzazione di una parte dei contratti in scadenza, ma la soluzione proposta viene contestata da chi vi lavora e dai magistrati, con richieste orientate a un assorbimento integrale e a un profilo professionale coerente con le attività svolte.

ufficio per il processo e piano governo: contestazioni e punto di frizione

Secondo Rocco Maruotti, pm a Rieti e segretario dell’Associazione nazionale magistrati, il piano del governo rappresenta lo smantellamento dell’unica vera riforma recente in materia di giustizia. Al centro del dibattito ci sono circa 8.500 “assistenti giudici” assunti a termine con fondi Pnrr e i contratti in scadenza fissati al 30 giugno.

Per evitare l’interruzione del lavoro, il Ministero della Giustizia ha previsto lo stanziamento di fondi per stabilizzarne 6.919, ma con un inquadramento diverso: queste figure diventerebbero “funzionari dei servizi giudiziari”. L’attribuzione di compiti viene estesa anche a mansioni amministrative tipiche dei cancellieri, elemento che, secondo i diretti interessati e i magistrati, indebolirebbe la finalità originaria del percorso.

incontro anm e ministro carlo nordio: clima post-referendum e richieste urgenti

Mercoledì il tema è stato discusso durante l’incontro tra Anm e ministro Carlo Nordio, descritto come il primo confronto dopo il referendum. Maruotti segnala che il clima della campagna politica risulta meno teso rispetto al passato, mentre permangono aspettative legate a risposte su questioni considerate di estrema urgenza, con particolare riferimento all’ufficio per il processo.

richieste ancora senza risposta completa

La posizione dell’Anm è che le richieste avanzate non abbiano ancora ricevuto un riscontro pienamente soddisfacente. Viene richiamata, tra gli aspetti trattati, l’applicazione di una norma con previsione di tre gip per decidere sulle richieste d’arresto, il cui avvio è stato oggetto di rinvio.

rinvio dell’operatività sui gip: atteso ma senza indicazioni sulla data

Il rinvio era considerato atteso, ma l’Anm riferisce di non aver ottenuto una risposta alla richiesta di fissare una nuova data di entrata in vigore. Nella richiesta presentata si è inoltre evidenziata la necessità di aumentare prima le piante organiche dei magistrati, operazione che richiede tempo.

La preoccupazione espressa riguarda l’eventualità che il rinvio si trasformi in una dilazione limitata a pochi mesi, ritenuta inefficace.

stabilizzazione assistenti giudici: cosa non convince e perché

Il nodo principale riguarda la soluzione adottata per l’ufficio per il processo. Maruotti sottolinea che l’Anm aveva chiesto da tempo la stabilizzazione di tutti gli addetti. Nel confronto con il ministro, viene anche ricordato che l’opzione indicata risulterebbe meno onerosa rispetto alla creazione del doppio Csm e dell’Alta corte disciplinare, previste dalla riforma contestata e bocciata dagli italiani.

mancata assunzione integrale e categoria differente

Secondo quanto riferito, al momento 1.500 addetti non verrebbero assorbiti. Gli altri, invece, dovrebbero essere inquadrati nella categoria dei funzionari amministrativi o, comunque, in una nuova figura legata ai servizi giudiziari, senza un profilo professionale specifico destinato a supportare l’attività del giudice.

Se le richieste dell’Anm non verranno accolte, la conseguenza prospettata è un ulteriore spreco di competenze e un passo indietro rispetto al percorso avviato con i fondi Pnrr.

mansioni diverse da quelle di formazione: rischio di vanificare i risultati

La critica di fondo riguarda l’impiego previsto per questi lavoratori: verrebbero destinati a mansioni differenti da quelle per cui sarebbero stati formati e impiegati. Il risultato temuto è la perdita di un supporto ritenuto decisivo per rendere migliore il servizio giustizia.

perdita della funzione di supporto e sforzi rischiano di essere neutralizzati

La prospettiva denunciata è che gli sforzi fatti finora e i risultati ottenuti, anche grazie al contributo di queste figure professionali, possano essere vanificati. La posizione espressa mira a scongiurare questa direzione e a ottenere un accoglimento integrale delle richieste avanzate.

personalità coinvolte

  • Rocco Maruotti
  • Carlo Nordio
“Nordio ci ascolti, così smantella l’unica vera riforma della giustizia”: l’allarme dei magistrati sul futuro dei precari del Pnrr

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