Politica energetica di meloni fallimentare: perché le bollette italiane sono le più care d’europa

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Politica energetica di meloni fallimentare: perché le bollette italiane sono le più care d’europa

Le dichiarazioni in Aula sulla fiducia legata al dl Bollette accendono il confronto sulla politica energetica, mettendo al centro costi, dipendenze e scelte industriali. Angelo Bonelli, deputato e co-leader di Avs, collega le misure adottate negli ultimi anni agli effetti rilevati sul prezzo dell’energia, richiamando anche il tema della vulnerabilità geopolitica e l’impatto su famiglie e imprese.

dl Bollette: critica di Angelo Bonelli alla politica energetica

Secondo Bonelli, la politica energetica di Giorgia Meloni sarebbe responsabile di un risultato negativo. In particolare, sostiene che in quattro anni siano stati spesi 40 miliardi di euro di soldi pubblici per contenere il prezzo dell’energia, mentre oggi la bolletta italiana sarebbe la più cara d’Europa.

prezzi dell’energia: confronto tra Italia e Spagna

Nel suo intervento, Bonelli porta un confronto tra le quotazioni. Riporta che, al mercato, l’energia elettrica spagnola sarebbe stata quotata a 8,36 euro/Mwh mentre quella italiana a 160 euro/Mwh. Inoltre indica che la media dei prezzi nei primi mesi del 2026 risulterebbe pari a 44 euro/Mwh in Spagna, contro oltre 130 euro/Mwh in Italia.

dipendenza dal gas e vulnerabilità geopolitica

La contestazione si concentra anche sulla struttura del modello energetico. Bonelli afferma che sarebbe stata costruita la dipendenza dal gas, rendendo l’Italia vulnerabile e ricattabile sul piano geopolitico. Nel passaggio successivo sostiene che la dipendenza non sarebbe stata eliminata, ma semplicemente spostata: dal collegamento con la Russia verso altri Paesi e poi verso il gas liquido.

La definizione utilizzata è netta: per Bonelli non si tratterebbe di “sovranità energetica”, bensì di un “ricatto geopolitico continuo”, con costi attribuiti a famiglie e imprese.

rinnovabili, accumuli e incentivi: frenata secondo Avs

Un’ulteriore parte dell’intervento riguarda lo sviluppo delle fonti alternative. Bonelli sostiene che sarebbero state bloccate le rinnovabili, citando un crollo delle nuove installazioni del 27% nel 2025 e anche un rallentamento sul fronte degli accumuli.

Il quadro viene completato con l’accusa di una linea favorevole al mantenimento dell’attuale modello. Secondo Bonelli, il sistema finirebbe per sostenere le grandi società energetiche, che negli ultimi tre anni e mezzo avrebbero accumulato profitti per oltre 70 miliardi di euro. Su questo punto ribadisce l’assenza di interventi governativi ritenuti necessari, in particolare la tassazione e la conseguente redistribuzione verso le famiglie al fine di abbassare le bollette.

carbone fino al 2038: scelta indicata come fuori dalla storia

Bonelli richiama anche una norma approvata dalla maggioranza. Sostiene che, in alleanza con Azione di Calenda, sia stata approvata una disposizione per prolungare l’uso del carbone fino al 2038. La scelta viene qualificata come “killer di clima e salute” e descritta come “fuori dalla storia”.

investimenti e transizione: impatto su economia e innovazione

Nel seguito del ragionamento, l’intervento collega le scelte energetiche a un impatto economico più ampio. Bonelli afferma che sarebbero stati tagliati gli incentivi alla transizione e gli investimenti delle imprese, con l’effetto di frenare innovazione e modernizzazione.

povertà energetica e richiesta di cambio di rotta

La conclusione dell’intervento punta sugli effetti sociali. Bonelli indica che sarebbero 2,7 milioni le famiglie in povertà energetica. Secondo la sua lettura, per affrontare davvero caro energia e conflitti che lo alimentano sarebbe necessaria una scelta: uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili e investire su rinnovabili, efficienza e autonomia energetica.

La posizione ribadita è che, nella sua prospettiva, l’orientamento politico in corso stia facendo esattamente l’opposto e che, per questo, la politica energetica sarebbe un “fallimento totale”.

Persone citate

  • Angelo Bonelli
  • Giorgia Meloni
  • Calenda
Categorie: PoliticaEconomia

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