Piano urbanistico comunale di genova tra mitigazione climatica e depavimentazione

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Piano urbanistico comunale di genova tra mitigazione climatica e depavimentazione

Ridurre il consumo di suolo non è considerato sufficiente: l’indirizzo deve diventare inversione di tendenza e trasformazione delle regole urbanistiche. A Genova, Francesca Coppola, assessora all’urbanistica, presenta una delibera con cui la depavimentazione viene inserita nelle norme generali del Piano urbanistico comunale, con l’obiettivo di blindare nel Puc il contrasto alla crisi climatica e far sì che ogni trasformazione urbana rispetti criteri di sostenibilità.

depavimentazione nel puc di genova: contrasto climatico e sostenibilità urbana

La delibera introduce un collegamento diretto tra scelte urbanistiche e risposta agli effetti del cambiamento climatico. L’impostazione ruota attorno all’idea che la pianificazione debba integrare la sostenibilità come requisito strutturale dei processi di trasformazione. Il riferimento strategico richiama anche il modello della città dei 15 minuti, orientato ad avvicinare servizi essenziali, spazi pubblici e funzioni quotidiane ai luoghi in cui si vive.

Il cuore operativo riguarda la rimozione di asfalto e cemento, con l’aumento di suolo permeabile e la creazione di aree drenanti. In questo modo si riducono le superfici capaci di trattenere calore e di ostacolare l’assorbimento dell’acqua.

impermeabilizzazione, rischio idrogeologico e aumento delle temperature: il legame normativo

Il testo della delibera richiama il regolamento europeo sul ripristino della natura, n. 2024/1991, unendo il tema dell’impermeabilizzazione alla mitigazione climatica e alla riduzione del rischio idrogeologico. La definizione del suolo come parte integrante degli ecosistemi e risorsa non rinnovabile guida l’impianto: il suolo non viene trattato come mero supporto da costruire o asfaltare, ma come componente viva del territorio.

In tale cornice vengono riconosciute funzioni eco-sistemiche fondamentali tra cui la regolazione idrologica, la regolazione climatica, la produzione di cibo e la custodia del 25% della biodiversità. Per prevenire interventi percepiti come “di facciata”, il regolamento edilizio include parametri di misurazione volti a verificare l’effettiva riduzione del consumo di suolo.

articolo 8 del regolamento europeo e ruolo del verde urbano legato al suolo

Alla stesura del testo approvato a Genova contribuisce anche Paolo Pileri, professore ordinario di “Usi del suolo ed effetti ambientali” al Politecnico di Milano. Secondo la sua valutazione, la delibera sarebbe la prima in Italia ad anticipare il regolamento europeo sul ripristino della natura. Il riferimento centrale è l’articolo 8 sugli ecosistemi urbani: le città dovrebbero cessare di ridurre il verde entro il 2030 e, a partire dal primo gennaio 2031, avviare un percorso di incremento del verde.

La scelta indicata per Genova implica un impegno anticipato rispetto alla scadenza prevista. La visione descritta da Pileri lega il verde urbano al suolo, non riducendolo a elemento decorativo, e richiama l’idea di una città che “si spoglia” di asfalto e cemento per tornare semplicemente vivibile, dopo decenni in cui sarebbero stati accumulati grandi volumi di cemento.

Genova e la fragilità idrogeologica: alluvioni, frane e ondate di calore

Il tema trova una motivazione anche nelle condizioni locali. La depavimentazione viene collegata alle conseguenze di tombamenti dei torrenti e alla cementificazione, con l’emersione di alluvioni, frane e fragilità idrogeologica. Nel contesto urbano viene considerato anche l’aumento delle ondate di calore registrato negli ultimi anni.

Come priorità, la delibera indica la necessità di intervenire nelle aree ad alta frequentazione, riducendo le superfici che accumulano calore e sostituendole con infrastrutture verdi capaci di fare ombra.

misure economiche e strumenti urbanistici: sconti, interventi diretti e perequazione

La depavimentazione rientra tra le misure di miglioramento ambientale che possono consentire uno sconto sul contributo di costruzione, ossia sugli oneri che chi realizza o interviene paga al Comune. In sostanza, rimuovere superfici impermeabili e realizzare aree verdi permeabili si traduce in una riduzione del contributo dovuto.

La delibera prevede inoltre che, in alcuni casi, invece di versare denaro per compensare standard urbanistici o opere previste, sia possibile realizzare direttamente interventi di depavimentazione o rinaturalizzazione.

Un ulteriore articolo interviene sulla perequazione urbanistica, con l’obiettivo di rendere meno penalizzante per i proprietari il ripristino del suolo.

progetti pubblici e sperimentazioni: rigenerazione del suolo a villa bombrini

Per far funzionare la restituzione di valore ecologico alle superfici che oggi non assorbono acqua e rilasciano calore, sono indicati fondi e progetti concreti. Francesca Coppola anticipa che il primo progetto di rigenerazione del suolo è previsto a Villa Bombrini: saranno 13 ettari da decementificare per la realizzazione di un parco urbano.

Il finanziamento citato comprende tre milioni di euro da risorse regionali e nove milioni di euro dalla Società per Cornigliano. L’inserimento della depavimentazione e della difesa del suolo nel Puc consentirebbe, ogni anno, l’accesso ai bandi regionali sulla rigenerazione urbana, con un lavoro in corso per indirizzare il bilancio verso queste opere. Per il momento, al netto degli interventi dei Municipi, non vengono indicati altri lavori pubblici di dimensione rilevante in arrivo.

reazioni del mondo ambientalista e questioni ancora aperte

La delibera riaccende l’attenzione degli ambientalisti, anche per il contesto di delusione legato a uno stallo sulla mobilità sostenibile. Vengono richiamati lo stralcio di percorsi ciclabili urbani già finanziati dal Pnrr e norme che avrebbero disincentivato l’intermodalità e la mobilità dolce, arrivando a vietare, ad esempio, il trasporto di bici e monopattini elettrici su ascensori e funicolari.

Giorgio Scarfì, del circolo “Nuova ecologia” di Legambiente e tra i referenti della Consulta del Verde, esprime interesse e favore verso disposizioni considerate principi di buon senso in un contesto urbano genovese fortemente compromesso. Il nodo resta la comprensione di come cambieranno le dinamiche rispetto al presente e se una delibera simile, se fosse stata attiva prima, avrebbe potuto contenere situazioni come la Rotonda di Carignano o l’area ex Champagnat in Albaro, legate alla precedente amministrazione di centrodestra.

Il passaggio successivo riguarda la capacità dell’amministrazione guidata da Silvia Salis di trasformare un’impostazione definita “climaticamente corretta” in scelte concrete per restituire suolo alla città e ridurre lo spazio della rendita. In assenza di risultati immediati, vengono segnalate possibili resistenze da parte di chi in Liguria vive da decenni di speculazione edilizia e immobiliare.

figure citate nella delibera e nel dibattito pubblico

Nel quadro descritto compaiono diverse personalità collegate alle decisioni e al confronto pubblico.

  • Francesca Coppola
  • Paolo Pileri
  • Giorgio Scarfì
  • Silvia Salis
Genova, mitigazione climatica e depavimentazione entrano nel Piano urbanistico comunale

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