Procedimento disciplinare a una docente: webinar con gli studenti e invito a francesca albanese

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Procedimento disciplinare a una docente: webinar con gli studenti e invito a francesca albanese

Una vicenda scolastica accende un confronto acceso tra autonomia didattica, procedure amministrative e scelte di istituto. Al centro della contestazione una professoressa dell’istituto Mattei di San Lazzaro di Savena, coinvolta in una procedura disciplinare dopo la relazione degli ispettori inviati dal ministero dell’Istruzione. La ricostruzione dei fatti passa anche attraverso lettere di docenti e genitori, un sit-in di protesta e le dichiarazioni del dirigente scolastico.

procedura disciplinare per la professoressa dell’istituto mattei

La professoressa, in servizio presso l’iis Mattei di San Lazzaro di Savena, risulta colpita da una procedura disciplinare in seguito a quanto emerso durante l’ispezione disposta dal ministero dell’Istruzione. Il caso prende avvio a dicembre, quando l’insegnante aveva organizzato la partecipazione di alcune classi a un webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

Nonostante le iniziative di sostegno messe in campo nei mesi successivi, la contestazione viene formalizzata attraverso l’esito dei controlli ministeriali, con l’attivazione della procedura disciplinare nelle ore successive alla relazione degli ispettori.

contestazione per rapporto con l’associazione docenti per gaza

Secondo quanto riportato dall’unione sindacale di base, l’oggetto della contestazione riguarda l’aver stipulato un rapporto giuridico organizzativo con l’associazione “Docenti per Gaza”, indicata come soggetto che ha promosso il webinar. La circostanza richiamata dall’organizzazione sindacale sottolinea che il webinar era proposto in modalità completamente gratuita.

il nodo centrale: autorizzazione e libertà di insegnamento

Nel racconto dell’Usb, la contestazione muove soprattutto da un profilo procedurale. Pur essendo riconosciuta la correttezza della progettualità didattica, l’ente sindacale evidenzia che l’addebito si concentrerebbe sul fatto di non aver chiesto il permesso al dirigente scolastico per un’attività che, secondo la ricostruzione, rientrerebbe normalmente nelle scelte dell’insegnante.

La posizione sindacale collega la decisione dell’insegnante ai principi di libertà di insegnamento richiamati dalla Costituzione, sostenendo che l’azione educativa sarebbe stata deliberata nelle more di tali garanzie.

lettere di docenti e genitori e intervento delle istituzioni

Il caso è stato sostenuto pubblicamente attraverso lettere indirizzate al dirigente scolastico e ad altre sedi istituzionali. Vengono citate 126 lettere firmate da colleghi docenti su 155 e una lettera sottoscritta da 107 genitori indirizzata al preside dell’istituto Mattei, Roberto Fiorini, e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l’obiettivo di difendere la professoressa.

la lettera pubblica: solidarietà e pluralità del pensiero

Oltre alle firme raccolte, sul caso sarebbero intervenuti anche i genitori con una lettera pubblica indirizzata alle istituzioni. La missiva, spedita anche al ministero dell’Istruzione e del Merito e alla cittadinanza, riporta un passaggio in cui i genitori esprimono profonda solidarietà alle docenti e ai docenti che quotidianamente aiutano gli studenti a trovare criteri e parole per leggere e valutare il mondo, attraverso lo scambio di libero pensiero plurale e la riflessione critica.

sit-in dell’unione sindacale di base davanti all’istituto

Nei giorni in cui la vicenda torna al centro dell’attenzione, l’Usb ha organizzato un momento pubblico di protesta. L’appuntamento indicato è un sit-in di protesta fissato per il 4 maggio davanti alla sede dell’iis di San Lazzaro di Savena, in via delle Rimembranze.

protesta focalizzata sulla contestazione disciplinare

La manifestazione viene collegata direttamente alla contestazione disciplinare descritta dall’organizzazione sindacale. L’evento mira a contestare la contestazione di addebito disciplinare legata al rapporto organizzativo con l’associazione promotrice del webinar e alla pretesa assenza di richiesta di autorizzazione.

chiarimenti del dirigente scolastico e tempi della procedura

Secondo la ricostruzione riportata, dopo mesi di silenzio da parte della scuola, il dirigente scolastico avrebbe avviato a fine anno scolastico la procedura per l’addebito disciplinare. Sul merito delle contestazioni interviene anche Roberto Fiorini, che, nelle dichiarazioni riportate, collega la gestione della procedura a passaggi amministrativi previsti dopo l’ispezione.

rapporto agli uffici competenti e gestione di eventuali sanzioni

Fiorini afferma che, dopo l’ispezione, viene redatto un rapporto all’ufficio scolastico regionale. Nel caso in cui la sanzione fosse ridotta, ad esempio con un richiamo scritto, sostiene che il dirigente possa procedere con la commutazione. Il dirigente collega inoltre la questione ai contratti di fornitura di servizi da parte di esterni privati, sottolineando che anche quando l’attività risulta gratuita deve essere attivata dal responsabile secondo le procedure previste.

interpretazione della vicenda come questione burocratica

Le dichiarazioni riportate delineano una lettura della procedura disciplinare che, nella narrazione del dirigente, parrebbe fondarsi su un cavillo burocratico, legato all’accesso delle procedure e alla responsabilità del dirigente nel gestire rapporti organizzativi con soggetti esterni.

personaggi citati nella vicenda

  • Roberto Fiorini
  • Sergio Mattarella
  • Francesca Albanese
Invitò Francesca Albanese a un webinar con gli studenti: procedimento disciplinare per una docente
Categorie: Cronaca

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