Presidenza figc de laurentiis malagò prenda in mano calcio italiano boccia abete
Le elezioni Figc del 22 giugno accendono il dibattito nel calcio italiano, con posizioni nette che arrivano direttamente dal mondo delle società. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato in vista dell’assemblea straordinaria della Lega Calcio Serie A, in cui i club incontreranno Giovanni Malagò, indicato dalle società della massima serie come candidato.
elezioni figc 22 giugno: de laurentiis chiede una rifondazione del calcio
Nel corso degli interventi prima dell’appuntamento con la delegazione dei club, Aurelio De Laurentiis ha riassunto il proprio punto di vista con una richiesta di cambiamento strutturale: “Il calcio italiano va rifondato”. La posizione si inserisce in un contesto in cui, secondo la sua lettura, il sistema attuale non risponde più alle esigenze di una nuova fase.
De Laurentiis ha raccontato anche un momento personale legato all’avvicinamento dell’incontro: in volo verso l’Italia avrebbe chiamato Malagò, sollecitandolo a prendere in mano la situazione del calcio italiano sostenendo che nessuno potrebbe farlo meglio di lui. Nel richiamare la figura del candidato, il presidente del Napoli ha evidenziato esperienze e capacità in ambiti diversi, descrivendo Malagò come imprenditore e richiamando il ruolo avuto presso il Coni, oltre alle attività di creazione e gestione di iniziative considerate di rilievo.
malagò alla lega serie a: il presidente del napoli ne sottolinea il profilo
Nel riferimento diretto a Giovanni Malagò, De Laurentiis ha aggiunto dettagli personali e valutazioni specifiche. Ha definito Malagò un grande sportivo, sottolineando che ha sempre giocato anche a calcetto. Nel passaggio successivo ha indicato un elemento critico, precisando che l’unico “difetto” sarebbe l’affinità con la Roma, commento con cui ha comunque mantenuto un tono di apertura.
Il presidente del Napoli ha poi spiegato l’impostazione del confronto: Malagò viene definito “benvenuto” e atteso per chiarire la propria visione. L’obiettivo, in termini di tempistiche, è concentrato sulle ore successive all’incontro, con l’attesa di idee più chiare e di un’ulteriore spiegazione di quanto Malagò intenda proporre, auspicando che possa esserci convergenza con l’impostazione dei club.
de laurentiis contro il sistema: poltrone, prestigio personale e necessità di competenza
Un passaggio centrale del discorso riguarda la critica al modo in cui vengono interpretati ruoli istituzionali. De Laurentiis ha dichiarato di essere stanco di essere “portato per mano” da persone che, a suo avviso, utilizzano le funzioni istituzionali per perseguire un prestigio personale. Nella narrazione del presidente, il punto chiave è distinguere tra chi lavora davvero per risolvere problemi e chi invece non possiede, o non applica, competenze operative.
Il riferimento insiste su una linea di principio: secondo De Laurentiis la cosa più importante è lavorare, e per poterlo fare serve la capacità di comprendere come intervenire. In questa cornice l’imprenditorialità viene presentata come una leva potenzialmente utile a correggere ciò che non funziona, con un indirizzo che, nel suo ragionamento, colloca Malagò tra i profili in grado di svolgere un ruolo efficace.
giancarlo abete: giudizio di inidoneità alla presidenza figc
Nel confronto sui candidati, De Laurentiis ha parlato anche dell’altro possibile riferimento alla presidenza della Figc, Giancarlo Abete. L’intervento ha mantenuto un equilibrio sul piano personale: Abete viene descritto come carissimo amico e come figura da rispettare, con un richiamo al fatto che il fratello sarebbe socio in una delle società del presidente del Napoli.
Nonostante il riconoscimento sul piano umano e relazionale, arriva però la valutazione di merito. De Laurentiis afferma che, dal suo punto di vista, Abete non è una persona adatta a svolgere quel lavoro. La dichiarazione viene accompagnata da un riferimento alla democrazia: nella vita, secondo l’impostazione espressa, esprimere un pensiero rientra in un confronto libero.
calcio italiano: critica al passato e mancata ascoltabilità delle proposte
La chiusura del ragionamento torna sul calcio italiano e sul rapporto tra visione e sistema. De Laurentiis ha raccontato di essere stato considerato visionario e ha ricordato che la propria attività in ambito calcio si collega all’ingresso nella società dal 2004. In quel periodo, ha spiegato di aver ripetutamente indicato che tutto era vecchio, che i bambini non avrebbero guardato più il calcio e che, a suo avviso, l’impostazione generale risultava errata.
La motivazione della mancata efficacia delle sue richieste viene attribuita alla tenuta delle posizioni: secondo la sua lettura, molti non ascoltano perché ognuno resterebbe “incollato” alla propria poltrona e non trova la forza di cambiare direzione. Da qui la conclusione affidata a un senso di rigidità del sistema, con la convinzione che si faccia fatica a produrre una trasformazione reale.
personaggi citati
- Aurelio De Laurentiis
- Giovanni Malagò
- Giancarlo Abete