Prescrizione, riparte l’iter per la riforma della giustizia dopo la svolta della destra
Dopo oltre due anni di stallo, l’iter della riforma della prescrizione riparte al Senato. La Commissione Giustizia di palazzo Madama ha deciso di riavviare l’esame di un provvedimento che aveva già ricevuto il via libera della Camera nel gennaio 2024, riaccendendo l’attenzione sulla giustizia dopo lo shock referendario e la sconfitta subita dal centrodestra nel voto di marzo.
ripresa all’esame del senato della riforma della prescrizione
Mercoledì mattina, su proposta del capogruppo azzurro Pierantonio Zanettin, l’Ufficio di presidenza della Commissione Giustizia ha deliberato di riavviare l’esame del provvedimento. Il testo era passato dalla Camera, ormai nel lontano gennaio 2024, e ora torna al centro dell’attività parlamentare.
Alla deliberazione hanno espresso voto a favore tutti i rappresentanti dei partiti di maggioranza, inclusa la presidente Giulia Bongiorno. Contrari si sono dichiarati i capigruppo dell’opposizione, secondo quanto riportato in Commissione.
prima mossa del centrodestra sulla giustizia dopo la sconfitta di marzo
La decisione viene descritta come primo tentativo del centrodestra per riprendere slancio sul tema giustizia dopo la sconfitta nel voto di marzo. In questo quadro, Forza Italia punta a non far cadere i progetti di legge già in discussione in Parlamento, richiamando l’esigenza di portare avanti interventi presenti nelle Commissioni.
Nei giorni scorsi, Forza Italia aveva chiesto agli alleati e al ministro della Giustizia Carlo Nordio di sostenere iniziative che risultano ferme nelle Commissioni e che, per alcune parti, avevano già ricevuto l’approvazione di uno dei due rami del Parlamento.
richiamo a smartphone e prescrizione tra i testi in Commissione
Nel riferimento contenuto nella lettera firmata dai nuovi capigruppo Stefania Craxi e Enrico Costa rientrano in modo esplicito due filoni: la riforma della prescrizione e un provvedimento legato al sequestro degli smartphone. Quest’ultimo risulta approvato dal Senato nell’aprile 2024 ed è rimasto successivamente bloccato in Commissione a Montecitorio.
cosa prevede la proposta: prescrizione dopo il primo grado e stop al meccanismo cartabia
La proposta di legge “resuscitata”, a prima firma del deputato berlusconiano Pietro Pittalis, mira a ripristinare il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. L’intervento cancella il blocco introdotto nel 2019 dalla legge Spazzacorrotti dell’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Allo stesso tempo, il testo proposto elimina il meccanismo dell’improcedibilità ideato nel 2021 dalla riforma Cartabia. Tale meccanismo prevede l’estinzione del processo se la durata supera due anni in Appello oppure un anno in Cassazione.
clessidra bloccata dopo primo e secondo grado: tempi a confronto con la riforma orlando
Il nuovo testo tornerebbe a un’impostazione simile a quella prevista dalla riforma Orlando, in vigore tra 2017 e 2019. In questa cornice, la “clessidra” dell’estinzione si bloccherebbe per un massimo di due anni dopo la sentenza di primo grado e per un massimo di un anno dopo la sentenza di secondo grado. Nella riforma Orlando i due periodi erano indicati in 18 mesi ciascuno.
quarta riforma della prescrizione in meno di dieci anni e criticità applicative
Nel caso in cui la proposta diventasse legge, si configurerebbe la quarta riforma della prescrizione in meno di dieci anni. Questo scenario viene collegato a possibili problemi applicativi, evidenziati dal Consiglio superiore della magistratura nel parere formulato sul testo.
iter parlamentare e audizioni: ripartenza dall’attività già avviata
Dopo l’ok alla Camera, l’esame della proposta era iniziato al Senato con alcune audizioni svolte tra marzo e aprile 2024, per poi interrompersi quasi subito. Ora l’iter riparte proprio dalle audizioni, riprendendo la discussione da un punto già considerato nell’avanzamento precedente.
tempi indicati dai rappresentanti: possibile approvazione entro l’estate
Alla Camera, Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia azzurro, ha risposto fiducioso a chi chiedeva se fosse possibile un’approvazione entro l’estate. La posizione espressa è che l’obiettivo sia auspicabile, con la valutazione che, una volta ripartita l’attività in Senato, il passaggio in Aula non comporterebbe particolari complicazioni. Lo stesso ragionamento viene esteso anche al tema smartphone.
In parallelo, Enrico Costa ha evidenziato la volontà di “rimettere in moto” la macchina delle riforme liberali in materia di giustizia. Per Costa, la ripartenza in Commissione Giustizia al Senato della pdl già approvata dalla Camera sarebbe un segnale positivo per contrastare l’idea del “fine processo mai” attribuita alle riforme di matrice 5 Stelle. Nel suo intervento è stato sottolineato anche che sarebbe inaccettabile scaricare sul cittadino i ritardi dello Stato nella celebrazione dei processi.
accertamento in tempi ragionevoli e auspicio su altri provvedimenti
La posizione del corrispettivo al Senato, Stefania Craxi, è stata collegata alla necessità di far sì che l’accertamento giudiziario avvenga in tempi ragionevoli, con l’auspicio che possano sbloccarsi anche altri provvedimenti ritenuti importanti.
compattezza del centrodestra e indicazione dal voto referendario
Pierantonio Zanettin ha rivendicato che il centrodestra, compatto, ha sostenuto la richiesta di riprendere il lavoro su un tema considerato di grande rilevanza. La lettura proposta è che il risultato referendario offra un’indicazione chiara sull’importanza attribuita dagli italiani ai temi relativi alla giustizia, con l’impegno a portare avanti interventi capaci di agire sull’efficacia del sistema e sulla tutela delle garanzie dei cittadini.
Persone citate:
- Pierantonio Zanettin
- Giulia Bongiorno
- Stefania Craxi
- Enrico Costa
- Carlo Nordio
- Pietro Pittalis
- Francesco Paolo Sisto
- Alfonso Bonafede
