Propaganda eversiva ispirata alle brigate rosse ed esaltazione di nadia desdemona lioce: sei indagati, coinvolto un minorenne
Un’operazione giudiziaria condotta dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Napoli ha portato all’esecuzione di perquisizioni nei confronti di sei persone. L’attività investigativa si inserisce nell’ambito di un’ipotesi accusatoria che riguarda presunti ruoli nell’organizzazione e nella propaganda riconducibili a un’associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza con finalità terroristiche, ritenuta ispirata alle Brigate Rosse e alle successive articolazioni delle Nuove Brigate Rosse.
perquisizioni e ipotesi di associazione con finalità terroristiche
Le operazioni sono state delegate alla Digos della Questura di Napoli e svolte su decreto dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti hanno interessato cinque residenti nel capoluogo campano e una persona a Firenze. Secondo quanto contestato, i soggetti avrebbero, a vario titolo, promosso, organizzato o partecipato a un’associazione orientata alla commissione di atti di violenza con finalità terroristiche e di eversione dell’ordine democratico.
provvedimenti disposti anche su figure del Partito dei Carc
Il provvedimento di perquisizione ha riguardato anche tre componenti della direzione del Partito dei Carc, individuate come Paolo Babini, Igor Papaleo e Marco Coppola. L’attività ha incluso inoltre un minorenne e un 17enne, per i quali la posizione viene definita particolarmente delicata dagli inquirenti.
accuse in concorso e riferimento alle organizzazioni armate
Agli indagati viene contestato, in concorso, di aver promosso, organizzato o partecipato a un’associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza con finalità terroristiche. Il quadro accusatorio richiama un’iniziativa ispirata alle Brigate Rosse e alle successive articolazioni delle Nuove Brigate Rosse.
sequestro di dispositivi informatici e propaganda attraverso i social
Nel corso delle misure disposte, è stato disposto anche il sequestro di dispositivi informatici, inclusi telefoni cellulari, computer e supporti digitali. Tali strumenti sono indicati come elementi attraverso cui si sarebbe sviluppata una significativa attività di propaganda.
diffusione di contenuti su piattaforme social
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe fatto uso di piattaforme social e profili, in alcuni casi attribuiti a identità fittizie, per diffondere contenuti di esaltazione relativi ad azioni riconducibili a organizzazioni armate di estrema sinistra attive negli anni passati.
messaggi elogiativi e proselitismo
Tra i materiali oggetto di attenzione da parte degli inquirenti risultano messaggi e post contenenti riferimenti elogiativi, tra cui quelli relativi a Nadia Desdemona Lioce, indicata come esponente delle Nuove Brigate Rosse - Nuclei Comunisti Combattenti. La contestazione ricostruisce tali condotte non come semplice manifestazione di opinioni, ma come parte di una attività sistematica e organizzata di propaganda, finalizzata al proselitismo e al rafforzamento di un progetto eversivo.
coinvolgimento di un minorenne e presenza nelle manifestazioni pubbliche
Un ulteriore elemento indicato come aggravante riguarda il coinvolgimento del minorenne. Agli indagati maggiorenni viene contestato anche di averlo indotto a partecipare alle attività dell’associazione: se tale circostanza venisse confermata, potrebbe incidere in modo rilevante sul quadro accusatorio.
trasmissione delle posizioni anche fuori dalla rete
Le indagini coordinate hanno evidenziato che le posizioni attribuite agli indagati sarebbero state portate anche al di fuori dell’ambito digitale. Risultano infatti riferimenti a partecipazioni a manifestazioni pubbliche e cortei, nel corso dei quali sarebbero stati espressi contenuti riconducibili alla medesima matrice ideologica.
identificazione in Questura e replica sui canali social
Al termine delle perquisizioni, i cinque indagati napoletani sono stati accompagnati in Questura per le procedure di identificazione. All’esterno della sede di via Medina si è radunato un gruppo di sostenitori con bandiere del Partito dei Carc, manifestando solidarietà agli indagati.
accuse respinte con la tesi della “montatura giudiziaria”
In una nota diffusa sui social, ambienti riconducibili al Partito dei Carc parlano di “montatura giudiziaria”. Nel comunicato viene sostenuto che le contestazioni rientrerebbero in una strategia finalizzata a reprimere il dissenso politico.
richiamo al “reato di parola”
Nel testo viene fatto riferimento al cosiddetto “reato di parola” e si denuncia un presunto tentativo di criminalizzare posizioni critiche nei confronti dell’attuale assetto economico e sociale. L’inchiesta risulta attualmente nella fase delle indagini preliminari, e la posizione dei sei indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria, da valutare alla luce degli elementi raccolti nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
figure coinvolte nelle contestazioni
Tra i soggetti citati nel procedimento risultano indicate specifiche personalità e ulteriori appartenenti al gruppo oggetto di indagine, come parte delle circostanze descritte dalle contestazioni.
- Paolo Babini
- Igor Papaleo
- Marco Coppola
- minorenne
- 17enne
- persona residente a Firenze
coordinamento delle indagini
Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Maurizio De Marco e dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.
