Procura cambia parere: cosa succede secondo Sisto nel caso Minetti

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Procura cambia parere: cosa succede secondo Sisto nel caso Minetti

Il tema della concessione della grazia a Nicole Minetti continua a generare confronto istituzionale, con chiarimenti dettagliati sull’iter seguito e sulle competenze coinvolte. Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, ricostruisce il percorso tecnico che avrebbe portato alla decisione del Presidente Mattarella, rispondendo alle contestazioni emerse dalla Procura Generale di Milano e affrontando anche le domande sulla gestione del dossier all’interno del Ministero.

iter della grazia: assenza di deleghe e ruolo delle procure

Francesco Paolo Sisto sostiene che non esista una delega in senso tecnico. Secondo la ricostruzione fornita, il Ministero riceve dalla Presidenza della Repubblica un’istanza corredata da documenti, che vengono poi trasmessi alla Procura Generale per svolgere le verifiche sui presupposti della domanda di grazia. Sisto sottolinea che la Procura Generale avrebbe autonomia ampia, con la facoltà di decidere quali indagini risultino necessarie per istruire la pratica.

Nel meccanismo descritto, la Procura Generale formula un parere non vincolante poi trasmesso al Ministero. Anche il Ministero esprime un parere obbligatorio ma non vincolante. La decisione, conclude Sisto, si colloca quindi all’interno di un percorso in cui i passaggi risultano disciplinati da competenze specifiche, senza un trasferimento di responsabilità tipico di una delega.

risposta alle accuse su una “delega classica”

Il viceministro replica alle dichiarazioni della Procura Generale di Milano, secondo cui vi sarebbe stata una delega del Ministero “classica”, attivata in casi simili. Sisto contesta l’impostazione: per lui una delega implica che un soggetto debba svolgere al posto di un altro l’attività di indagine. Nel quadro descritto, invece, non si avrebbe un’ingerenza del Ministero nell’operato di chi compie le verifiche. La questione, secondo questa lettura, riguarda il confine delle competenze, non un incarico sostitutivo.

accertamenti considerati idonei: chiarimenti sul lavoro istruttorio

Un’ulteriore replica riguarda quanto affermato dalla Procura Generale di Milano: il Ministero avrebbe ritenuto gli accertamenti su Minetti idonei senza chiedere un supplemento d’indagine. Sisto introduce l’argomento richiamando un presupposto non dimostrato, legato alle informazioni provenienti da un’inchiesta giornalistica.

Nel dettaglio, Sisto afferma che la Procura verificherà informazioni e notizie riportate da quell’inchiesta, valutando se siano adeguate a incidere sul procedimento di grazia. Aggiunge inoltre che potrebbero emergere difformità marginali non idonee a compromettere la scelta già maturata dai passaggi precedenti: il primo parere della Procura Generale, il secondo parere del Ministero e la decisione del Presidente della Repubblica. La valutazione finale dipenderebbe dall’esito degli approfondimenti in corso.

responsabilità e gestione del dossier minetti: ministro e uffici

Di fronte al tema su chi avrebbe gestito materialmente il dossier “Minetti”, il viceministro richiama un principio di responsabilità formale. La questione, nella sua esposizione, si collega al fatto che il ministro resta responsabile di ogni pratica che firma, anche qualora gli uffici abbiano svolto attività operative. Sisto precisa di non avere deleghe sulla grazia e definisce la propria posizione come limitata a un’intuizione formale, ribadendo che ciò che viene sottoscritto dal Ministro rientra nella sua piena conoscenza.

caso senza precedenti e nodo della revocabilità

Sisto definisce il caso come senza precedenti e afferma di non ritenerlo “gradevole” che si sia verificata una simile dinamica in relazione a una domanda di grazia. Sul possibile esito futuro, la revocabilità viene trattata in termini astratti: Sisto dichiara di non avere un’idea concreta sulla possibilità di revoca, ma osserva che, nel caso di un parere nuovo e negativo della Procura Generale di Milano dopo ulteriori accertamenti, si potrebbe configurare più propriamente un procedimento amministrativo nullo per mancanza dei presupposti, piuttosto che una revoca come provvedimento. Il punto centrale resta l’esito degli ulteriori approfondimenti.

indagini all’estero e valutazione delle informazioni sopravvenute

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’assenza di indagini menzionata con riferimento a un periodo successivo all’estero. Sisto afferma che, pur restando ferme opinioni e ricostruzioni giornalistiche, le indagini sarebbero state effettuate e che non ne conosce i contenuti specifici. Rimarca però la convinzione che siano state condotte con coscienziosità.

Secondo la sua ricostruzione, se si fossero verificati elementi sopravvenuti in grado di incidere sulla valutazione della Procura, questi sarebbero oggetto di verifica. L’attività istruttoria, conclude, sarebbe stata realizzata da una Procura considerata “autorevolissima”.

nomi citati

  • Francesco Paolo Sisto
  • Nicole Minetti
  • Presidente Mattarella
  • Carlo Nordio
  • Giusi Bartolozzi

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