Permessi di soggiorno arbitro chiede documenti a due calciatori e scoppia la polemica per possibili contraffazioni
Una verifica sui documenti durante una partita di Seconda Categoria ha acceso un caso delicato, con richieste considerate anomale e reazioni immediate da parte di società, vertici federali e associazioni arbitri. Lo scenario si è sviluppato nel campo sportivo comunale di Polverara, in provincia di Padova, dove un arbitro ha sollevato dubbi legati ai permessi di soggiorno di due calciatori africani, arrivando a interrogarsi sulla possibilità di documenti contraffatti.
richiesta di permessi di soggiorno durante la partita a polverara
Nel corso dei controlli prima dell’inizio del match, l’arbitro ha chiesto, in modo più o meno testuale, di poter visionare i permessi di soggiorno, motivando l’interrogazione con il timore che i documenti presentati potessero non essere autentici. L’episodio è avvenuto quando le due squadre, la San Fidenzio Polverara (locale) e la Polisportiva San Precario (ospiti), si trovavano pronte a scendere in campo.
Tra i documenti esibiti, l’arbitro avrebbe avuto in mano le carte d’identità di due ragazzi con pelle nera. Da qui la richiesta rivolta all’accompagnatrice del San Precario, finalizzata ad acquisire la prova che i calciatori extracomunitari fossero anche in possesso del permesso di soggiorno in Italia.
reazione del san precario e questioni sul regolamento
Il San Precario, società con sede a Padova, ha contestato la richiesta definendola priva di precedenti e ritenendola ingiustificata rispetto alle regole ordinarie. Roberto Mastellaro, presidente del club, ha spiegato che, nel corso degli anni di attività, non gli sarebbe mai capitata una situazione simile.
Secondo quanto riportato, il regolamento prevede che i calciatori debbano essere in possesso di una carta d’identità, oppure di un passaporto, oppure di un tesserino della Figc per poter partecipare alle gare. Mastellaro ha sottolineato che l’esibizione del permesso di soggiorno non era mai stata richiesta prima.
Nel ricostruire l’accaduto, il presidente ha anche chiarito che, per evitare ritardi all’avvio dell’incontro, il permesso dei due calciatori sarebbe stato comunque mostrato. A quel punto, però, il club avrebbe deciso di chiedere spiegazioni, sostenendo che il comportamento dell’arbitro sia stato percepito come discriminatorio.
dubbi e precedenti con altri calciatori extracomunitari
Nel corso delle dichiarazioni, Mastellaro ha aggiunto un elemento ritenuto significativo: nella rosa del San Precario è presente anche un altro giocatore extracomunitario con doppio passaporto, indicato come inglese e slovacco, per il quale non sarebbe stata avanzata alcuna richiesta aggiuntiva. Questo dettaglio viene utilizzato per evidenziare la stranezza della verifica avvenuta su altri due calciatori.
storia del san precario e impegno contro il razzismo
Il San Precario è un club nato nel 2007, in un periodo collegato a “Calciopoli”, e si distingue per un impegno strutturato contro il razzismo. La società richiama il proprio orientamento con un motto: “Chi ama lo sport odia il razzismo”.
La vicenda documentale si inserisce in un contesto più ampio di azioni legali già intraprese dalla società. In particolare, viene citata una battaglia giudiziaria che avrebbe portato a ottenere che l’iscrizione alla Figc dei calciatori avesse una durata coincidente con la validità del permesso di soggiorno.
figc e arbitri: richiesta di chiarimenti e norme sull’operato arbitrale
Dopo l’episodio, il San Precario ha fatto partire una richiesta di chiarimenti indirizzata al presidente regionale della Figc, Giuseppe Ruzza. Quest’ultimo avrebbe confermato un contatto già avvenuto: avrebbe ricevuto una telefonata da Mastellaro e avrebbe indicato che lo stesso presidente avrebbe potuto inviare una comunicazione scritta per permettere i necessari approfondimenti.
posizione dell’associazione italiana arbitri del veneto
Alle ricostruzioni sulla vicenda si è aggiunta anche la posizione dell’arbitrato associativo attraverso le parole di Tarcisio Serena, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri del Veneto. Secondo quanto riportato, sarebbe escluso che l’arbitro debba richiedere il permesso di soggiorno, ribadendo che l’arbitro non avrebbe il ruolo di ufficiale giudiziario.
dichiarazioni dal campo: equivoco e rapporto con l’avversario
Oltre ai vertici del San Precario, anche chi era presente sul posto ha confermato la percezione di un contesto poco chiaro. Daniele Trivellato, segretario del Polverara San Fidenzio, ha dichiarato di essere stato presente e di aver ritenuto la richiesta dell’arbitro “davvero strana”, interpretandola come un equivoco.
Trivellato ha inoltre richiamato il clima con l’avversario: stima reciproca e la possibilità di festeggiare insieme il “terzo tempo” al termine della partita.
personaggi coinvolti nelle dichiarazioni
- Roberto Mastellaro, presidente del San Precario
- Giuseppe Ruzza, presidente regionale della Figc
- Daniele Trivellato, segretario del Polverara San Fidenzio
- Tarcisio Serena, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri del Veneto
- Daniele Trivellato, segretario del Polverara San Fidenzio
